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I Mondiali di ciclismo nel cuore dell’Africa: Pogacar e Evenepoel si sfidano in Ruanda

Tadej Pogacar (afp)

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La durissima cronometro apre la settimana iridata a Kigali: vetrina per il Continente o solo sportswashing?
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Il primo grande evento del ciclismo in Africa, uno dei primi grandi eventi per lo sport in generale nel Continente Nero, si mette in strada per una settimana dal 21 al 28 settembre. I Mondiali di ciclismo su strada di Kigali, la capitale del Ruanda, vivono sulla contraddizione di senso tra la grande opportunità per l'intera Africa e l'accusa di sportswashing ai danni del presidente Paul Kagame, al potere ininterrottamente dal 2000. Il tutto avviene in un periodo di grandi tensioni al confine tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo: l'armistizio del giugno 2025 ha fermato le ostilità, ma il fronte resta assai caldo. E in tutto questo si correrà il Mondiale più duro della storia, discorso che vale sia per la crono, sia per la prova in linea, con i suoi 5700 metri di dislivello.

(afp)

La doppia sfida Pogacar-Evenepoel

Remco Evenepoel e Tadej Pogacar hanno conquistato le maglie iridate un anno fa a …

Il primo grande evento del ciclismo in Africa, uno dei primi grandi eventi per lo sport in generale nel Continente Nero, si mette in strada per una settimana dal 21 al 28 settembre. I Mondiali di ciclismo su strada di Kigali, la capitale del Ruanda, vivono sulla contraddizione di senso tra la grande opportunità per l'intera Africa e l'accusa di sportswashing ai danni del presidente Paul Kagame, al potere ininterrottamente dal 2000. Il tutto avviene in un periodo di grandi tensioni al confine tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo: l'armistizio del giugno 2025 ha fermato le ostilità, ma il fronte resta assai caldo. E in tutto questo si correrà il Mondiale più duro della storia, discorso che vale sia per la crono, sia per la prova in linea, con i suoi 5700 metri di dislivello.

(afp)

La doppia sfida Pogacar-Evenepoel

Remco Evenepoel e Tadej Pogacar hanno conquistato le maglie iridate un anno fa a Zurigo rispettivamente nella crono e nella gara in linea: entrambi tornano per difendere i titoli e puntano a una doppietta mai realizzata tra gli uomini élite. Il belga, reduce da una stagione negativa, è a caccia della terza vittoria consecutiva nella cronometro maschile élite, ed è il favorito. Il percorso di Kigali, con 680 metri di dislivello concentrati in 40 km, ha tenuto alla larga Filippo Ganna, tradizionale avversario di Remco nelle crono mondiali, ma ha anche convinto Pogacar a cercare di guadagnarsi un altro risultato storico. "Quando Pogacar si mette in testa qualcosa, è segno che si sente pronto", ha detto Evenepoel. Nell'unico confronto stagionale tra i due a crono, nella cronometro di Caen al Tour de France (33 km totalmente piatti) Evenepoel ha vinto dando 16" a Pogacar. "Il percorso si adatta a me, ma per battere uno specialista assoluto come Remco e diventare campione del mondo, dovrò essere al top della forma quel giorno", sottolinea Pogacar. Una settimana più tardi i due si ritroveranno nella prova in linea, e lì lo sloveno sarà il chiaro, nettissimo favorito. Nella cronometro al via anche due azzurri, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero.

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Pauline Ferrand-Prévot a caccia della storia

Alla sua prima vera stagione su strada dopo 7 anni, Pauline Ferrand-Prévot ha vinto la Parigi-Roubaix e il Tour de France. A undici anni dal suo titolo a Ponferrada, la francese si presenta come donna da battere nella gara in linea. La crono sembra ampiamente nelle corde della svizzera Marlene Reusser. Due le azzurre in corsa, Soraya Paladin e Monica Trinca Colonel.

Una vetrina per il ciclismo africano

La tradizione ciclistica africana è piuttosto antica, rare sono però le gare e di conseguenza i suoi interpreti. Il Tour du Rwanda, una gara a tappe che si svolge tradizionalmente a marzo ed è arrivata nel 2025 alla diciassettesima edizione, è di gran lunga la corsa più importante. La prima squadra africana al Tour de France fu una selezione regionale nordafricana nel 1950, e vinse due tappe con Marcel Molinès e Custodio Dos Reis. Ma la partecipazione della squadra avvenne nel contesto dei tentativi della Francia di mantenere i suoi possedimenti coloniali in Nord Africa. Dopo l'indipendenza la strada per i corridori algerini e marocchini si fece terribilmente in salita.

Il ciclismo nel Corno d'Africa

Negli ultimi vent'anni si è invece fatto largo, con grande fatica ma anche con risultati apprezzabili, il ciclismo nell'area del Corno d'Africa. Nel 2015, gli eritrei Merhawi Kudus e Daniel Teklehaimanot sono diventati i primi corridori neri africani al Tour, Kudus il primo del suo paese al Giro d'Italia. Nel 2024, il loro connazionale Biniam Girmay ha fatto un ulteriore passo avanti, vincendo tre tappe e la maglia verde. Le gare mondiali a Kigali rappresentano una grande occasione per i giovani africani. Girmay sarà al via della prova èlite, ma il percorso non gli si addice. Maggiori speranze per l'Africa nella corsa su strada femminile élite con Kim Le Court (Mauritius), vincitrice della Liegi-Bastogne-Liegi, tra le pretendenti per la maglia iridata.

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