Massa – La notte di Filippo Ganna era durata pochissime ore, alle 5 aveva già gli occhi fissi al soffitto: «L’adrenalina, ne avevo tanta, alla fine è andata più che bene». La crono in Versilia aveva la lunghezza esatta di una maratona e Pippo l’ha percorsa a una velocità mai vista in prove contro il tempo così lunghe nelle grandi corse a tappe. Ha impiegato 45 minuti e 53 secondi alla media di 54,905 km/h. Un altro primato che si piega a Ganna come il favoloso, ancora imbattuto record dell’ora, 56,792. È la sua 7ª cronometro vinta al Giro su 9, solo Evenepoel e Pogacar l’hanno battuto. Se il ciclismo di oggi è ricco di fenomeni, Ganna lo è a suo modo: fenomeno epocale nello sforzo di filare nell’aria e di spingere su un rapporto (64x11 massimo) che un tempo, fino a 10 anni fa, nessuno avrebbe immaginato nemmeno possibile.
Massa – La notte di Filippo Ganna era durata pochissime ore, alle 5 aveva già gli occhi fissi al soffitto: «L’adrenalina, ne avevo tanta, alla fine è andata più che bene». La crono in Versilia aveva la lunghezza esatta di una maratona e Pippo l’ha percorsa a una velocità mai vista in prove contro il tempo così lunghe nelle grandi corse a tappe. Ha impiegato 45 minuti e 53 secondi alla media di 54,905 km/h. Un altro primato che si piega a Ganna come il favoloso, ancora imbattuto record dell’ora, 56,792. È la sua 7ª cronometro vinta al Giro su 9, solo Evenepoel e Pogacar l’hanno battuto. Se il ciclismo di oggi è ricco di fenomeni, Ganna lo è a suo modo: fenomeno epocale nello sforzo di filare nell’aria e di spingere su un rapporto (64x11 massimo) che un tempo, fino a 10 anni fa, nessuno avrebbe immaginato nemmeno possibile.
Obiettivo Olimpiadi di Los Angeles
Osservatelo quando è in posizione, osservatene la schiena: si muove ritmicamente, come un pesce che cerca la massima efficienza. «A fine stagione mi piacerebbe provare la nuova posizione che stiamo studiando». Sta meditando anche di tornare alle gare in pista dopo due anni di pausa. Ha in testa le Olimpiadi di Los Angeles, la voglia di riprovare l’assalto al doppio oro, quello della crono su strada e quello del quartetto. In California avrà 32 anni.
I numeri impressionanti delle sue crono
Patrimonio nazionale, a partire dalla maglia tricolore. Patrimonio storico, ormai, con le sue 7 cronometro vinte al Giro, le stesse di Merckx. Solo Moser (12) è davanti: «Ma io credo che Francesco possa stare tranquillo. Ora voglio provare a vincere una tappa in linea, quella che arriva a casa mia, a Verbania, sarebbe meravigliosa». È a quota 40 vittorie in carriera, 31 contro il tempo. Sono numeri che non contengono l’uomo, la sua vita complicata in gioventù dalla dislessia, che sommata al mancato sostegno degli insegnanti e agli impegni in bici lo portò ad abbandonare gli studi a 17 anni. Una timidezza che diventa forza, come succede sempre, nella solitudine. «Parlavo con Vingegaard, lui scherzava sulla lunghezza della crono. Ha sofferto tanto, mi diceva. E io gli ho risposto: “Pensa che io soffro così ogni volta che c’è una salita”. Mi sa che vinco io per numero di giorni di sofferenza». E poi: «Se è stata la migliore cronometro della mia vita? No, la migliore deve ancora arrivare». Ha superato sette corridori partiti prima di lui. Ogni sorpasso un nuovo impulso, una scarica di adrenalina, nuova fiducia.
I distacchi abissali degli altri
Ganna ha corso in una dimensione solo sua. Il 2° di tappa, il compagno di squadra Arensman, gli è arrivato a 1’54”. La Netcompany-Ineos, non più dominante come ai tempi di Wiggins, Froome, Thomas e del giovane Bernal, mantiene un primato però sullo studio dei dettagli minimali. Le Pinarello utilizzate da Ganna e compagni sono dotate sotto la sella dei tubercoli nati da uno studio australiano sulle pinne delle megattere. A fine tappa ha buttato giù di un fiato una bottiglietta di succo di ciliegia per il recupero muscolare. Aveva nella borraccia acqua e sali minerali, «ma non ho nemmeno avuto il tempo di prenderla». Si è caricato come sempre il ciclismo italiano sulla schiena e l’ha portato a vincere la seconda tappa dopo quella di Ballerini a Napoli, ed è già una in più rispetto al Giro 2025. In tempi di digiuno come questi, Ganna è un generoso pranzo di nozze.