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Tour, esplode il caso Bruyneel: l’ex ds di Armstrong, radiato, era alla partenza di una tappa

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L’Uci condanna la vicenda accaduta a Auch. Lui: “Accolto da tutti benissimo”. E anche Lance non ha mai chiuso del tutto con il ciclismo
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BOLLENE – Al Tour de France è scoppiato il caso Bruyneel. L’ex ds e team manager della Us Postal Service (poi Discovery Channel) di Lance Armstrong era al villaggio di partenza, a Auch, il 17 luglio, e ha partecipato a Vive le vélo, un programma trasmesso dal canale televisivo pubblico belga in lingua fiamminga VRT1.

La squalifica di Bruyneel

Dal 2018, però, Johan Bruyneel è squalificato a vita con sentenza del Tas per ripetute violazioni del regolamento antidoping negli anni più bui del ciclismo, quelli costati il vuoto di 7 anni all’albo d’oro della corsa più prestigiosa. “In conformità con l'articolo 10.14 del Codice mondiale antidoping e le regole antidoping, scrive l’Uci in un comunicato durissimo “al signor Bruyneel è vietato a vita prendere parte a qualsiasi attività legata al ciclismo. Sebbene sia libero di partecipare a un evento ciclistico iscritto al Calendario Internazionale UCI - come il Tour de France - come spettatore regolare, gli è severamente vietato partecipare…

BOLLENE – Al Tour de France è scoppiato il caso Bruyneel. L’ex ds e team manager della Us Postal Service (poi Discovery Channel) di Lance Armstrong era al villaggio di partenza, a Auch, il 17 luglio, e ha partecipato a Vive le vélo, un programma trasmesso dal canale televisivo pubblico belga in lingua fiamminga VRT1.

La squalifica di Bruyneel

Dal 2018, però, Johan Bruyneel è squalificato a vita con sentenza del Tas per ripetute violazioni del regolamento antidoping negli anni più bui del ciclismo, quelli costati il vuoto di 7 anni all’albo d’oro della corsa più prestigiosa. “In conformità con l'articolo 10.14 del Codice mondiale antidoping e le regole antidoping, scrive l’Uci in un comunicato durissimo “al signor Bruyneel è vietato a vita prendere parte a qualsiasi attività legata al ciclismo. Sebbene sia libero di partecipare a un evento ciclistico iscritto al Calendario Internazionale UCI - come il Tour de France - come spettatore regolare, gli è severamente vietato partecipare all'evento a qualsiasi titolo o titolo, né accedere ad aree chiuse al pubblico. Ciò include, in particolare, le aree del Tour de France che richiedono l'accredito”. L’Uci ha contattato ASO per chiarire se a Bruyneel sia stato concesso un accredito ufficiale, per capire come ciò sia potuto accadere.

La risposta di Bruyneel

Esploso il caso, Bruyneel, che sul suo profilo su X ha un’immagine con sette paperi gialli, in ricordo dei sette Tour vinti da Lance Armstrong tra il 1999 e il 2005, ha immediatamente risposto per le rime: “A quanto pare, al presidente dell’Uci David Lappartient non è piaciuto il fatto che io abbia partecipato al Tour de France la scorsa settimana. Ho già detto più volte, anche a lui personalmente, che trovo il suo atteggiamento ipocrita. Dopo aver ricevuto il comunicato dell’Uci, l'ho contattato di nuovo personalmente, ma non ha ancora risposto. Desidero ribadire quanto sia stato piacevole essere presente al Tour e quanto abbia apprezzato i numerosi gesti di caloroso benvenuto da parte delle numerose persone che ho incontrato in questa occasione”. L’ultimo passaggio del post di Bruyneel è quello che fa più sensazione.

Il “ritorno” di Armstrong

Intanto Lance Armstrong continua a commentare le corse e anche il Tour attraverso il suo podcast “The Move”, in compagnia di altri ex come George Hincapie e Bradley Wiggins. Il texano è mai ricomparso in persona durante il Tour de France, ma non ha mai del tutto messo sullo sfondo il ciclismo nella sua vita. Negli ultimi mesi si è anche parlato di un suo possibile coinvolgimento nella nascita di un nuovo team americano (categoria Professional, la serie B del ciclismo) creato da Hincapie, la Modern Adventure Pro Cycling. Lo stesso Hincapie ha spiegato al sito Escape Collective come, durante la fase di registrazione di questo progetto all’Uci, tutto sia stato fatto con estrema chiarezza, sottolineando come Armstrong “non sia in alcun modo coinvolto nella struttura o nell’organizzazione della squadra”. Ma non l’ex gregario del texano non esclude di “potergli chiedere qualche consiglio di volta in volta”. Il podcast The Move dovrebbe essere uno degli sponsor del team. Se mai il progetto dovesse andare in porto, si immaginano nuove tensioni dalle parti di Aigle. Armstrong, come Bruyneel, è squalificato a vita e non può prendere parte a nessun evento o compagine societaria che riguardi il mondo del ciclismo. Nel 2018 il texano comparve al Giro d’Italia, in Israele, ma mai nei luoghi ufficiali della corsa (villaggi di partenza e arrivo).

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