“I ciclocomputer distraggono i corridori, vanno rimpiccioliti”. La nuova battaglia dell’Uci
di
Cosimo Cito
(reuters)
Ascolta l'audio
Le disposizioni dell’esecutivo della Federazione internazionale contro i sistemi elettronici, troppo grandi e ingombranti, fanno già discutere. Vietate anche le tasche anteriori sulle divise da gara
2 minuti di lettura
L’Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di entrare a gamba tesa sull’evoluzione dei ciclocomputer, quei sistemi elettronici di bordo che ormai essenziali per tutti i corridori. Il rimedio messo nero su bianco dall’esecutivo Uci, riunito a Desenzano del Garda dal 2 al 4 giugno, è l’introduzione di una dimensione massima consentita per questi dispositivi. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che i ciclisti vengano sommersi da un eccesso di informazioni e che il loro carico cognitivo aumenti eccessivamente. In pratica l’Uci ritiene che la presenza di una quantità crescente di dati sugli schermi possa distrarre i corridori e causare cadute. La norma entrerà in vigore nel 2028.
Una bici con il ciclocomputer
La spiegazione dell'Uci
I primi ciclocomputer, comparsi negli anni Novanta, misuravano velocità, tempo e distanza. Oggi si sono notevolmente evoluti e offrono molto di più: dal tra…
L’Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di entrare a gamba tesa sull’evoluzione dei ciclocomputer, quei sistemi elettronici di bordo che ormai essenziali per tutti i corridori. Il rimedio messo nero su bianco dall’esecutivo Uci, riunito a Desenzano del Garda dal 2 al 4 giugno, è l’introduzione di una dimensione massima consentita per questi dispositivi. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che i ciclisti vengano sommersi da un eccesso di informazioni e che il loro carico cognitivo aumenti eccessivamente. In pratica l’Uci ritiene che la presenza di una quantità crescente di dati sugli schermi possa distrarre i corridori e causare cadute. La norma entrerà in vigore nel 2028.
Una bici con il ciclocomputer
La spiegazione dell'Uci
I primi ciclocomputer, comparsi negli anni Novanta, misuravano velocità, tempo e distanza. Oggi si sono notevolmente evoluti e offrono molto di più: dal tracciamento GPS e dalle mappe fino ai dati fisiologici provenienti da sensori come i cardiofrequenzimetri. Su quest’ultimo aspetto resta in vigore il divieto già esistente: possono visualizzare la frequenza cardiaca, la temperatura corporea e il tasso di sudorazione, ma non il monitoraggio del glucosio e del lattato.
Una questione di dimensioni
Limitare le dimensioni significa, nell’idea di Aigle, evitare che i ciclisti vengano sopraffatti da una quantità eccessiva di dati durante la gara. “Questa decisione è stata presa tenendo conto dell’impatto delle tecnologie di bordo sul carico cognitivo sperimentato dai ciclisti”, ha dichiarato l’Uci nel suo comunicato stampa. “Diversi studi hanno dimostrato che il crescente volume di dati disponibili per i corridori durante la competizione può contribuire ad aumentare il carico cognitivo, un fattore chiave nel verificarsi di incidenti. La limitazione delle dimensioni dei ciclocomputer ha l’obiettivo di evitare un eccessivo aumento della quantità di dati disponibili durante le gare, che potrebbe compromettere in modo significativo la sicurezza del ciclista», ha aggiunto l’organizzazione. Il provvedimento sembra più orientato a limitare lo sviluppo futuro dei ciclocomputer piuttosto che a vietare quelli attualmente presenti sul mercato. “I membri del Comitato Direttivo dell’UCI hanno inoltre sottolineato l’importanza di collaborare con le parti interessate per comprendere meglio come i ciclisti interagiscano con i diversi flussi di dati disponibili durante la competizione”, hanno aggiunto in merito alla questione dei ciclocomputer.
Divieto alle tasche anteriori
Un’altra misura di sicurezza che entrerà in vigore dal 1° luglio vieterà ai ciclisti di utilizzare le tasche interne anteriori della maglia. La regola 1.3.032 dell’Uci vieta già gli elementi non essenziali che modificano la morfologia del ciclista al fine di ottenere vantaggi aerodinamici. Tuttavia, alcuni corridori hanno collocato le radio di gara nella parte anteriore della maglia senza essere sanzionati. L’Uci ha osservato che “diversi ciclisti utilizzavano maglie dotate di tasche interne anteriori contenenti prodotti nutrizionali che, in genere, non venivano consumati poiché risultavano estremamente difficili, se non impossibili, da raggiungere durante la corsa. Queste tasche provocano alterazioni significative della forma del corpo dei corridori. Questa tendenza è emersa in seguito alla recente pubblicazione di studi che hanno dimostrato il vantaggio aerodinamico derivante da tale pratica”, hanno spiegato. “Considerata la relazione dimostrata tra vantaggi aerodinamici, aumento della velocità e gravità degli incidenti, e tenendo conto del fatto che questa pratica solleva anche questioni di equità sportiva, l’Uci ha deciso che le tasche della maglia dovranno essere collocate esclusivamente nella parte posteriore dell’indumento. Di conseguenza, a partire dal 1° luglio 2026, sarà vietata qualsiasi tasca situata nella parte anteriore della maglia, fatta eccezione per un’eventuale tasca destinata esclusivamente a contenere un dispositivo di radiocomunicazione”, hanno aggiunto.