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Sinner va di fretta agli ottavi: 6-2, 6-0 a Popyrin. Ora il derby con Pellegrino

Jannik Sinner (afp)

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Il n.1 del mondo impiega appena un’ora e 5 minuti per avere la meglio dell’australiano: “C’era molto vento, così ho cercato di accorciare con qualche serve and volley”
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Roma – Ha vinto, domani alle ore 15 giocherà negli ottavi con Andrea Pellegrino: ma è stato tutto così rapido e indolore – un’ora e 5 minuti appena per battere Alexei Popyrin: 6-2, 6-0 – che adesso Jannik cerca un campo un po’ in disparte, per allenarsi ancora un po’ con Cahill e Vagnozzi. «Oggi c’era molto vento, complicava la gestione degli scambi: così ho cercato di accorciare con qualche serve and volley. Ho risposto bene sulla sua seconda. Nel complesso, una partita solida». Numeri marziani: trentesimo successo consecutivo in un Masters1000, a una partita dal primato di Djokovic; 60 set vinti e 2 soli persi, da 45 turni non subisce un break. Domani torna sul Centrale con Pellegrino. C’è un precedente del 2019, in finale a Santa Margherita di Pula, doppio 6-1 per Sinner che aveva cominciato a sbocciare, reduce dai primi 2 tornei vinti da professionista (Bergamo, Trento). L’ultima sconfitta con un italiano è ancora del 2019, a Barletta con Andrea Arnaboldi: da allora, 18 successi u…

Roma – Ha vinto, domani alle ore 15 giocherà negli ottavi con Andrea Pellegrino: ma è stato tutto così rapido e indolore – un’ora e 5 minuti appena per battere Alexei Popyrin: 6-2, 6-0 – che adesso Jannik cerca un campo un po’ in disparte, per allenarsi ancora un po’ con Cahill e Vagnozzi. «Oggi c’era molto vento, complicava la gestione degli scambi: così ho cercato di accorciare con qualche serve and volley. Ho risposto bene sulla sua seconda. Nel complesso, una partita solida». Numeri marziani: trentesimo successo consecutivo in un Masters1000, a una partita dal primato di Djokovic; 60 set vinti e 2 soli persi, da 45 turni non subisce un break. Domani torna sul Centrale con Pellegrino. C’è un precedente del 2019, in finale a Santa Margherita di Pula, doppio 6-1 per Sinner che aveva cominciato a sbocciare, reduce dai primi 2 tornei vinti da professionista (Bergamo, Trento). L’ultima sconfitta con un italiano è ancora del 2019, a Barletta con Andrea Arnaboldi: da allora, 18 successi uno dietro l’altro.

“C’era vento, ma ho giocato una partita solida”

L’ultimo colpo è stato un rovescio lungolinea, su una palla corta suicida dell’australiano: in completo nero, Jannik ha vinto con in tribuna mamma Siglinde e papà Hanspeter, che lo accompagnano in questa avventura romana. Ha sorriso e salutato il pubblico: “Grazie”, ha scritto sulla lente della telecamera a bordo campo. Ha cominciato col piede sull’acceleratore: discesa a rete e prima occasione per strappare il servizio all’australiano, doppio fallo di Popyrin. Due a zero, poi un altro break: 40 minuti. Nel secondo set, Alexei non è praticamente esistito: l’azzurro ha vinto 24 punti su 30. Nel complesso, Sinner ha messo dentro un 61% di prime («Non una grande percentuale», ammette) col 78% di successo, 5 ace e un solo doppio fallo. Ha salvato un break point, è stato molto efficace rispondendo sulla seconda palla (73%): 20 colpi vincenti, 12 errori non forzati. Se domani superasse Pellegrino, dovrebbe godere di una giornata di riposo e giovedì vedersela nei quarti con uno tra il russo Rublev e il georgiano Basilashvili.

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