Italia bronzo nell’inseguimento su pista: il quartetto di Ganna ancora sul podio olimpico. “Vale più di un oro”. Quarte le azzurre
dal nostro inviato Cosimo CitoPARIGI – Gli azzurri dell’inseguimento a squadre non scendono dal podio olimpico. Tre anni dopo l’oro di Tokyo, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan e Simone Consonni hanno battuto la Danimarca (come in Giappone), ma nella finale per il bronzo al velodromo di Saint-Quentin en Yvelines. Una partenza difficile per gli azzurri, sotto anche di un secondo e un decimo. Poi nell’ultimo chilometro della prova (che ne conta 4 in totale) è uscito il grande treno azzurro, pilotato da un enorme Jonathan Milan e da uno splendido Filippo Ganna, ancora una volta. 3’44”197 il tempo degli azzurri, quasi due secondi di vantaggio sugli avversari, arrivati molto scomposti nel finale. Oro all’Australia davanti alla Gran Bretagna.
Medaglia numero 27 per l’Italia a Parigi (9 ori, 10 argenti e 8 bronzi) e secondo terzo posto olimpico nella storia per il quartetto dopo quello del 1968 a Città del Messico. Una medaglia faticosa, sudatissima, arrivata dopo aver buttato giù il boccone del record del m…
PARIGI – Gli azzurri dell’inseguimento a squadre non scendono dal podio olimpico. Tre anni dopo l’oro di Tokyo, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan e Simone Consonni hanno battuto la Danimarca (come in Giappone), ma nella finale per il bronzo al velodromo di Saint-Quentin en Yvelines. Una partenza difficile per gli azzurri, sotto anche di un secondo e un decimo. Poi nell’ultimo chilometro della prova (che ne conta 4 in totale) è uscito il grande treno azzurro, pilotato da un enorme Jonathan Milan e da uno splendido Filippo Ganna, ancora una volta. 3’44”197 il tempo degli azzurri, quasi due secondi di vantaggio sugli avversari, arrivati molto scomposti nel finale. Oro all’Australia davanti alla Gran Bretagna.
Medaglia numero 27 per l’Italia a Parigi (9 ori, 10 argenti e 8 bronzi) e secondo terzo posto olimpico nella storia per il quartetto dopo quello del 1968 a Città del Messico. Una medaglia faticosa, sudatissima, arrivata dopo aver buttato giù il boccone del record del mondo degli australiani subito dagli azzurri nel secondo turno. La forza azzurra è uscita però nella serata che serviva, quella che portava alla medaglia. Un terzo posto che conferma la bontà della scuola azzurra della pista e conferma l’ottimo lavoro del commissario tecnico Marco Villa.
"Questo bronzo vale molto più di un oro perché quando le cose vanno in modo diverso restano in pochi. Non è mai facile ripetersi a massimi livelli" il commento di Filippo Ganna. "E' sempre facile salire sul carro dei vincenti. A Tokyo avevamo un po’ sorpreso e dopo ieri siamo caduti a tanti... ma nulla è scontato soprattutto a questi livelli - sottolinea Ganna - Oggi bisogna dire grazie ai nostri compagni, allo staff. Alle persone che si sono sempre fatti in quattro, hanno sacrificato la famiglia e tutto e sono stati con noi in ritiro. E grazie a questi altri tre scalmanati che ti fanno sempre tornare".
Azzurre quarte
Sfuma invece a un chilometro dall’arrivo, dopo una prova esemplare, il bronzo per le azzurre dell’inseguimento. Vittoria Guazzini, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Chiara Consonni sono state superate dalle britanniche dopo essere state in vantaggio anche di un secondo abbondante per tre quarti di gara. Fatali, per il bronzo, gli ultimi quattro giri.