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Arnaldi, la rinascita dopo l’infortunio: “Felice di stupirvi”

Matteo Arnaldi (afp)

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Agli Internazionali l’azzurro ha battuto in rimonta de Minaur: “Il piede mi faceva male, perdevo incontri e fiducia. Ho cambiato allenatore e ora mi diverto di nuovo”
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Roma – Matteo settebellezze. «Sono già a sette successi consecutivi? Chi l’avrebbe detto. Sono tornato a divertirmi». Meno di 20 giorni fa, a Madrid, Arnaldi aveva il morale sotto i piedi (dolenti). La sconfitta all’esordio con il serbo Lajovic, nonostante qualche timido segno di recupero, sembrava la conferma di una stagione da dimenticare: Brisbane, Melbourne, Indian Wells, Miami, Bucarest, Montecarlo, Barcellona, sempre fuori al primo turno. Ma il giorno dopo è cambiato tutto. Clic.

Cosa è accaduto?

«Sono tornato in Italia. Ho incontrato Fabio Colangelo, il tecnico: era libero, abbiamo cominciato ad allenarci insieme. Ad alta intensità, per tre giorni consecutivi, e ogni volta per diverse ore. Ci siamo trovati bene».

E subito il successo nel challenger di Cagliari: battendo Hurkac…

Roma – Matteo settebellezze. «Sono già a sette successi consecutivi? Chi l’avrebbe detto. Sono tornato a divertirmi». Meno di 20 giorni fa, a Madrid, Arnaldi aveva il morale sotto i piedi (dolenti). La sconfitta all’esordio con il serbo Lajovic, nonostante qualche timido segno di recupero, sembrava la conferma di una stagione da dimenticare: Brisbane, Melbourne, Indian Wells, Miami, Bucarest, Montecarlo, Barcellona, sempre fuori al primo turno. Ma il giorno dopo è cambiato tutto. Clic.

Cosa è accaduto?

«Sono tornato in Italia. Ho incontrato Fabio Colangelo, il tecnico: era libero, abbiamo cominciato ad allenarci insieme. Ad alta intensità, per tre giorni consecutivi, e ogni volta per diverse ore. Ci siamo trovati bene».

E subito il successo nel challenger di Cagliari: battendo Hurkacz in finale.

«Non sapevo neppure se valeva la pena scendere in campo, il piede destro continuava a farmi male. I primi due giorni ho stretto i denti, poi è andata sempre meglio: la sofferenza diminuiva, la fiducia aumentava».

Si era infortunato in Australia all’inizio dell’anno: frattura del sesamoide mediale.

«Un ossicino alla base dell’alluce: ci passano tutti i tendini. Fa un male cane e non puoi ingessarlo, devi avere pazienza. Restare fermo per un po’, poi vedere come va».

E non andava bene.

«Alti e bassi. È stato il mio primo, vero infortunio. Non riesci ad esprimerti, e così arrivano le sconfitte. Ma non sono uno che s’arrende».

Fuori dai primi 140: brutta storia, per uno che nel 2023 era stato grande protagonista nella vittoria in Davis a Malaga, e poco dopo aveva raggiunto la Top30.

«In autunno ho puntato su un tecnico sudafricano: non abbiamo lavorato tanto, fuori dal campo non c’era intesa».

È arrivato qui da 106 Atp, ha già guadagnato 10 posizioni. Con De Minaur, numero 8, è stata una bella sorpresa.

«Dentro di me ho sempre saputo che posso battere questi giocatori. E poi qui siamo a casa mia».

Nell’Arnaldi ritrovato, fondamentali l’Italia e il suo pubblico.

«Riesco a dare qualcosa in più. E la fiducia cresce».

Ora servirà un’altra impresa con Rafa Jodar, il giovane fenomeno spagnolo che ha fatto sudare Sinner.

«Lui attacca, io mi sento molto solido dal fondo. Non sono ancora al 100%, il piede fa un po’ male ma sono sicuro che domani sarà tutto passato. Preparatevi comunque a una bella lotta. Io sono uno che non si arrende».

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