CAEN – Per la terza volta in carriera Tadej Pogacar ha preso il via di una tappa con la maglia a pois. Non la ama – l’ha voluta cedere al compagno di squadra Wellens nella giornata di Boulogne sur Mer -, ed è riuscito subito a sbarazzarsene, cambiandola prontamente con la maglia gialla. Lo sloveno ha comunque vinto due volte la classifica degli scalatori al Tour de France, nel 2020 e nel 2021. Nel modo più nobile, non grazie alle fughe, ma attaccando e vincendo le tappe di montagna. Solo a Parigi, quindi, lo si vide ritirare la maglia più tipica del Tour, che quest’anno compie cinquant’anni. La maglia verde, conquistata grazie al secondo posto nella cronometro, è invece una storica prima volta per lui: non era mai stato in testa alla classifica a punti. Nella tappa di Vire Normandie la maglia verde sarà naturalmente indossata da Jonathan Milan, secondo. La pois da Wellens. Pogacar invece indosserà la maglia gialla per la quarantunesima volta, sesto di sempre in questa classifica coman…
CAEN – Per la terza volta in carriera Tadej Pogacar ha preso il via di una tappa con la maglia a pois. Non la ama – l’ha voluta cedere al compagno di squadra Wellens nella giornata di Boulogne sur Mer -, ed è riuscito subito a sbarazzarsene, cambiandola prontamente con la maglia gialla. Lo sloveno ha comunque vinto due volte la classifica degli scalatori al Tour de France, nel 2020 e nel 2021. Nel modo più nobile, non grazie alle fughe, ma attaccando e vincendo le tappe di montagna. Solo a Parigi, quindi, lo si vide ritirare la maglia più tipica del Tour, che quest’anno compie cinquant’anni. La maglia verde, conquistata grazie al secondo posto nella cronometro, è invece una storica prima volta per lui: non era mai stato in testa alla classifica a punti. Nella tappa di Vire Normandie la maglia verde sarà naturalmente indossata da Jonathan Milan, secondo. La pois da Wellens. Pogacar invece indosserà la maglia gialla per la quarantunesima volta, sesto di sempre in questa classifica comandata da Eddy Merckx (111 tappe in giallo).
Le classifiche di Pogacar
Pogacar è uno abituato a stare in testa alle classifiche ed è un po’ la dannazione in senso buono dei suoi sponsor. Basti pensare che nelle 110 tappe corse al Tour (si comprende anche la cronometro di Caen), Pogacar ha indossato la maglia di una delle quattro classifiche in 98 occasioni. Ha occupato ininterrottamente la graduatoria dei giovani, finché è stato “giovane” (under 25): ora è l’unica classifica che non può più comandare. Gli sono mancate per l’en plein 8 tappe nel 2020, il suo primo Tour, 2 nel 2024 (in una di queste, a Torino, lasciò la maglia gialla a Carapaz, per riprendersela il giorno dopo sul Galibier), 2 in quello in corso, nel quale però ha avuto sulla pelle la maglia iridata. Krys, lo sponsor tecnico della maglia bianca, gliene ha regalata una ad honorem: nessuno ha mai vinto la classifica dei giovani (che esiste dal 1975) per più volte, 4. C’era una sola specialità nella quale non era mai stato leader: la classifica a punti, la maglia verde, di solito appannaggio dei velocisti. Non c’è più nulla di irraggiungibile per lui, adesso. In compenso ha vinto già 18 tappe in carriera al Tour, è 8° da solo: i più vicini e raggiungibili sono i lussemburghesi Faber (19) e Frantz (20). Più su Darrigade (22), Leducq (25), Hinault (28). Nettamente più distanti Merckx (34) e Cavendish (35). Il record di Pogacar è 6 vittorie di giornata (2024). Il corridore in attività più vicino a Pogi è Jasper Philipsen (10). Vingegaard ne ha vinte 4.