Per uno come Tadej Pogacar, abituato a vincere tutto e porsi sempre nuovi obiettivi – Sanremo e Roubaix sono le due corse monumento mai vinte in cima alla lista dello sloveno nel 2026 –, completare la tripla corona di successi nelle tre grandi corse a tappe è un destino quasi naturale. Ma Pogi starebbe pensando a qualcosa di clamoroso, di mai visto: vincere Giro, Tour e Vuelta nella stessa stagione. Un pensierino c’era già stato nel 2024, dopo la doppietta Giro-Tour, l’unico anno in cui Pogacar ha corso due grandi giri nello stesso anno. Non accadrà nel 2026, ma prima della fine della carriera lo sloveno sembra intenzionato a provarci seriamente. A una domanda in un’intervista con l’Èquipe, Pogacar ha risposto: “Se è possibile fisicamente correre e vincere Giro, Tour e Vuelta nella stessa stagione? Penso di sì. Ma non ho ho bisogno di essere ossessionato da queste cose, di avere una fame insaziabile di vittorie. Non voglio solo pensare a me ed a miei risultati”.
Per uno come Tadej Pogacar, abituato a vincere tutto e porsi sempre nuovi obiettivi – Sanremo e Roubaix sono le due corse monumento mai vinte in cima alla lista dello sloveno nel 2026 –, completare la tripla corona di successi nelle tre grandi corse a tappe è un destino quasi naturale. Ma Pogi starebbe pensando a qualcosa di clamoroso, di mai visto: vincere Giro, Tour e Vuelta nella stessa stagione. Un pensierino c’era già stato nel 2024, dopo la doppietta Giro-Tour, l’unico anno in cui Pogacar ha corso due grandi giri nello stesso anno. Non accadrà nel 2026, ma prima della fine della carriera lo sloveno sembra intenzionato a provarci seriamente. A una domanda in un’intervista con l’Èquipe, Pogacar ha risposto: “Se è possibile fisicamente correre e vincere Giro, Tour e Vuelta nella stessa stagione? Penso di sì. Ma non ho ho bisogno di essere ossessionato da queste cose, di avere una fame insaziabile di vittorie. Non voglio solo pensare a me ed a miei risultati”.
Chi ci ha provato
Poco più di 100 corridori nella storia del ciclismo hanno corso nella stessa stagione Giro, Tour e Vuelta. Posto che la corsa spagnola è traslocata a settembre solo nel 1995, è ora divertente stilare una sorta di classifica di quelli che ci hanno provato. Sommando i piazzamenti nelle tre grandi corse a tappe, viene fuori una top five di tutto rispetto. In testa c’è Raphael Geminiani, che nel 1955 corse nell’ordine la Vuelta (3° posto), il Giro (4°) e il Tour (6°). Al secondo posto c’è Gastone Nencini, che due anni più tardi chiuse la Vuelta al 9° posto, vinse il Giro e fu 6° al Tour. Recenti il 3° e il 4° di questa classifica. Alejandro Valverde, nel 2016, fu 3° al Giro, 6° al Tour e 12° alla Vuelta. Sepp Kuss nel 2023 è stato 14° al Giro, 12° al Tour e 1° alla Vuelta. Kuss vinse comunque, da gregario, quel Giro con Roglic e il Tour con Vingegaard. Per il 5° bisogna risalire a Federico Bahamontes e il 1958: 6°, 17° e 8° a Vuelta, Giro e Tour.
I giorni di gara
Un ostacolo per Pogacar potrebbero essere i giorni di gara: la somma di Giro, Tour e Vuelta dà già 63, dato sfiorato dallo sloveno nel 2019 e nel 2021, quando ha chiuso l’annata con 62 giornate in bici. La tripletta impossibile costringerebbe però Pogacar a rinunciare alle amatissime corse di un giorno. Per il suo allenatore, Javier Sola, l’unico ostacolo non sarebbe di carattere fisico: “L’affaticamento mentale è sicuramente il fattore”. Niente di insormontabile, però.