TOLOSA - Come in ogni Tour che si rispetti, ecco puntualmente esplodere il caso doping. Non si tratta di un corridore positivo - l'ultimo caso in corsa risale esattamente a 10 anni fa -, ma di un "soigneur", un massaggiatore della Ineos, il team che un tempo dominava con Wiggins, Froome, Thomas e Bernal capaci di vincere 7 Tour dal 2012 al 2019 tanto da spingere l’Uci a cambiare alcune regole e a diminuire i corridori per squadra, e ora sembra entrato in una spirale piuttosto negativa.
Il caso Aderlass
Poco meno di un mese fa l'emittente tedesca ARD - che è presente al Tour de France con una sua troupe - aveva fornito nuovi dettagli sull'Operazione Ardelass, l'ultimo scandalo su larga scala che ha coinvolto il gruppo a partire dal 2019, ma che non ha coinvolto personaggi di spicco ed è finito velocemente nel dimenticatoio. Al centro della rete di doping c'era un medico, Mark Schmidt, residente nella città tedesca di Erfurt e impegnato nei primi anni Duemila nella vecchia Gerolsteiner.…
TOLOSA - Come in ogni Tour che si rispetti, ecco puntualmente esplodere il caso doping. Non si tratta di un corridore positivo - l'ultimo caso in corsa risale esattamente a 10 anni fa -, ma di un "soigneur", un massaggiatore della Ineos, il team che un tempo dominava con Wiggins, Froome, Thomas e Bernal capaci di vincere 7 Tour dal 2012 al 2019 tanto da spingere l’Uci a cambiare alcune regole e a diminuire i corridori per squadra, e ora sembra entrato in una spirale piuttosto negativa.
Il caso Aderlass
Poco meno di un mese fa l'emittente tedesca ARD - che è presente al Tour de France con una sua troupe - aveva fornito nuovi dettagli sull'Operazione Ardelass, l'ultimo scandalo su larga scala che ha coinvolto il gruppo a partire dal 2019, ma che non ha coinvolto personaggi di spicco ed è finito velocemente nel dimenticatoio. Al centro della rete di doping c'era un medico, Mark Schmidt, residente nella città tedesca di Erfurt e impegnato nei primi anni Duemila nella vecchia Gerolsteiner. Schmidt possedeva un laboratorio illegale in cui erano stati rinvenuti preparati per il doping, sacche di sangue congelato e una centrifuga. Schmidt ha pagato con una condanna a cinque anni e mezzo di carcere. L'accusa riguardava l'uso commerciale e illegale di sostanze proibite ed era rivolta contro il medico e un piccolo gruppo di persone che lo avrebbero aiutato, per un lungo periodo di tempo, a partire dal 2011, a portare avanti il cosiddetto doping ematico agli atleti, in particolare nel ciclismo e negli sport invernali. Sei ciclisti erano già stati sanzionati: gli sloveni Kristjan Koren e Borut Bozic, gli austriaci Stefan Denifl e Georg Priedler, il tedesco Danilo Hondo e Alessandro Petacchi. Anche un'azienda slovena di tecnologia medica, disposta a vendere apparecchiature per il doping, sarebbe stata coinvolta nel caso. Durante il processo furono menzionati altri nomi falsi: Lucky Luke, Bin Laden, Franzose, il Principe Carlo, il Professor Quack, Putin, Junior, Triple X, ma alcune delle identità dietro di loro rimasero nascoste. Poi è scattata la prescrizione.
Le mancate punizioni
L'indagine di ARD ha evidenziato che molti clienti della rete "si sono sottratti alla punizione" rimanendo indenni e che, in realtà, c'erano altri 14 sospettati le cui indagini sono state chiuse per prescrizione. Tra questi c'era "un complice di Schmidt che lavora nella Ineos da anni" e che, sempre secondo ARD,"avrebbe potuto svolgere un ruolo importante nella rete". Una nuova inchiesta dell'Irish Independent ha identificato questo individuo: David Rozman. L'uomo, coincidenza o meno, ha disattivato i suoi account social settimane fa, dopo che i dettagli forniti da ARD sono diventati noti. Sul suo sito web, Ineos presenta Rozman, sloveno nel ruolo di "Head Carer", qualcosa di simile a un massaggiatore.
La storia di Rozman
Prima di unirsi all'ex team SKY, Rozman aveva lavorato per la nazionale slovena. Il giornalista dell'ARD Sebastian Krause ha raccontato così la vicenda giudiziaria di Schmidt e le carte del processo: "Ho analizzato tutto", dice Krause. "Tutti i suoi contatti e messaggi: 'Questo è un numero sloveno... Questo è un numero britannico'. E c'erano un sacco di nomi e soprannomi. "Poi il medico ha menzionato David Rossmann, così si pronunciava, un nome che aveva incontrato durante i colloqui con il medico nel 2012 e nel 2013". Un messaggio di testo di Rozman a Schmidt del 9 giugno 2012, un mese prima che il Team Sky dominasse il Tour de France, recitava quanto segue, secondo invece l'Irish Independent: "Hai ancora qualcosa della roba che Milram usava durante le gare? Se sì, potresti portarla ai ragazzi?" E un altro messaggio di testo di Rozman a Schmidt del 21 giugno, nove giorni prima della prima tappa di quel Tour de France: “Chiamami il prima possibile, il prima possibile". E poi, sempre nel 2012: "Ti ho anche inviato due dei tuoi test dello stesso laboratorio di Dresda, che sono corretti. Hanno una cronologia della temperatura e un sensore funzionante. Li ho contrassegnati tutti così puoi vedere la differenza. Buonanotte. Lavorerò ancora qualche ora, cordiali saluti. Una serie di messaggi tra Rozman e Schmidt il 6 luglio, il giorno prima che Froome vincesse la tappa a La Planche des Belle Filles e Wiggins prendesse la maglia gialla. Schmidt a Rozman alle 20:51: "Ehi, dov'è il tuo hotel oggi e come si chiama? Magari posso prendermi una birra verso le 22:00." Rozman a Schmidt alle 21:30: "Hotel Ariane, 10 Rue de la Saone, Laxou. Chiamami prima. Ora vado a cena. Ci vediamo." Schmidt a Rozman alle 21:57: "Tra 20 minuti. Sarò lì."
Il Maestro Balthazar
Sempre secondo le indagini, Schmidt si era messo in contatto con un presunto spacciatore di sostanze dopanti, nome in codice Maestro Balthazar, in grado di fornire ai suoi clienti sostanze proibite come Aicar e TB500. Fu Rozman, sempre secondo l’inchiesta, a metterli in contatto. Rozman avrebbe finanziato anche un altro complice per l'acquisto di attrezzature per il doping ematico da aziende di Vienna e Lubiana. Pagavano in contanti, usavano spesso telefoni prepagati. Così Rozman a Schmidt: "Sai in quale hotel alloggeranno gli sloveni per i Campionati del mondo? Ho bisogno di una stanza a partire da mercoledì". Il legame con Froome era molto stretto: Rozman ha persino chiamato suo figlio Chris. Un articolo del 2016 lo ha descritto come il suo "confidente più fidato" e l'uomo che ha trascorso più tempo con l'attuale corridore della Israel Premier-Tech. "Al momento non desideriamo rilasciare dichiarazioni", è stata la risposta di Ineos alle domande su Rozman, che rimane nello staff e ed è presente a questo Tour de France.