La più impressionante delle stagioni degli ultimi cinquant'anni di ciclismo volge al termine e per Tadej Pogacar è l'ora di un'ultima sgroppata vincente e di un ultimo record da eguagliare. Il quarto successo consecutivo al Lombardia, l'ultima classica monumento dell'anno, sabato 12 ottobre, permetterebbe allo sloveno di pareggiare Fausto Coppi, unico a cogliere il poker di fila tra le foglie morte (dal 1946 al 1949, oltre al successo del 1954). Per Pogi, tre partenze e tre vittorie dal 2021 al 2023, due da Como a Bergamo, uno all'inverso. Inutile chiedersi se sia un percorso adatto a Pogacar. Più lecito invece domandarsi dove partirà lo show. La salita di Sormano (non il celeberrimo Muro, ma la Colma, non troppo meno dura) parrebbe il luogo ideale. Per maltempo è saltata la salita di Ganda, nella prima parte, sostituita dal Selvino.
Pogacar e i sospetti
In un'intervista rilasciata lunedì al giornale francese La Dépêche…
La più impressionante delle stagioni degli ultimi cinquant'anni di ciclismo volge al termine e per Tadej Pogacar è l'ora di un'ultima sgroppata vincente e di un ultimo record da eguagliare. Il quarto successo consecutivo al Lombardia, l'ultima classica monumento dell'anno, sabato 12 ottobre, permetterebbe allo sloveno di pareggiare Fausto Coppi, unico a cogliere il poker di fila tra le foglie morte (dal 1946 al 1949, oltre al successo del 1954). Per Pogi, tre partenze e tre vittorie dal 2021 al 2023, due da Como a Bergamo, uno all'inverso. Inutile chiedersi se sia un percorso adatto a Pogacar. Più lecito invece domandarsi dove partirà lo show. La salita di Sormano (non il celeberrimo Muro, ma la Colma, non troppo meno dura) parrebbe il luogo ideale. Per maltempo è saltata la salita di Ganda, nella prima parte, sostituita dal Selvino.
Pogacar e i sospetti
In un'intervista rilasciata lunedì al giornale francese La Dépêche du Midi, il direttore del Tour de France ha espresso la sua opinione sui sospetti che circondano regolarmente le prestazioni del campione sloveno. "Se un giorno venissi a sapere che si sta dopando, saresti sorpreso, deluso, disgustato?", gli è stato chiesto. La risposta di Prudhomme: "Dato il passato del ciclismo e non molto tempo fa, la domanda non è illegittima". Nella conferenza stampa pre-Lombardia, a Cavenago di Brianza, Pogacar ha risposto: “Il ciclismo è uno sport in cui in passato si è fatto tutto il possibile per essere migliori degli altri. Tanti hanno rischiato la vita e ora ci sono molti ex corridori che sono probabilmente malati, che hanno problemi mentali o di salute a causa di quello che hanno fatto ai loro corpi in passato, 30 anni fa. A mio parere il ciclismo soffre enormemente per il suo passato, non c'è ancora fiducia. Speriamo che un giorno la gente cominci a crederci di nuovo. Quanto a noi, facciamo uno sport abbastanza pericoloso e dobbiamo mantenerci più in salute possibile. Se metti a rischio la tua salute per una carriera di dieci anni, è come buttare via la tua vita, è stupido. Non voglio correre il rischio di ammalarmi un giorno. Ma ci persone sospettose e non c'è niente che possiamo fare al riguardo”.
Dall'Italia all'Italia
La 58ma fatica stagionale di Pogacar è anche l'ultima del suo inarrivabile 2024. Una stagione iniziata a Siena, alla Strade Bianche, e molto italiana: la Sanremo (terzo), il Giro stravinto, le prime tre tappe del Tour de France, il Giro dell'Emilia dominato, i primi km della sfortunatissima Tre Valli Varesine interrotta per maltempo. Il Lombardia chiude il cerchio di un anno da 9704 km percorsi e punteggiato da 24 vittorie: un successo ogni 404 km affrontati. 42% la sua percentuale di realizzazione stagionale. La UAE corre per il record assoluto di vittorie stagionali: è a -5 dal primato della Columbia di Cavendish e Greipel 2009. E c'è ancora il Tour de Guangxi, in Cina, senza Pogacar, per arrivare a quella cifra astronomica.
La solitudine di Pogacar
Un altro dato fa impressione: quello dei km corsi in solitaria dallo sloveno. Sono stati finora 919, un decimo di tutti quelli affrontati in gara nel 2024. Un'enormità che ne fa lo spessore e l'onnipotenza. Nessuna contromossa possibile: chi ha provato a stargli dietro, da O'Connor sulla salita di Oropa a Jorgenson sul San Luca, è rimbalzato, è finito triturato. Lo stesso è accaduto a Bagioli e Sivakov al Mondiale. Se rispondi ai suoi scatti ti bruci. Resterà a futura memoria solo la tappa nel Massiccio Centrale del Tour, a Le Lioran, quando pur attaccando da lontano sul Pas de Peyrol, Pogacar venne raggiunto e poi battuto all'arrivo da un commovente Vingegaard. Il confronto tra i due si risolse poi nettamente a favore dello sloveno. Poi, dopo Nizza, i due non si sono più incontrati: che peccato.
Il Lombardia
L'edizione numero 118 del Lombardia partirà da Bergamo: 252 km su e giù per le valli, con 9 salite vere, compresi nel finale il Ghisallo, la Colma di Sormano e il San Fermo della Battaglia prima della picchiata su Como. Nel 2022, sullo stesso traguardo, Pogacar battè in uno sprint a due lo spagnolo Enric Mas. L'ultima vittoria italiana risale al 2017 con Vincenzo Nibali. Le altre stelle del Lombardia saranno Remco Evenepoel, Marc Hirschi, Matteo Jorgenson, Adam Yates, Enric Mas. Tra gli italiani speranze di una buona corsa er Davide Piganzoli, Giulio Pellizzari, Filippo Zana e Giulio Ciccone.
Dove seguirlo in tv
La partenza è alle ore 10.35, mentre l’arrivo è previsto tra le ore 16.25 e le ore 17.20. Diretta tv su RaiSportHD fino alle ore 14.00 e a seguire su Rai 2 e in diretta integrale dalle 10:25 su Eurosport 2 e live streaming su Discovery+.