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L’idea di Pogacar: “Preferirei il Giro a settembre e la Vuelta a maggio”

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Il campione del mondo: “Con la Corsa rosa a fine estate e il Giro di Spagna a inizio primavera si eviterebbero il gelo in montagna e il caldo torrido”. Saronni: “Proposta intelligente”
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Una proposta arrivata da molto in alto sta facendo rumore nel ciclismo che, nonostante il letargo invernale, in realtà non dorme mai. «Per ragioni climatiche sarebbe molto meglio se Giro d’Italia e Vuelta a España si scambiassero le date». L’idea è di Tadej Pogacar, il campione del mondo che tra pochi giorni deciderà se e quale delle due grandi corse a tappe affiancare al Tour de France. Il Giro a maggio o la Vuelta a fine agosto-settembre? La Vuelta si corre nella seconda parte dell’anno dal 1995: fino ad allora era sempre caduta ad aprile. Il cambiamento climatico ha però messo in difficoltà sia il Giro (tanto freddo e neve sulle cime oltre i 2000 metri), sia la Vuelta (caldo impressionante negli ultimi anni, specialmente nelle tappe andaluse). E la vicinanza con i Mondiali ha sempre spinto lontano dalla Vuelta il divino Tadej (una sola partecipazione, da neo-professionista, nel 2019, poi mai più).

Hansen: “La tradizione frena lo sviluppo del ciclismo”

Quella che sembrava una b…

Una proposta arrivata da molto in alto sta facendo rumore nel ciclismo che, nonostante il letargo invernale, in realtà non dorme mai. «Per ragioni climatiche sarebbe molto meglio se Giro d’Italia e Vuelta a España si scambiassero le date». L’idea è di Tadej Pogacar, il campione del mondo che tra pochi giorni deciderà se e quale delle due grandi corse a tappe affiancare al Tour de France. Il Giro a maggio o la Vuelta a fine agosto-settembre? La Vuelta si corre nella seconda parte dell’anno dal 1995: fino ad allora era sempre caduta ad aprile. Il cambiamento climatico ha però messo in difficoltà sia il Giro (tanto freddo e neve sulle cime oltre i 2000 metri), sia la Vuelta (caldo impressionante negli ultimi anni, specialmente nelle tappe andaluse). E la vicinanza con i Mondiali ha sempre spinto lontano dalla Vuelta il divino Tadej (una sola partecipazione, da neo-professionista, nel 2019, poi mai più).

Hansen: “La tradizione frena lo sviluppo del ciclismo”

Quella che sembrava una boutade nemmeno troppo nuova, sta trovando proseliti in questi giorni. Ne ha parlato su X il n.1 del sindacato dei corridori, Adam Hansen: «L’ho ripetuto negli ultimi anni durante le riunioni del Consiglio del ciclismo professionistico e in diversi altri incontri. Mi hanno deriso, ma evidentemente non hanno mai corso il Giro sotto pioggia gelida e neve o la Vuelta sotto un caldo rovente. Questo è il problema più grande nel ciclismo: la tradizione ne sta frenando lo sviluppo». Negli ultimi tempi il Giro ha spesso pagato l’azzardo di aver inserito nel suo percorso salite a quote rischiose per il mese di maggio. In più, ogni tentativo di slittamento in avanti della data di partenza è sempre stato bocciato dall’Uci, preoccupata di evitare sovrapposizioni con altre gare e la vicinanza con l’intoccabile Tour, il vero core business del ciclismo mondiale.

Saronni e Chiappucci, pareri a confronto

Giro e maggio sono quasi sinonimi da sempre, ma forse aveva ragione Michela Murgia: la tradizione è una cattiva abitudine durata troppo a lungo. Beppe Saronni la pensa esattamente così: «L’idea era già venuta fuori qualche anno fa, ma Rcs non ne volle sapere e fu un grande sbaglio. Il Giro a settembre sarebbe piaciuto ai corridori italiani e anche ai tifosi, perché è un periodo migliore, con tante persone ancora in ferie, magari sulle strade. Anche a me sarebbe piaciuto: mi sarei evitato volentieri Stelvio e Gavia con la neve. Nell’88, sul Gavia, io c’ero». Di parere opposto Claudio Chiappucci, che vinse una leggendaria tappa a Corvara, al Giro del ’93, in condizioni orribili: «Io non sono mai per i cambiamenti radicali. Meglio non creare precedenti, altrimenti anche altre gare pretenderebbero di spostarsi per ragioni climatiche». Domani cadrà il mistero — mal nascosto, per la verità — sul Giro 2026: il suo percorso, dalla Bulgaria a Roma, è quasi tutto già stato spoilerato. Si correrà dall’8 al 31 maggio. Tarda primavera, come la tradizione (fa eccezione l’edizione postbellica del 1946, dal 15 giugno al 7 luglio) ha sempre voluto.

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