✕

Test di notte, il sindacato ciclisti: “Rispettateci”. L’ex gregario di Armstrong: “Giusto farli”

Ascolta l'audio

Il Cpa nel suo comunicato sottolinea la necessità dei controlli antidoping, ma anche di maggiore buonsenso. Vaughters (EF): “Li avessero previsti 25 anni fa, il nostro sport si sarebbe salvato”
2 minuti di lettura

THONON LES BAINS – Durante il giorno di riposo, dopo l’infinita serie di voci, notizie e polemiche seguita ai controlli antidoping notturni su Pogacar e Vingegaard, si è alzata la voce anche del Cpa, il sindacato dei corridori diretto da Adam Hansen. “Dopo i controlli notturni effettuati a Vingegaard e a Pogacar, così come ad altri corridori, il CPA intende riaffermare, a nome di tutti i corridori, il suo impegno totale a favore di una lotta al doping forte, credibile ed efficace. I corridori sono i primi a chiederlo e finanziano di tasca loro parte della ricerca, unici atleti al mondo a farlo”, si legge nel comunicato emesso questa sera. “Ma le modalità a volte meritano una riflessione: interrompere il riposo notturno è un controsenso, anche perché l’obiettivo della ricerca stessa è quello di preservare la salute dell’atleta e assicurare l’equità sportiva. Il Tour de France è una corsa che esige uno sforzo fisico eccezionale, durante la quale il sonno è essenziale non solo per il rec…

THONON LES BAINS – Durante il giorno di riposo, dopo l’infinita serie di voci, notizie e polemiche seguita ai controlli antidoping notturni su Pogacar e Vingegaard, si è alzata la voce anche del Cpa, il sindacato dei corridori diretto da Adam Hansen. “Dopo i controlli notturni effettuati a Vingegaard e a Pogacar, così come ad altri corridori, il CPA intende riaffermare, a nome di tutti i corridori, il suo impegno totale a favore di una lotta al doping forte, credibile ed efficace. I corridori sono i primi a chiederlo e finanziano di tasca loro parte della ricerca, unici atleti al mondo a farlo”, si legge nel comunicato emesso questa sera. “Ma le modalità a volte meritano una riflessione: interrompere il riposo notturno è un controsenso, anche perché l’obiettivo della ricerca stessa è quello di preservare la salute dell’atleta e assicurare l’equità sportiva. Il Tour de France è una corsa che esige uno sforzo fisico eccezionale, durante la quale il sonno è essenziale non solo per il recupero e la performance, ma anche per la salute e la sicurezza dei corridori”.

I contributi del ciclismo alla lotta al doping

“Il ciclismo” prosegue il comunicato “contribuisce ogni anno con 10 milioni di euro al finanziamento della lotta portata avanti dall’ITA quando la Wada investe 5 milioni di dollari per tutti gli sport messi insieme. Non sarebbe quindi meglio investire di più nella ricerca scientifica e nelle tecnologia di ricerca, piuttosto che moltiplicare controlli inopinati e particolarmente intrusivi? Noi chiediamo che la lotta al doping sia sempre più efficace e performante, ma chiediamo al tempo stesso che sia rispettato il criterio dell’equità sportiva e che ciascun atleta possa beneficiare di un recupero adeguato. Il CPA chiede che tutte le parti in causa possano incontrarsi al più presto per lavorare al chiarimento del processo e per assicurare che i controlli siano effettuati in un quadro giuridico definito. Una lotta efficace contro il doping è indispensabile, una lotta intelligente contro il doping lo è altrettanto”.

Vaughters: “Efficaci, perché rilevano il microdosaggio di Epo”

Una voce fuori dal coro è quella di Jonathan Vaughters, ex corridore tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila e manager della EF. Su X il dirigente americano ha parlato a favore dei controlli notturni: “I controlli alle 2 del mattino sono uno dei modi più efficaci per prevenire il microdosaggio di peptidi (EPO, ormone della crescita umano) e testosterone. Se l'UCI ci avesse sottoposti a controlli nel 2001 alle 2 del mattino? Saremmo stati tutti sospesi e avremmo risparmiato a questo sport 25 anni di polemiche”. Le sue dichiarazioni hanno un peso particolare, considerando il suo passato legato al doping. Vaughters è stato compagno di squadra di Lance Armstrong nella U.S. Postal Service e in seguito ha ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti, tra cui l'EPO, durante la sua carriera. Successivamente ha testimoniato nell'ambito dell'indagine dell'Agenzia Antidoping degli Stati Uniti (USADA) su Armstrong, al quale nel 2012 furono revocati i sette titoli del Tour de France.

Leggi i commenti