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Pogacar, il campione del mondo visto dagli sconfitti: “Folle attaccare a 100 km dall’arrivo”. Eddy Merckx: “Ora è chiaro: è più forte di me”

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Da Van der Poel a Evenepoel, tutti ai piedi dello sloveno: “La sua era è solo all’inizio”
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Devastati, strabattuti, ammirati. L’impresa insensata di Tadej Pogacar ha lasciato di stucco i testimoni più diretti e ravvicinati: i suoi avversari. Questo è un breve blob di quello che gli sconfitti di Zurigo hanno detto dopo il Mondiale vinto dallo sloveno con un attacco a 100 km dall’arrivo.

Van der Poel: “Difficile descrivere quanto sia forte”

"È difficile descrivere quanto sia forte". Un indomito Van der Poel ha chiuso al 3° posto su un percorso inadatto alle sue caratteristiche. "Sono abbastanza sicuro che se lo chiedete a lui, questo non era nemmeno il suo piano, ma era davvero forte e ci ha dimostrato che ci sbagliavamo tutti". Non era il piano, ma con Pogacar si sa, i piani non servono a niente. "Pensavo che stesse buttando via le sue possibilità di conquistare la maglia da campione del mondo perché la situazione non era ideale e la sua squadra non era in grado di tenere in mano la corsa. È stato più un attacco di paura, ma era così forte che è riuscito ad arrivare al tragua…

Devastati, strabattuti, ammirati. L’impresa insensata di Tadej Pogacar ha lasciato di stucco i testimoni più diretti e ravvicinati: i suoi avversari. Questo è un breve blob di quello che gli sconfitti di Zurigo hanno detto dopo il Mondiale vinto dallo sloveno con un attacco a 100 km dall’arrivo.

Van der Poel: “Difficile descrivere quanto sia forte”

"È difficile descrivere quanto sia forte". Un indomito Van der Poel ha chiuso al 3° posto su un percorso inadatto alle sue caratteristiche. "Sono abbastanza sicuro che se lo chiedete a lui, questo non era nemmeno il suo piano, ma era davvero forte e ci ha dimostrato che ci sbagliavamo tutti". Non era il piano, ma con Pogacar si sa, i piani non servono a niente. "Pensavo che stesse buttando via le sue possibilità di conquistare la maglia da campione del mondo perché la situazione non era ideale e la sua squadra non era in grado di tenere in mano la corsa. È stato più un attacco di paura, ma era così forte che è riuscito ad arrivare al traguardo". E poi, allargando lo sguardo: "Non ho idea di quanto durerà l'era Pogacar, è più forte che mai, questo è solo l'inizio", ha aggiunto Van der Poel. "Se vedi la sua stagione, è lui quello che merita più di tutti di indossare la maglia iridata. Sarà bello da vedere. Dopo la gara, gli ho detto che è pazzo. Ma tutti sono contenti e per me è bello che il miglior corridore del mondo indossi la maglia".

Quinn Simmons: “Se vai troppo vicino al sole, ti bruci”

"Se qualcuno è sorpreso che Poga?ar abbia vinto questa gara, non credo che capisca qualcosa di ciclismo", ha spiegato l'americano Quinn Simmons, 9° al traguardo. "Il mio compagno di squadra Matteo Jorgenson mi ha detto prima della gara che una volta ha provato a seguire Pogacar e mi ha detto: 'Quando vai troppo vicino al sole ti bruci, e oggi mi sono bruciato'".

Skuijns: “Evenepoel è stato colto di sorpresa”

"Ci sono sempre corridori che sono forse un gradino o due sopra gli altri, a volte è uno, a volte sono due. Nel corso degli anni abbiamo visto rivalità nelle Classiche, al Tour, ovunque", ha detto il quarto di Zurigo, il lettone Toms Skuji?s. "Penso che tutti si aspettassero che Remco Evenepoel desse del filo da torcere a Tadej, ma è stato colto un po' alla sprovvista".

Evenepoel: “Era una mossa suicida, eppure…”

Remco Evenepoel, 5° era il più arrabbiato: " Tadej era in una giornata speciale, ma nel momento in cui è partito, ho detto a Mathieu Van der Poel che era una mossa suicida e che tutto sarebbe tornato a posto. Alla fine, è andato alla nostra stessa velocità. Ma lui era solo, e noi eravamo tanti."

Ben Healy: “Non se l’aspettava nessuno un attacco da così lontano”

"Penso che sia stato un momento piuttosto duro della gara, con 100 km rimasti da percorrere, tutti pensavano che fosse troppo da fare", ha detto l'irlandese Ben Healy. "Lui è partito, e non credo che nessuno se lo aspettasse. Poi è stata tutta la squadra belga a inseguirlo, quindi penso che con 100 km rimasti tutti abbiano pensato che fosse un po' troppo, anche per Tadej. Ci ha dimostrato di nuovo che ci sbagliavamo”.

O’Connor: “Sono in buona compagnia sul podio”

Ben O’Connor, il primo dei battuti: “Posso dire di essere in ottima compagnia su un podio così. Anche io come gli altri che sono su questo podio ho fatto una buona stagione, quindi, credo che questo sia un podio appropriato e sono davvero, davvero orgoglioso di me stesso”.

Eddy Merckx: “Devi essere pazzo per fare una cosa così”

"Quello che ha fatto è davvero incredibile", ha detto Eddy Merckx a Le Parisien e all’Equipe. “Devi essere pazzo per fare questo. Quando ha attaccato, ho iniziato a temere per lui. Pensavo che se ne fosse andato troppo presto. Normalmente è impossibile vincere dopo un attacco di 100 chilometri, ma lui ce l’ha fatta. È il migliore della sua generazione, su questo non c'è dubbio. Alla mia età (79, ndr) devi fare di tutto per farmi saltare sulla sedia. Ma ci è riuscito. Sapevo che sarebbe potuto diventare campione del mondo, ma non avrei mai pensato che l'avrebbe fatto in questo modo. È davvero il più grande. E ora è evidente: è più forte di me”.

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