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La premiazione della Vuelta nel parcheggio di un hotel di Madrid. Vingegaard: “Che dispiacere”

La premiazione della Vuelta nel parcheggio di un hotel di Madrid. Vingegaard: “Che dispiacere”

Le proteste pro-Pal hanno fatto saltare non solo il finale dell’ultima tappa, ma anche il podio finale. E i corridori hanno rimediato a modo loro

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Non c'è stata una cerimonia di premiazione ufficiale al termine della Vuelta a España. Le proteste che hanno portato alla conclusione anticipata della 21ª tappa, con l’invasione della Gran Via da parte dei manifestanti e il blocco definitivo della corsa, hanno reso sconsigliabile persino organizzare la tradizionale consegna di maglie e premi nella zona d’arrivo. Poche ore più tardi, ci hanno pensato i corridori a organizzare una cerimonia improvvisata nel parcheggio di un hotel di Madrid. L'effetto è un po' così così, ma Vingegaard e gli altri hanno almeno potuto festeggiare e alzare al cielo i trofei di una corsa tormentatissima.

Vingegaard: “Ero molto dispiaciuto”

Nonostante gli occhi lucidi e l’inno suonato sul podio improvvisato, Jonas Vingegaard era assai dispiaciuto: "La tradizione della Vuelta è di arrivare a Madrid dove questa città offre scenari iconici di festa per i corridori. Le foto di gruppo e il brindisi con champagne ci sono stati, ma a causa delle proteste, ci siamo dovuti fermare e non ci è stato permesso di entrare nel circuito cittadino. È un peccato che ci sia stato rubato un momento di gioia e delle immagini che sarebbero potute rimanere in eterno. Sono davvero deluso. Non vedevo l'ora di festeggiare questa vittoria finale con la mia squadra e i tifosi. Tutti hanno il diritto di protestare, ma non in un modo che influenzi o comprometta la nostra corsa”.

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