L’ascesa di Tiberi, con lui il Giro rivede il Tricolore: “Io non mi accontento”
dal nostro inviato Cosimo CitoPISA – Un corridore italiano può vincere il Giro. Quella che un tempo sarebbe passata come un’ovvietà, dopo il 2016 non lo è più stata. In piccolo rispetto al vuoto di quaranta Tour senza vittorie francesi, ma il Giro è diventato nel dopo-Nibali una maledizione rosa. Che un ragazzo di Gavignano (Roma), di 23 anni, può incaricarsi ora di sfatare. Si chiama Antonio Tiberi e nella crono sotto il diluvio tra Lucca e Pisa, è riuscito a restare in piedi e a guadagnare secondi a Isaac Del Toro. È sempre terzo nella generale, ma ora è a 1’01” dalla maglia rosa. Dei primi tre della generale è il più esperto e meno giovane, giusto perché gli altri due hanno 21 (Del Toro) e 22 anni (Ayuso). Ed è l’unico ad aver già corso il Giro tra loro.
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PISA – Un corridore italiano può vincere il Giro. Quella che un tempo sarebbe passata come un’ovvietà, dopo il 2016 non lo è più stata. In piccolo rispetto al vuoto di quaranta Tour senza vittorie francesi, ma il Giro è diventato nel dopo-Nibali una maledizione rosa. Che un ragazzo di Gavignano (Roma), di 23 anni, può incaricarsi ora di sfatare. Si chiama Antonio Tiberi e nella crono sotto il diluvio tra Lucca e Pisa, è riuscito a restare in piedi e a guadagnare secondi a Isaac Del Toro. È sempre terzo nella generale, ma ora è a 1’01” dalla maglia rosa. Dei primi tre della generale è il più esperto e meno giovane, giusto perché gli altri due hanno 21 (Del Toro) e 22 anni (Ayuso). Ed è l’unico ad aver già corso il Giro tra loro.
Roglic guadagna su tutti
I primi tre hanno corso all’incirca nelle stesse condizioni. Roglic ha guadagnato su tutti, ma partiva un po’ prima degli altri (era decimo fino a ieri mattina, nella ricognizione è però caduto malamente su una curva, senza conseguenze). Proprio le curve erano l’incognita del giorno, e Tiberi è stato bravo: «Sì, sono stato cauto. All’uscita dalle mura di Lucca ho avuto veramente paura, là la bici mi poteva scappar via e addio Giro. Però sentivo la gamba buona, piena, ho avuto buonissime sensazioni».
La classifica, i primi dieci in 2’27”
Ayuso gli ha preso 19”, Roglic 38”. Niente di speciale, in una giornata che ha allontanato Bernal (caduto) e Ciccone (è 8° a 2’07”), e riportato sotto i gemelli Yates (Simon è 4°, Adam 7°). I primi 10 sono tutti dentro 2’27”. È come dire che tutto, per molti, è ancora possibile. Ma per Tiberi di più: «Non mi accontento» aveva detto nel giorno di riposo. La gamba piena e il giorno “vuoto” che potrebbe capitare, «allora dovrò combattere con grinta».
La crono a Hoole
All’arrivo, oltre le mura che circondano Piazza dei Miracoli, gli ombrelli gli facevano da tetto sulla testa. La fidanzata Chiara è stata la prima a mettergli un asciugamani sul collo, «bravo, bravissimo» e a porgergli una bottiglia con il succo di barbabietola, è disgustoso ma aiuta il recupero. Campione del mondo junior a crono nel 2019, Tiberi sta crescendo piano, ma costantemente. Dopo il periodo alla Trek (licenziato a giugno 2023 quando sparò e uccise con un fucile ad aria compressa il gatto di un ministro di San Marino, dove vive), ha trovato alla Bahrain l’esperienza di Damiano Caruso, «è un fratello maggiore» e i paragoni con Nibali sono diventati meno blasfemi. Cronometro olandese: ha vinto Dan Hoole sui britannici Tarling e Hayter.
Del Toro e Ayuso continuano ad essere i padroni del vapore. Lo spagnolo è un po’ più vicino al messicano (lo insegue a 25”). Oggi sarà l’Appennino Reggiano a prendere la temperatura a tutti. È un Giro equilibrato. È un bel Giro.