La presentazione ufficiale del percorso del Giro d’Italia 2025 sarà il 12 novembre, eccezionalmente a Roma e non a Milano: la Città Eterna, per il terzo anno consecutivo, ospiterà l’ultima tappa, il 1° giugno, questa volta per celebrare il Giubileo. A fare notizia e a fare sensazione è invece la partenza della prossima Corsa Rosa. Le voci degli ultimi tempi sono ormai confermate: le prime tre tappe, dal 9 all’11 maggio, si svolgeranno in Albania. Una scelta legittima, ma che naturalmente fa discutere.
Le scelte di Rcs Sport
Il governo di Edi Rama avrebbe stanziato una cifra vicina ai 7 milioni di euro per avere l’avvio della corsa a tappe italiana. Le partenze dall’estero del Giro non sono una novità: la prima avvenne nel 1965 (San Marino, allora). Nel 1973 Torriani volle adirittura un piccolo Giro d’Europa con il via dal Belgio e tappe anche in Lussemburgo, Germania, Svizzera e Francia. Negl ultimi anni c’è stata una partenza dall’estero in media ogni due anni. Ma è dal 2018 che la s…
La presentazione ufficiale del percorso del Giro d’Italia 2025 sarà il 12 novembre, eccezionalmente a Roma e non a Milano: la Città Eterna, per il terzo anno consecutivo, ospiterà l’ultima tappa, il 1° giugno, questa volta per celebrare il Giubileo. A fare notizia e a fare sensazione è invece la partenza della prossima Corsa Rosa. Le voci degli ultimi tempi sono ormai confermate: le prime tre tappe, dal 9 all’11 maggio, si svolgeranno in Albania. Una scelta legittima, ma che naturalmente fa discutere.
Le scelte di Rcs Sport
Il governo di Edi Rama avrebbe stanziato una cifra vicina ai 7 milioni di euro per avere l’avvio della corsa a tappe italiana. Le partenze dall’estero del Giro non sono una novità: la prima avvenne nel 1965 (San Marino, allora). Nel 1973 Torriani volle adirittura un piccolo Giro d’Europa con il via dal Belgio e tappe anche in Lussemburgo, Germania, Svizzera e Francia. Negl ultimi anni c’è stata una partenza dall’estero in media ogni due anni. Ma è dal 2018 che la scelta ha iniziato ad avere coloriture politiche. Allora si scelse il via da Gerusalemme: tre tappe, passando da Tel Aviv fino a Eilat, con l’attraversamento da brividi del deserto del Negev. La scelta fu accompagnata da polemiche anche, semplicemente, sulla scelta del nome della città di partenza: la componente araba di Gerusalemme pretese l’uso dell’accezione Gerusalemme Ovest, contestata invece dal governo israeliano. L’atmosfera non fu delle migliori, tutt’altro, anche se non ci furono incidenti.
A casa Orban nel 2022
Per il 2020 Rcs Sport scelse Budapest e l’Ungheria. Il Covid poi costrinse a rimandare il tutto. L’Ungheria tornò per il 2022, stavolta con successo. Tradizione ciclistica zero, ma poco importa: il Giro attraversò il paese con tappe a Budapest, Visegrad, Kaposvar e Balatonfured, prima di prendere l’aereo e approdare in Sicilia.
Il Giro in Albania
Mai il Giro era partito invece sull’altra sponda dell’Adriatico e lo farà il 9 maggio prossimo, a Tirana. In giorni di accordi, intese e protocolli sulla pelle dei migranti, Albania e Italia si avvicinano ancora di più grazie allo sport e al ciclismo: anche nel Paese delle Aquile la tradizione del ciclismo è pari a zero. Questo poco importa. La partenze dall’estero garantiscono entrate economiche superiori agli organizzatori, ma sono anche, a sorpresa, una voce di politica estera tutt’altro che secondario, se è vero che tra il Giro negli ultimi anni ha stretto un rapporto di collaborazione stretta con il governo: la maglia ciclamino, quella della classifica a punti, dell’ultimo Giro era sponsorizzata direttamente dal Ministero degli Esteri. L’Albania dunque assumerà l’onere e l’onore di vedere sulle sue strade i grandi del ciclismo. E i nomi che si stanno promettendo in questi giorni sono quelli di Roglic, Vingegaard, Pogacar ed Evenepoel. Tutti, o qualcuno di loro. Sulle strade rosa di Tirana.