COL DE LA COUILLOLE — Non ha lasciato nemmeno questa. Sarebbe stato bello, magari giusto, ma forse non è così che funziona la testa dei campioni. “Ho sperato che mi lasciasse vincere, ma non lo biasimo, avrei fatto lo stesso anch’io”. Jonas Vingegaard ha accettato con eleganza l’ennesima sconfitta. Tadej Pogacar ha vinto cinque tappe su venti di questo Tour stradominato, gliene manca una per eguagliare il suo Giro e magari l’occasione sarà oggi, nella cronometro finale, sulla Costa Azzurra. «Io cannibale? Sì, ma di caramelle» ha detto a chi continua ossessivamente a paragonarlo a Eddy Merckx, prima di lasciarsi andare a un’analisi ancor più tecnica: “Nel ciclismo nessuno frena. Qui siamo al Tour, non è una passeggiata nel bosco e tutti vogliono vincere”. Non tutti “possono” vincere, a Pogi-landia. Quelli che ci hanno provato, quest’anno, sono rimbalzati. Tutti tranne Vingegaard, che almeno una volta l’ha battuto, a Le Lioran, in quell’arrivo mano-a-mano illusorio per lui e per tutti. …
COL DE LA COUILLOLE — Non ha lasciato nemmeno questa. Sarebbe stato bello, magari giusto, ma forse non è così che funziona la testa dei campioni. “Ho sperato che mi lasciasse vincere, ma non lo biasimo, avrei fatto lo stesso anch’io”. Jonas Vingegaard ha accettato con eleganza l’ennesima sconfitta. Tadej Pogacar ha vinto cinque tappe su venti di questo Tour stradominato, gliene manca una per eguagliare il suo Giro e magari l’occasione sarà oggi, nella cronometro finale, sulla Costa Azzurra. «Io cannibale? Sì, ma di caramelle» ha detto a chi continua ossessivamente a paragonarlo a Eddy Merckx, prima di lasciarsi andare a un’analisi ancor più tecnica: “Nel ciclismo nessuno frena. Qui siamo al Tour, non è una passeggiata nel bosco e tutti vogliono vincere”. Non tutti “possono” vincere, a Pogi-landia. Quelli che ci hanno provato, quest’anno, sono rimbalzati. Tutti tranne Vingegaard, che almeno una volta l’ha battuto, a Le Lioran, in quell’arrivo mano-a-mano illusorio per lui e per tutti. La differenza tra i due è spazio e tempo: 5’14”. Tre anni fa Pogacar vinse il Tour con 5’20” su Vingegaard. Era l’inizio di un dualismo tra i più straordinari nella storia di questo sport.
Un impero su due ruote
Pogacar è tra le altre cose un impero che va su due ruote. Uno stipendio da calciatore (intorno ai 7 milioni, sponsor compresi), una clausola rescissoria da 100 milioni. Prima del calcio, gli sceicchi di Abu Dhabi avevano scoperto il ciclismo. La UAE Team Emirates nasce nel 2017 sulle ceneri dell’italiana Lampre grazie a un investimento della holding ADQ attraverso il fondo Chimera Investment, lo stesso che nel 2020 ha acquisito l’azienda Colnago. Pogacar arriva quando il team non è ancora di primissima fascia nel 2019 e nel 2020 vince il suo primo Tour de France. Ora è tra gli sportivi più amati seguiti al mondo: 1,8 milioni di follower su Instagram, più che raddoppiati nell’ultimo anno. Sulla sua bicicletta pedalano ben 8 sponsor personali, da I feel Slovenia (l’ufficio del turismo del suo paese) a MyWhoosh (una piattaforma di ciclismo virtuale nata negli Emirati Arabi). Da qualche anno anche Rcs ha scommesso sugli Emirati, dando sostegno tecnico e logistico all’UAE Tour, corsa di primissimo livello in calendario a febbraio (Tadej l’ha vinta due volte). Tutto questo ha un peso anche sulle scelte in corsa di Pogacar: dopo la vittoria d Isola 2000 ha detto “Sono il miglior Tadej si sempre, non sono mai andato in ansia e non ho sentito la pressione che volevano mettermi”. Chi? La Visma di Vingegaard? I tifosi? Il team? I suoi sponsor?
Il club degli 8
Nel dubbio ha vinto cinque tappe e ogni volta (anche ieri sulla Couillole) ha fatto segnare il miglior tempo di scalata di sempre su ognuna delle salite decisive. Oggi eguaglierà Marco Pantani, ma anche Coppi, Anquetil, Merckx, Hinault, Roche e Indurain. Il club dei vincitori nello stesso anno di Giro d’Italia e Tour de France si allarga per far posto a un venticinquenne che di cose (e corse) da vincere — la prima sarà la prova in linea delle Olimpiadi, a Parigi — e da rivincere sembra averne più davanti che alle spalle.