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Le medie folli del Tour: dopo 12 tappe si viaggia a quasi 45 km/h. “Questa è la nuova normalità”

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Non ci sono ancora state le grandi montagne, ma il gruppo vola a ritmi indiavolati
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DOLE – Il Tour sta filando via come il vento. La media generale del Tour dal 2021 è sempre stata superiore ai 41. Quello attuale, al netto del fatto che non abbia quasi affrontato tappe di montagna, sta procedendo a 44,722 km/h. L’anno scorso si fermò a 42,8 e fu record. Una nuova, folle normalità, come ha detto Matej Mohoric. Probabilmente dopo i Vosgi e le Alpi scenderà, ma è difficile non immaginare lo sfondamento dei 43. Qualcosa di inimmaginabile fino a pochi anni fa.

Tutto cambiato

Confrontare le immagini dello sprint di Chalon sur Saone con la volata di Cipollini a Blois, nel 1999, quella della media record prima della tappa di mercoledì vinta da Waerenksjold a 50.910, è come sfogliare un libro di storia. «Io c’er…

DOLE – Il Tour sta filando via come il vento. La media generale del Tour dal 2021 è sempre stata superiore ai 41. Quello attuale, al netto del fatto che non abbia quasi affrontato tappe di montagna, sta procedendo a 44,722 km/h. L’anno scorso si fermò a 42,8 e fu record. Una nuova, folle normalità, come ha detto Matej Mohoric. Probabilmente dopo i Vosgi e le Alpi scenderà, ma è difficile non immaginare lo sfondamento dei 43. Qualcosa di inimmaginabile fino a pochi anni fa.

Tutto cambiato

Confrontare le immagini dello sprint di Chalon sur Saone con la volata di Cipollini a Blois, nel 1999, quella della media record prima della tappa di mercoledì vinta da Waerenksjold a 50.910, è come sfogliare un libro di storia. «Io c’ero in quello sprint» racconta Silvio Martinello, commentatore tecnico per la Rai, «le bici erano completamente diverse, prendete ad esempio i manubri. Non sono cambiate invece le transenne: erano bassissime allora, con la gente a millimetri da noi a bordo strada, e sono bassissime anche oggi. Mario a quel record non ha mai tenuto, ma ci sono voluti ben 27 anni per batterlo».

Le volate

Merlier aveva sfiorato Cipollini già a Chateauroux, un anno fa, fermandosi a 0,3 km/h di media dal primato. La Soudal ha dovuto fronteggiare una quantità incredibile di attacchi negli ultimi 30 km, il ritmo è stato altissimo, il gruppo è sempre rimasto in fila indiana. Troppe squadre non hanno vinto nulla e fanno la corsa dura, è inevitabile. Si parte a tutta al km 0, con le bici performanti di oggi un minuto sul gruppo può anche bastare e anche in pochi – ieri fuga a 4 dall’inizio – si può tenere a lungo. Ci ha provato Caruso, ma un muro di afa l’ha fermato, e poi è stata tutta bagarre fino alla fine. «Rientrare da una fermata per fare pipì è complicatissimo» ha ammesso Pogacar, «devi andare a tutta per un bel po’. In genere il ritmo cala tra i -5 e i -2, quando noi uomini di classifica ci facciamo da parte per lasciar lavorare le squadre dei velocisti».

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