Era un appuntamento fissato da tempo, una dedica che Wout Van Aert ha tenuto nel cuore per otto anni. La Parigi-Roubaix gli era sempre sfuggita. E sulle strade della Regina delle classiche, Van Aert aveva perso un amico e compagno di squadra, Michael Goolaerts, morto per un attacco di cuore nelle prime fasi della corsa nel 2018. Correvano insieme nella Vérandas Willems-Crelan: quel giorno Wout arrivò 13°. La notizia della scomparsa di Goolie arrivò nella notte. «Questo è il capolavoro della mia vita», ha esordito ieri Van Aert dopo aver battuto Pogacar in uno sprint a due nel velodromo Pétrieux. «Le persone che mi sono vicine sanno quanto ho dovuto raccogliere i pezzi. Mi sono sempre rialzato. La prima volta che ho gareggiato qui ho perso il mio compagno di squadra. Da allora il mio obiettivo era vincere e puntare il dito verso il cielo. Per Michael, per la sua famiglia».
Una corsa piena di colpi di scena
Otto anni di grandi vittorie e grandissime sconfitte, di terribili infortuni e capolavori per sé e per i suoi compagni di squadra. Eternamente battuto da Van der Poel, ieri ha ricevuto dall’olandese il primo abbraccio dopo l’arrivo. Pogacar ha assistito in prima fila alla volata di Van Aert: «Ero cotto, alla fine non c’è stata storia, avevo le gambe come spaghetti». Lo sloveno, che ha forse sprintato con la ruota posteriore bucata (l’ha notato a fine gara il compagno di team Morgado), deve rimandare l’appuntamento con la Roubaix. Tornerà: due secondi posti nelle due partecipazioni dicono che, presto o tardi, sarà sua.
“Patatine fritte per festeggiare”
Una corsa selvaggia, condizionata dai guai meccanici capitati, a turno, a tutti i grandi protagonisti. La differenza l’hanno fatta il dove e il come. Pogacar ha forato due volte, ma in momenti non determinanti della corsa. Van der Poel si è invece dovuto fermare nella Foresta di Arenberg: è tornato indietro a piedi, ha preso la bici di Philipsen, l’ha cambiata, è finito a due minuti e, per pochissimo, due ore più tardi, non è riuscito a riprendere Van Aert e Pogacar. Anche Wout (che a poche ore dal via ha dovuto rinunciare al sistema di regolazione automatica degli pneumatici, vietato dall’Uci) ha avuto problemi meccanici. Ganna ha forato due volte ed è anche caduto (25° alla fine). Sul traguardo la moglie di Van Aert, Sarah De Bie, ha tifato con i due bambini, Georges e Jerome: «Festeggeremo con un bel piatto di patatine fritte. Questa vittoria ci ripaga dei sacrifici e delle tristezze che abbiamo vissuto. A volte è stata davvero dura, ma i bambini sono stati decisivi per riportare sempre il sereno».
La storia di Van Aert
Hanno festeggiato tutti, compagni e avversari: il pubblico al velodromo è esploso quando Van Aert ha aperto il gas all’ultima curva. È lui, spesso, l’anti-Pogi: lo batté a Parigi nell’ultima tappa del Tour 2025, ne causò la storica débâcle al Tour 2022, da gregario di Vingegaard. E nel 2021 vinse in una settimana la tappa del Ventoux, la crono e la volata sugli Champs-Élysées. Gli mancava una grande classica del pavé. Il suo contratto con la Visma è a vita. Come la gioia della doccia nel ventre del velodromo, quando conquisti la Regina.
La stagione
In questa stagione Van Aert non aveva ancora vinto: per lui un secondo posto dietro Ganna alla Dwars door Vlaanderen e un terzo dietro Pogacar e Pidcock alla Milano-Sanremo. Una settimana fa era arrivato quarto al Fiandre. È il successo numero 52 di una carriera costellata di secondi posti e gravi infortuni, tantissima sfortuna ma anche momenti memorabili come il Tour 2022, in cui fu decisivo nel successo di Vingegaard, e il Giro 2025, la tappa di Siena e soprattutto il lavoro da gregario per Simon Yates nella tappa decisiva del Sestriere. E poi un’Amstel Gold Race, 10 tappe al Tour (l’ultima, indimenticabile, a Parigi), 3 Mondiali di ciclocross.
Franziska Koch vince la Roubaix femminile
Stesso epilogo nella Roubaix femminile: nello sprint a due a prevalere è stata la tedesca Fraziska Koch sull’olandese Marianne Vos. Terza la compagna di team di Vos e vincitrice uscente Pauline Ferrand-Prevot.
Vittoria italiana nella Roubaix Under 23
Soddisfazione italiana nella Parigi-Roubaix Under 23: il 21enne bresciano Davide Donati, già protagonista con due vittorie di tappa al Giro di Sardegna quest’anno, ha vinto una volata con 9 corridori.