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Pogacar fa cinquina al Lombardia e stacca anche Coppi: è la sua decima Classica monumento

Tadej Pogacar, 27 anni (afp)

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Intoccabile lo sloveno: l’attacco decisivo ai -36, 2° Evenepoel. Il Campionissimo si fermò a 9 successi nelle grandi corse di un giorno
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Come Coppi, meglio di Coppi. Tadej Pogacar ha eguagliato il record del Campionissimo, che vinse per cinque volte il Lombardia, ma lo sloveno ha fatto cinquina in meno tempo, nel minor tempo possibile: sono cinque di fila. Fausto si era fermato a 4 Lombardia consecutivi tra il 1946 e il 1949 e aggiunse il quinto “solo” nel 1954. Nessuno prima di Pogi era salito sul podio in tutte le grandi classiche in un anno (3° alla Sanremo, 2° alla Roubaix, le uniche che ancora gli resistono). Solo Merckx (19) e De Vlaeminck (11) ne hanno vinte di più dello sloveno, salito a 10, una più di Girardengo, Coppi e Kelly. Venti dei cinquanta giorni trascorsi da Tadej Pogacar con un numero sulla schiena nel 2025 si sono chiusi con la stessa scena vista ieri a Bergamo: la maglia iridata tirata attorno alla pelle dello sloveno, alle sue braccia alzate. Il quinto Lombardia di fila, vinto con quasi 2 minuti di vantaggio su Evenepoel, è arrivato in fondo al km 8.635 della sua stagione. Vuol dire che Pogacar ha…

Come Coppi, meglio di Coppi. Tadej Pogacar ha eguagliato il record del Campionissimo, che vinse per cinque volte il Lombardia, ma lo sloveno ha fatto cinquina in meno tempo, nel minor tempo possibile: sono cinque di fila. Fausto si era fermato a 4 Lombardia consecutivi tra il 1946 e il 1949 e aggiunse il quinto “solo” nel 1954. Nessuno prima di Pogi era salito sul podio in tutte le grandi classiche in un anno (3° alla Sanremo, 2° alla Roubaix, le uniche che ancora gli resistono). Solo Merckx (19) e De Vlaeminck (11) ne hanno vinte di più dello sloveno, salito a 10, una più di Girardengo, Coppi e Kelly. Venti dei cinquanta giorni trascorsi da Tadej Pogacar con un numero sulla schiena nel 2025 si sono chiusi con la stessa scena vista ieri a Bergamo: la maglia iridata tirata attorno alla pelle dello sloveno, alle sue braccia alzate. Il quinto Lombardia di fila, vinto con quasi 2 minuti di vantaggio su Evenepoel, è arrivato in fondo al km 8.635 della sua stagione. Vuol dire che Pogacar ha vinto una corsa ogni 431 km percorsi. Nel 2024, l’annata della trilogia Giro-Tour-Mondiale, aveva fatto meglio: una vittoria ogni 402 km. Se non ci fossero le tappe piatte dei grandi giri ad allungare il brodo, Pogi vincerebbe assai più spesso, ma già così va bene, eccome. Il 2025 , iniziato il 17 febbraio, gli ha portato UAE Tour, Strade Bianche, Fiandre, Freccia Vallone, Liegi, Delfinato, Tour, Mondiale, Europeo, Tre Valli Varesine, Lombardia.

Il paragone con Merckx

Ora che il paragone con Merckx inizia a vacillare davvero a suo vantaggio, Pogacar non nasconde più la sua cognizione della storia che sta scrivendo. «Merckx? Non amo paragonarmi ad altri campioni del passato, ma è stato bello parlare con Ernesto Colnago all’arrivo e lui mi ha passato Eddy al telefono. Un onore immenso. È il settimo anno di fila che a fine stagione dico di aver vissuto la miglior stagione di sempre ed è un concetto che posso ribadire con forza anche oggi». Il general manager della UAE, Mauro Gianetti, è più chiaro: «Abbiamo un talento che non si era mai visto e forse non vedremo più. Godiamocelo ogni momento». Godiamocelo, contiamo, stupiamoci. E cerchiamo, nello sport attuale, un altro personaggio più dominante: anche in questa classifica trasversale, Pogacar ha fatto il vuoto come avvenuto a 36 km dall’arrivo di Bergamo, sul Passo di Ganda. Nello spazio che Pogacar lascia alle sue spalle si possono inscrivere storie come quella di Quinn Simmons, partito al km 0, l’ultimo ad essere ripreso, alla fine 4°. «Cosa ho più degli altri? Non lo so» ha detto Pogi, «siamo tutti grandi atleti, ognuno è diverso e deve sentirsi bene in quello che fa. Da ragazzino sognavo di partecipare alle classiche, non certo di vincerle». Per Pogacar ora si tratta di pianificare le vacanze con la fidanzata e collega Urska Zigart, di trovare il tempo tra un evento e l’altro (il 19 sarà ad Andorra per un criterium con Roglic, Vingegaard e Del Toro). Grandi cose lo aspettano nel 2026: colmare le lacune Sanremo e Roubaix e vincere il 5° Tour. «Ma non dobbiamo mai dimenticare di trovare il tempo per divertirci. In gara, in allenamento, ogni volta che possiamo».

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