Il Koppenberg e la caduta degli angeli ribelli: così Van der Poel ha dominato il Giro delle Fiandre
di Cosimo CitoIl Koppenberg, il monte delle teste: così in fiammingo chiamano i ciottoli, i kinderkoppen, le teste dei bambini. Ma quante erano, a Pasqua, lassù, le teste? La foto simbolo del Giro delle Fiandre 2024 pesca l’attimo dell’attacco decisivo di Van der Poel proprio lì, sul muro più duro: lui bello e agile in maglia bianca di campione del mondo, come un angelo che scappa via dall’inferno. Le anime dannate degli altri lo vedono involarsi e iniziano a scomporsi, a scivolare, a digrignare i denti, tutti respinti da quella muraglia impossibile, impilata nella notte dei tempi, 600 metri con pendenze che arrivano al 22%, in mezzo a un bosco di frassini. Impercorribile in bici e inutile a tutto, tranne che alla leggenda della Ronde. E intorno, centinaia di persone appese su una collina e trattenute a stento da una transenna.
Il dramma degli altri
Ivan Garcia Cortina è il primo a finire nell’inquadratura: è fermo a sinistra, con la…
Il Koppenberg, il monte delle teste: così in fiammingo chiamano i ciottoli, i kinderkoppen, le teste dei bambini. Ma quante erano, a Pasqua, lassù, le teste? La foto simbolo del Giro delle Fiandre 2024 pesca l’attimo dell’attacco decisivo di Van der Poel proprio lì, sul muro più duro: lui bello e agile in maglia bianca di campione del mondo, come un angelo che scappa via dall’inferno. Le anime dannate degli altri lo vedono involarsi e iniziano a scomporsi, a scivolare, a digrignare i denti, tutti respinti da quella muraglia impossibile, impilata nella notte dei tempi, 600 metri con pendenze che arrivano al 22%, in mezzo a un bosco di frassini. Impercorribile in bici e inutile a tutto, tranne che alla leggenda della Ronde. E intorno, centinaia di persone appese su una collina e trattenute a stento da una transenna.
Il dramma degli altri
Ivan Garcia Cortina è il primo a finire nell’inquadratura: è fermo a sinistra, con la bici in panne, col cambio bloccato, non riesce a risaltarci su. Da primo della corsa, si disperde nelle retrovie: arriverà 26°. Nello stesso istante parte Van der Poel e solo lui, Jorgenson e Pedersen, sbuffando, riescono a percorrere il monte delle teste in bici. Gli altri scendono e spingono. Questo era, è e sarà sempre il Koppenberg.
La prima volta
Prima della sua apparizione nella Ronde l'aveva scoperto, frequentando in allenamento i sentieri intorno a Melden, Walter Godefroot. L'aveva proposto agli organizzatori, confidando nel Koppenberg per avere qualche vantaggio nei confronti di Eddy Merckx. In effetti, nel 1976, il Cannibale andò in crisi a metà Koppenberg. Lui, come tanti, come quasi tutti, scese di bici e guadagnò la cima a piedi spingendo la bici come fanno i biker o i ciclocrossisti. In un'intervista di molti anni dopo, Merckx avrebbe definito quella giornata come "un incubo, una delle più brutte della mia vita". All'arrivo, vittoria per Walter Planckaert su Moser e Demeyer, Godefroot 8°, Merckx 16°.
La caduta di Skibby e la scomparsa del Koppenberg
Il Koppenberg comparirà ininterrottamente fino al 1987. Quell’anno, però, il danese Jesper Skibby, imbocca in testa il Koppenberg con 2 minuti di vantaggio sul gruppo. "Mi sentivo sicuro, ero al primo anno da professionista, mi sentivo pieno di energia e la salita non è ripidissima, almeno all'inizio”. Poi Skibby inizia a rallentare, a zigzagare, si pianta, finisce al centro della strada e cade. "Una caduta da niente, alla fine sarei riuscito anche a risalire, superata la cima, c'è discesa e pianura". Ma l'auto del direttore di gara gli passa sulla bici, la schiaccia. Ruote distrutte, corsa persa. Skibby perde secondi, minuti, il gruppo rientra, lui ritira. "Tra tutte le salite, i muri, in tutte le corse della mia vita, il Koppenberg mi è rimasto dentro, come lo è una cima inviolabile. Ho quella sensazione quando ci ripenso".Dopo quel giorno, l'organizzazione disse basta, mai più Koppenberg, finché sarà questo. Su quelle pietre dall'88 si corre il Koppenbergcross, gara e specialità forse più adatte a quel genere di pendenza, a quel genere di sforzo: Van der Poel l’ha vinto nel 2017.
Il ritorno
Il "Koppen" resterà fuori per restyling fino al 2002, il comune di Oudenaarde ci spenderà quasi 200mila euro per mettere a posto ognuno dei micidiali pezzetti di porfido. Non durerà molto. Nel 2006 è una nuova processione di corridori in portage, tutti o quasi messi a nudo dall'impossibile, bestiale tratturo. Nuovo restyling e ritorno definitivo nel 2008. Oggi nessuno immaginerebbe un Fiandre senza questa sequenza finale: Koppenberg, Steenbeekdries, Taaienberg, Kriusberg, Oude Kwaremont, Paterberg. E nessuno dimenticherà mai l’ascensione di Van der Poel. E la caduta degli angeli ribelli, alle sue spalle.