Parigi 2024, Filippo Ganna a caccia dell’oro nella crono: “Sette giorni sul Monte Rosa senza telefono, per vincere ho aperto l’anima”
dal nostro inviato Cosimo CitoFilippo Ganna, 28 anni
PARIGI – Lontani dal Villaggio olimpico, in ritiro presso un antico istituto per ragazzi ciechi a due passi da Pont Alexandre III, dove si chiuderanno domani le due cronometro, gli azzurri del ciclismo cercano la prima zampata d’oro dell’intera spedizione italiana. Ma Elisa Longo Borghini si chiama fuori dal pronostico. Alberto Bettiol parte tra i primi. E non chiedete a Filippo Ganna se si senta favorito. No, mai. “Tarling, Evenepoel, Van Aert. Quelli forti sono tanti e sono tutti da battere” dice il piemontese, 28 anni ieri. “E per farlo serve la gamba piena, la gara giusta, della vita, non sbagliare nulla”.
Il percorso, 32,4 km per specialisti, le si addice molto.
“Ma qui è come a scuola: studi, ti prepari, ti senti a posto e poi davanti alla cattedra fai scena muta. Il giorno della gara è quello decisivo, quelli prima sono una somma che non sempre dà il totale. Dipende da come ti svegli, dai piccoli particolari, quelli minimi specialmente. Ci si gioca l’Olimpo, tutto ha il su…
PARIGI – Lontani dal Villaggio olimpico, in ritiro presso un antico istituto per ragazzi ciechi a due passi da Pont Alexandre III, dove si chiuderanno domani le due cronometro, gli azzurri del ciclismo cercano la prima zampata d’oro dell’intera spedizione italiana. Ma Elisa Longo Borghini si chiama fuori dal pronostico. Alberto Bettiol parte tra i primi. E non chiedete a Filippo Ganna se si senta favorito. No, mai. “Tarling, Evenepoel, Van Aert. Quelli forti sono tanti e sono tutti da battere” dice il piemontese, 28 anni ieri. “E per farlo serve la gamba piena, la gara giusta, della vita, non sbagliare nulla”.
Il percorso, 32,4 km per specialisti, le si addice molto.
“Ma qui è come a scuola: studi, ti prepari, ti senti a posto e poi davanti alla cattedra fai scena muta. Il giorno della gara è quello decisivo, quelli prima sono una somma che non sempre dà il totale. Dipende da come ti svegli, dai piccoli particolari, quelli minimi specialmente. Ci si gioca l’Olimpo, tutto ha il suo peso”.
Bici nuova: come si è trovato?
“Bene, ma non svelerò mai i particolari. Non si fa”.
Sembra, a vederla, il miglior Ganna di sempre. E ha anche vinto una tappa al Giro dell’Austria, non a crono. Vuol dire che?
“Che si parte tutti dalla stessa rampa, io alle 17.20”.
Mezz’ora abbondante dopo potrebbe essere già il momento della prima medaglia azzurra a Parigi: sente la responsabilità?
“Sento di aver lavorato bene, ma non sento il peso dell’Olimpiade, anzi cerco di viverla come una corsa normale, come una tappa del Giro. La differenza è nell’onore di vestire la maglia azzurra, ed è quello che cambia il valore di un risultato. L’Olimpiade mette sullo stesso piano sport che vengono schiacciati dal calcio. Solo per due settimane, è vero, ma è molto importante”.
Jannik Sinner nel tennis, Tadej Pogacar nel ciclismo: due numeri uno non ci saranno. Pensa facciano bene a non forzare?
“Ci sono dei limiti oltre i quali il corpo non può andare. Dobbiamo ascoltarlo. La salute è tutto per un atleta, che è come un orologio, ha ingranaggi precisi al millimetro”.
Dopo la crono il quartetto in pista: sarebbe il primo ad accoppiare una vittoria su strada e una su pista nella stessa Olimpiade.
“Ho fatto un lavoro simile a quello di un decathleta: fondo per la strada, esplosività per la pista. Ho dormito per sette giorni al Rifugio Maroli, a 2800 metri davanti al Monte Rosa. Telefono staccato, aria gelida, una vista che apre l’anima”.
Lei nasceva il giorno in cui Andrea Collinelli vinceva l’inseguimento individuale ad Atlanta ’96. Le dispiace che quella specialità non sia più olimpica?
“Sì e no. Sarebbe un’altra occasione di medaglia, ma anche una gara in più da preparare, altro lavoro da doversi smazzare”.
Cosa farà tra la crono e l’inseguimento a squadre, in programma dal 5 al 7 agosto?
“Non resterò qui, domenica mattina ho subito il volo, andrò a Montichiari ad allenarmi con gli altri, non li vedo da un po’. Siamo condannati in quattro ad essere perfetti”.
Ha festeggiato i suoi 28 anni?
“Per ora mi sono regalato 3 ore e mezza di fatica in bici. Spero di festeggiare davvero sabato sera. Tutti invitati, nel caso”.