PRATI DI TIVO – Non fa più notizia il primo di tappa, Tadej Pogacar per la terza volta in otto giornate di gara finora, ma chi gli resiste. Ieri ce l’hanno fatta in diversi e lo sloveno, per una volta, si è limitato a vincere senza strafare, senza esagerare, rispettando alla lettera quel che il general manager della UAE Mauro Gianetti gli aveva consigliato dopo la crono di Perugia: “Iniziamo a pensare al Tour”. Eh sì, Pogacar ha vinto battendo in una volata in montagna, a Prati di Tivo, Martinez e O’Connor. Ma la notizia più bella in chiave italiana, nel giorno in cui si eguaglia il record negativo di tappe senza la maglia rosa (ora sono 66, dal 2021) è il quarto posto di Antonio Tiberi. Non tanto per il piazzamento quanto per il modo. Il 23enne laziale è stato l’unico a tentare un attacco quando il gruppo dei migliori era già stato selezionato dalla progressione di Majka per Pogacar. Due scatti, non fulminanti ma pieni di coraggio. Non ha fatto il vuoto, ma ha comunque fatto capire che per la top-5, o magari qualcosa di più, Tiberi c’è: “Quello è il mio obiettivo, ma sono contento di come la condizione stia crescendo giorno dopo giorno”. Senza la debacle di Oropa, causata da una doppia foratura, Tiberi sarebbe 2°. A una vita da Pogacar, ma davanti a tutti gli altri. Ora il capitano della Bahrain Victorious è comunque 6° a 4’23”, due posizioni guadagnate ai danni di Lutsenko e soprattutto Plapp, saltato completamente. Pogacar naviga invece in acque tutte sue: 10° successo stagionale, il 73° della carriera. Un vantaggio su Dani Martinez salito a 2’40”. Il trittico di fuoco (sterrato, crono, arrivo in salita) lo ha naturalmente rafforzato: “Nella crono tutti i compagni di squadra si sono potuti riposare e oggi hanno fatto una grande lavoro, facendo il ritmo nella prima salita e poi io l'ho conclusa con la vittoria. Quella di oggi era una scelta che hai lasciato ai compagni, se lottare per la vittoria di tappa oppure no. Hanno detto sì e abbiamo vinto”. Più semplice di così.
La cronaca
Si forma dopo un avvio velocissimo una fuga piuttosto affollata di 14 corridori con Jhonatan Narváez (INEOS Grenadiers), Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers), Alessandro Verre (Arkéa - B&B Hotels), Henok Mulubrhan (Astana Qazaqstan Team), Simon Geschke (Cofidis), Valentin Paret-Peintre (Decathlon AG2R La Mondiale Team), Georg Steinhauser (EF Education – EasyPost), Nairo Quintana (Movistar Team), Pelayo Sánchez (Movistar Team), Julian Alaphilippe (Soudal Quick-Step), Romain Bardet (Team dsm-firmenich PostNL), Alessandro De Marchi (Team Jayco AlUla), Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) e Martin Marcellusi (VF Group - Bardiani CSF – Faizanè). Vantaggio massimo 2’, ma la UAE si impegna in un inseguimento vigoroso per evitare che soprattutto Bardet e Storer prendano troppo vantaggio. Il vantaggio viene annullato praticamente all’inizio della salita finale, quando il forcing della UAE screma il gruppo dei migliori. A Pogacar resta alla fine solo Majka, che fa il lavoro per tre. E poi tocca a lui prima annullare gli attacchi di Arensman e Tiberi e poi, con la strada aperta da Majka, andare allo sprint. La nona tappa, domenica 12, partirà da Avezzano, arrivo a Napoli, probabilmente per velocisti. Poi giorno di riposo dopo una intensissima settimana.