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Coppi, Bartali e la borraccia, parla Bernardo Ruiz, l’ultimo testimone: "Ecco come andò quel giorno"

Coppi, Bartali e la borraccia
Coppi, Bartali e la borraccia 

Lo spagnolo, che ha festeggiato i 100 anni, fa chiarezza su uno dei più grandi misteri della storia dello sport

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Fausto Coppi, Gino Bartali e la borraccia. Lo scatto originale, pubblicato da Ciclismo Illustrato, mostrava solo loro due, l'Airone e Ginettaccio, intenti a scalare il Telegraphe, l'anticima del Galibier, durante la tappa numero 11, il 6 luglio 1952, da Bourg d'Oisans a Sestriere. Nel 2020, grazie a Carlo Delfino, presidente Onorario della Nova Unione Velocipedistica Italiana, è stato ritrovato l’originale della foto in cui compare anche un terzo corridore, il belga Stan Ockers, intento anche lui a cercare refrigerio in una giornata caldissima. Alle spalle del terzetto ci sono anche delle ombre, quelle di Raphaël Géminiani, di Alex Close e di due corridori spagnoli, Antonio Gelabert e Bernardo Ruiz. Quest’ultimo, che quel giorno concluse la tappa al secondo posto, a sette minuti dal vincitore Fausto Coppi, e che l'8 gennaio ha compiuto 100 anni, ha raccontato la sua versione e forse definitivamente chiarito il giallo più affascinante della storia del ciclismo: chi ha passato la borraccia (o, per meglio dire, la bottiglia) a chi.

Bernardo Ruiz: "Le cose sono andate così"

“Eravamo molto provati dopo aver scalato la Croix de Fer – ha raccontato lo spagnolo, vincitore della Vuelta 1948, a El Mundo – Coppi era affaticato, aveva finito l’acqua e non era permesso fare rifornimento in salita. Allora il ct italiano Alfredo Binda, che guidava dall'ammiraglia Coppi e Bartali, superò il nostro piccolo gruppetto e consegnò una bottiglia d’acqua a una ragazza sul ciglio della strada per darla a Coppi. "Quando i corridori arrivano, la dai al corridore in maglia gialla", le disse. Ma lei, francese, probabilmente, ha frainteso quanto le era stato detto e l’ha data a Gino Bartali. "A quello in giallo, a quello in giallo", gridò ancora Binda, ma lei non lo sentì. A quel punto Bartali prese la bottiglia e con essa riempì le borracce che portava sulla bici e quando ebbe finito la consegnò a Coppi. Bartali consegnò la bottiglia a Coppi, ma la verità è che ci fu un errore. Così è andata”. Lo scatto ha scatenato gli storici del ciclismo e la fantasia per oltre 70 anni: alcuni sostennero persino che Coppi e Bartali si fossero messi in posa. Nient'altro che puro, magnifico ciclismo, invece.

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