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Ghisallo, il museo dei miti del ciclismo compie vent’anni

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Voluto da Fiorenzo Magni, ha attraversato periodi difficili: oggi splende sul Lago di Como
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MAGREGLIO – Via Gino Bartali 4, Magreglio, Como. Se cercate la meraviglia, se cercate le radici dello sport della bicicletta, da vent’anni è questo l’indirizzo giusto, perfetto. Il Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo esiste dal 2006. È accanto alla cappella della patrona universale dei ciclisti, ne è l’ideale, laica continuazione.

La collezione

Se all’interno della chiesetta ci sono bici, ex voto, gagliardetti, persino un rosario fatto con la catena di una bicicletta, nel museo voluto fortemente da Fiorenzo Magni c’è la storia del ciclismo in migliaia di oggetti. Bici, ma non solo: accessori, maglie – infinita, perché destinata a durare all’infinito, la collezione delle maglie rosa firmate dai vincitori del Giro d’Italia -, cimeli vecchissimi e modernissimi. E libri, tanti. La collezione dei Garibaldi, il libro ufficiale della Corsa Rosa, e di praticamente tutte le pubblicazioni che riguardano lo sport un tempo più popolare nel nostro Paese. Uno sport che ha attraversato la storia…

MAGREGLIO – Via Gino Bartali 4, Magreglio, Como. Se cercate la meraviglia, se cercate le radici dello sport della bicicletta, da vent’anni è questo l’indirizzo giusto, perfetto. Il Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo esiste dal 2006. È accanto alla cappella della patrona universale dei ciclisti, ne è l’ideale, laica continuazione.

La collezione

Se all’interno della chiesetta ci sono bici, ex voto, gagliardetti, persino un rosario fatto con la catena di una bicicletta, nel museo voluto fortemente da Fiorenzo Magni c’è la storia del ciclismo in migliaia di oggetti. Bici, ma non solo: accessori, maglie – infinita, perché destinata a durare all’infinito, la collezione delle maglie rosa firmate dai vincitori del Giro d’Italia -, cimeli vecchissimi e modernissimi. E libri, tanti. La collezione dei Garibaldi, il libro ufficiale della Corsa Rosa, e di praticamente tutte le pubblicazioni che riguardano lo sport un tempo più popolare nel nostro Paese. Uno sport che ha attraversato la storia d’Italia, in alcuni momenti l’ha fatta anche, e che è bello raccontare partendo da lontano, come accade alle fughe del mattino nelle grandi corse. Vanno, ma non sai mai dove. Così è bello perdersi tra le maglie che furono di Binda e Guerra, di Coppi e Bartali, di Gimondi e Merckx, di Saronni e Moser, di Bugno e Chiappucci. C’erano anche loro, il due volte iridato Gianni e il Diablo, l’uno accanto all’altro nella serata dei vent’anni. Una cena, e tante parole per festeggiare la creatura che grazie a Fiorenzo Magni, e poi Antonio Molteni, il presidente della Fondazione che si prende cura del tesoro custodito sul colle più bello del Giro di Lombardia, in uno dei luoghi più amati dai cicloamatori di tutto il mondo.

Fiorenzo Magni 

Avere vent’anni

Il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo ha festeggiato i suoi primi vent’anni con una serata speciale. Inaugurato il 14 ottobre 2006 per volontà di Fiorenzo Magni, oggi è considerato il più importante museo al mondo dedicato al ciclismo. Tremila i cimeli, trecento le biciclette. Dalle draisine alla Colnago di Tadej Pogacar. La serata, aperta da Antonio Molteni, ha ripercorso il progetto, le difficoltà degli anni intorno al 2014, il ruolo della Fondazione, il sostegno degli sponsor, dei tanti volontari e delle istituzioni. La direttrice Carola Gentilini ha chiuso con l’auspicio che il ventennale sia appena l’inizio di una storia ancora tutta da scrivere. La festa con cena di gala ha accompagnato anche la presentazione della mostra del ventennale «20 bici per 20 anni», un percorso attraverso venti biciclette rappresentative della storia del Museo. Tra i presenti anche Marino Vigna, campione olimpico nell’inseguimento a squadre a Roma 1960, amico fraterno di Fiorenzo Magni. Il cui busto campeggia fuori, accanto alla porta d’ingresso, davanti a una balconata incredibile che spedisce lo sguardo sul lago e oltre, sulle Grigne e sul cielo, azzurrissimo.

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