BURGAS – La prima maglia rosa del Giro è francese, non accadeva dal 1992, e se l’è presa di forza un giovane, formidabile velocista nato in Texas per il mestiere di papà, ingegnere in una multinazionale americana. Paul Magnier vive in realtà a Grenoble, dove in genere nascono scalatori. Il suo idolo è stato Tom Boonen, è al terzo anno da pro, nel 2025 ha vinto 19 corse, solo una in meno di Pogacar. Tutte volate, tutte sul filo dei 70 orari come ieri, a Burgas, su una strada che a un certo punto è diventata una strettoia piena di insidie.
La caduta
Ai meno 600 il patatrac: un uomo della Uno-X, il norvegese Blikra, è andato a sfiorare il bordo della strada, dove sporgevano i piedini di sostegno delle transenne: ce ne sono fino ai 300 metri dall’arrivo, dove poi sono coperti dai pannelli pubblicitari. Caduto Blikra, sono caduti a decine dietro di lui. Con il vuoto alle spalle, la volata è stata disputata da una decina di velocisti. E Jonathan Milan non ha trovato lo spunto per sfrut…
BURGAS – La prima maglia rosa del Giro è francese, non accadeva dal 1992, e se l’è presa di forza un giovane, formidabile velocista nato in Texas per il mestiere di papà, ingegnere in una multinazionale americana. Paul Magnier vive in realtà a Grenoble, dove in genere nascono scalatori. Il suo idolo è stato Tom Boonen, è al terzo anno da pro, nel 2025 ha vinto 19 corse, solo una in meno di Pogacar. Tutte volate, tutte sul filo dei 70 orari come ieri, a Burgas, su una strada che a un certo punto è diventata una strettoia piena di insidie.
La caduta
Ai meno 600 il patatrac: un uomo della Uno-X, il norvegese Blikra, è andato a sfiorare il bordo della strada, dove sporgevano i piedini di sostegno delle transenne: ce ne sono fino ai 300 metri dall’arrivo, dove poi sono coperti dai pannelli pubblicitari. Caduto Blikra, sono caduti a decine dietro di lui. Con il vuoto alle spalle, la volata è stata disputata da una decina di velocisti. E Jonathan Milan non ha trovato lo spunto per sfruttare la sua possente cilindrata capace in uno sprint di sfiorare i 2000 watt: «C’è stata una deviazione sulla destra e là sono arrivato con le gambe in croce. Peccato perché la prima maglia rosa era un obiettivo importante per me e per la squadra. E poi da quest’anno è sponsorizzata dal Friuli-Venezia Giulia, la mia regione». Sfumata, come sfumò l’anno scorso la prima maglia gialla del Tour, a Lille. Poi Milan conquistò la classifica a punti, come ha sempre fatto in tutti i tre grandi giri finora disputati. Quella mancanza però resterà: «La caduta? Ho sentito qualcosa alle mie spalle, spero che nessuno si sia fatto male».
Le possibili soluzioni
Nessuno dei big della classifica, ma, certo, il Giro non è partito con il piede (o il piedino) giusto. Eppure non mancano le soluzioni. Dal 2021 un’azienda belga, la Boplan, propone transenne composte da un polimero ad alto assorbimento, che si deforma in caso di impatto, e soprattutto compatte, prive di piedini e inclinate all’indietro, in modo da allontanare anche le mani e i telefonini dei cercatori di selfie (un tempo detti spettatori, o anche tifosi) a bordo strada. E poi totem per coprire spartitraffico di un bel giallo, evidentissimi e morbidi all’impatto. Ieri, a poco meno di 3 km dall’arrivo, su una curva qualche corridore ha rischiato invece di finire contro un gigantesco gonfiabile pubblicitario, messo al centro della carreggiata a riempire uno spazio vuoto. « L’ultimo chilometro era insidioso, ringrazio Stuyven e Van Gestel che mi hanno permesso di restare in una buona posizione» ha raccontato Magnier. Moschetti è stato travolto da Blikra, è arrivato con la maglia a brandelli e ha una spalla malconcia, così come Groves. L’immagine della volata fatta da 10 corridori è un pessimo viatico. Domani a Sofia una possibile rivincita per gli sconfitti, oggi ci sarà battaglia invece tra finisseur in un saliscendi continuo prima dell’arrivo di Veliko Tarnovo. Vingegaard, padre di due bambini, si è presentato con l’unghia dell’anulare sinistro laccata di rosso a sostegno di Børns Vilkår, un’organizzazione danese che lavora per sensibilizzare sull’abuso fisico e psicologico nei confronti dei minori.