Sport

Ultim'ora

Esaltavano suprematisti e proponevano attentati, perquisiti 14 minori in tutta Italia

Giro d’Italia, cosa resta prima di Roma: due arrivi in salita e ancora tanta montagna. Pogacar può risparmiarsi prima del trionfo

Le ultime sei tappe per un’ultima settimana meno dura del solito: lo sloveno deve solo stare attento a cadute o malanni, la battaglia sarà per gli altri due gradini del podio

2 minuti di lettura

BORMIO — Sei tappe, anzi cinque se si toglie la passerella finale di Roma, restano a Tadej Pogacar per conquistare il suo primo Giro d’Italia, il suo terzo GT dopo i due Tour de France (2020 e 2021) e il sesto podio nelle grandi corse a tappe dopo, anche, il 3° posto alla Vuelta 2019 e i due secondi posti al Tour 2022 e 2023. Il dominio dello sloveno è stato nettissimo, se è vero che dal 1954 un corridore non aveva un margine così grande sul secondo: già quattro le tappe vinte, una vetta toccata solo da qualche velocista negli ultimi anni, ma mai da un uomo di classifica. Si deve tornare a Cunego del 2004 e Pantani del 1999 per trovare uno scalatore capace di vincere almeno 4 tappe. Queste comunque sono le tappe in cui Pogacar dovrà solamente difendersi da avversari e soprattutto sfortuna.

Martedì 21: tappa 16, Livigno-Santa Cristina (Monte Pana), 206 km

Al netto di possibili novità dell’ultim’ora – c’è aria di possibile ulteriore taglio del percorso, la richiesta viene dai corridori, il meteo sarà inclemente nella mattinata -, la frazione prevede la scalata dello Stelvio dal versante di Bormio, ma poco prima della cima si svolterà a sinistra per scavallare l’Umbrailpass (o Giogo di Santa Maria), attraversare la svizzera Val Monastero e, dopo un lungo fondovalle, riprendere a salire verso la Val Gardena con Passo Pinei e arrivo a Monte Pana, sopra Santa Cristina, a quota 1628: salita non esagerata (6 km al 6%), possibile tappa da fughe. Difficilmente Pogacar metterà a lavorare ancora la squadra.

Mercoledì 22 maggio: tappa 17, Selva di Val Gardena-Passo Brocon, 159 km

Più esplosiva e vicina agli standard attuali la tappa di mercoledì. Si parte già in salita verso il Passo Sella, poi in rapida sequenza Rolle, Grobbera e doppio passaggio sul Brocon dai due versanti: più duro il secondo e ultimo, quello di arrivo, 11 km al 6,4% di media. Tappa difficile da controllare, durante la quale comunque a duellare saranno gli uomini dal secondo al quinto posto. Pogacar potrà mettere la corsa nelle mani di Ineos o Bora e mettersi tranquillo in attesa dell’ultima salita: là potrebbe dare l’ennesima lezione di ciclismo a tutti.

Giovedì 23 maggio: tappa 18, Fiera di Primiero-Padova, 178 km

Tappa per velocisti, con andamento in discesa, dal Primiero a Padova. Niente di cui aver paura per Pogacar, a parte qualche rotonda e le sgomitate nel finale di tappa. Consiglio: tenersi alla larga dalla volata.

Venerdì 24 maggio: tappa 19, Mortegliano-Sappada, 157 km

Altra tappa di montagna dal disegno “moderno”: montagne tutte nel finale, niente di terribile, ma diverse insidie: Passo Duron, Sella Valcalda, Cima Sappada. Non un arrivo in salita, ma spettacolo assicurato.

Sabato 25 maggio: tappa 20, Alpago-Bassano del Grappa, 184 km

La tappa più complicata dell’ultima settimana è quella del Monte Grappa, con doppio passaggio due diversi versanti: l’ultimo è naturalmente il più duro. Discesa molto insidiosa per l’arrivo a Bassano del Grappa che incoronerà di fatto il vincitore del Giro.

Domenica 26 maggio: tappa 21, Roma-Roma, 125 km

Classica tappa-passerella, con arrivo per velocisti al Colosseo (ma, non è inutile ricordarlo, è una tappa vera). La festa a quel punto potrà esplodere definitivamente.

I commenti dei lettori