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Milan e il peso del digiuno italiano nella volata di Laval: ma al Tour è il velocista più forte

Jonathan Milan 

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Il friulano non ha ancora vinto, ma ha dimostrato di padroneggiare il campo allo sprint anche grazie alla squadra. Oggi o a Chateuroux bisogna interrompere la serie negativa
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LAVAL – La domanda ora è: è meglio Laval o Chateauroux? Due giorni ottimi, per Jonathan Milan e per il ciclismo italiano, con il suo pianto lungo 113 tappe che tra oggi e domani, nelle due tappe più facili del Tour, potrebbe finalmente interrompersi. Milan è arrivato secondo di millimetri nella volata di Dunkerque vinta da Tim Merlier. È, si vede, benissimo, il velocista più forte, l’unico candidato vero insieme a Pogacar – a questo punto – e Girmay per la maglia verde, la classifica a punti in cui è secondo dietro allo sloveno. Oggi farà lo sprint con quella maglia che ricorda soprattutto Sagan (7 vittorie finali), Cavendish, e più indietro Zabel, Kelly e i grandi velocisti del passato. L’Italia ha conquistato la classifica a punti solo due volte: nel 1968 con Franco Bitossi (la maglia era rossa all’epoca) e nel 2010 con Alessandro Petacchi.

Il ’68 di Cuore Matto

Bitossi non era un velocista: conquistò i punti con la regolarità negli arrivi di media e alta montagna. Vinse due tappe, …

LAVAL – La domanda ora è: è meglio Laval o Chateauroux? Due giorni ottimi, per Jonathan Milan e per il ciclismo italiano, con il suo pianto lungo 113 tappe che tra oggi e domani, nelle due tappe più facili del Tour, potrebbe finalmente interrompersi. Milan è arrivato secondo di millimetri nella volata di Dunkerque vinta da Tim Merlier. È, si vede, benissimo, il velocista più forte, l’unico candidato vero insieme a Pogacar – a questo punto – e Girmay per la maglia verde, la classifica a punti in cui è secondo dietro allo sloveno. Oggi farà lo sprint con quella maglia che ricorda soprattutto Sagan (7 vittorie finali), Cavendish, e più indietro Zabel, Kelly e i grandi velocisti del passato. L’Italia ha conquistato la classifica a punti solo due volte: nel 1968 con Franco Bitossi (la maglia era rossa all’epoca) e nel 2010 con Alessandro Petacchi.

Il ’68 di Cuore Matto

Bitossi non era un velocista: conquistò i punti con la regolarità negli arrivi di media e alta montagna. Vinse due tappe, a Nantes, in Bretagna, e a Aurillac, nel Massiccio Centrale. Chiuse la classifica all’8° posto, a soli 4’59” da Jan Janssen, e si meritò il premio della combinata anche grazie al secondo posto nella classifica degli scalatori. La combinata sommava il piazzamento nelle tre graduatorie: 8+1+2 per Bitossi, 11, meglio anche di Janssen (18). Pogacar al momento stravincerebbe anche questa classifica.

Petacchi in verde

Alessandro Petacchi ha vinto oltre 149 volate, di cui 6 al Tour, divise tra il 2003 e il 2010. Nel 2003, con la Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti, ne vinse quattro (Meaux, Saint Dizier, Nevers e Lione, indossando la maglia verde), ma dovette lasciare la corsa il giorno successivo, nella tappa di Morzine. Lo stesso anno era stato a un passo dalla conquista della maglia ciclamino del Giro, ma si era dovuto arrendere alla neve del Sampeyre: spossato, arrivò fuori tempo massimo sul traguardo di Chianale. Nel 2010, in maglia Lampre – il team dalla cui struttura è nata la UAE di Pogacar -, trovò lo spunto vincente a Bruxelles e a Reims e riuscì a tenere la maglia a Parigi nonostante le cinque vittorie di Cavendish e la minaccia costante di Hushovd, a cui tolse il verde a tre giornate dalla fine.

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