ROMA – Dica trentadue, Jannik. La striscia di successi consecutivi nei Masters 1000 continua. Sinner ha battuto anche Rublev, al termine di due prevedibili set di un’altra partita senza storia: è andato subito in fuga, e chi lo ha visto più? Il record di Sua Maestà Djokovic (31) appartiene al passato: ciao, Novak. Sul Centrale, non prima delle 19, Sinner sfida l’umorale, imprevedibile Daniil Medvedev (9 vittorie negli ultimi 10 confronti diretti): in palio, il pass per la finale degli Internazionali d’Italia in programma domenica pomeriggio alle 17. Cinquanta anni dopo Adriano Panatta, Roma si prepara a incoronare un altro re azzurro. In tribuna ci sarà il presidente Sergio Mattarella.
Sinner: “Comincio a sentire un po’ di fatica”
Del nuovo primato non gli importa poi molto. Figuratevi s…
ROMA – Dica trentadue, Jannik. La striscia di successi consecutivi nei Masters 1000 continua. Sinner ha battuto anche Rublev, al termine di due prevedibili set di un’altra partita senza storia: è andato subito in fuga, e chi lo ha visto più? Il record di Sua Maestà Djokovic (31) appartiene al passato: ciao, Novak. Sul Centrale, non prima delle 19, Sinner sfida l’umorale, imprevedibile Daniil Medvedev (9 vittorie negli ultimi 10 confronti diretti): in palio, il pass per la finale degli Internazionali d’Italia in programma domenica pomeriggio alle 17. Cinquanta anni dopo Adriano Panatta, Roma si prepara a incoronare un altro re azzurro. In tribuna ci sarà il presidente Sergio Mattarella.
Sinner: “Comincio a sentire un po’ di fatica”
Del nuovo primato non gli importa poi molto. Figuratevi se qualcuno obietta che 12, delle vittorie del Djoker nel 2011, erano state ottenute con dei Top 10: big come Federer, Murray, Nadal. Tra gli “scalpi” di Sinner, invece, i Top 10 sono “solo” 9: una volta Alcaraz, in 5 occasioni Zverev. «Non sono interessato a queste cose. Preferisco pensare a migliorami ogni giorno, esprimere il mio massimo potenziale», ripete. Jannik è comprensibilmente stanco, reduce da 2 mesi trionfali – Sunshine Double, Montecarlo, Madrid – senza praticamente concedersi un giorno di riposo. «Ho giocato tanto, è stato un periodo lungo. Sì, comincio a sentire un po’ di fatica. Ma la situazione, tutto sommato, è sotto controllo».
L’arma del servizio
Ieri con Rublev ha denunciato qualche incertezza sul finale. Guardava preoccupato verso Cahill e Vagnozzi. Ha risolto rapidamente col servizio, diventato dopo la delusione di New York un’arma micidiale. È diventato “ingiocabile” anche sulla terra battuta, un tempo la superficie meno amata. «In realtà avevo fatto bene anche l’anno scorso, in finale qui a Roma e poi a Parigi. Forse sono cresciuto dal punto di vista fisico. E ho più esperienza, fiducia». Però ha un bisogno disperato di dormire. Prudente o solo scaramantico, mette le mani avanti: «Se dovesse andare male, pazienza: avrò più tempo a disposizione in vista di Parigi, che rimane l’obiettivo principale».
Darderi contro Ruud
«Sogno due azzurri in campo per il titolo, domenica 17», l’augurio di Musetti alla vigilia del torneo. Magari. Quest’anno però in semifinale Lorenzo non c’è. Il suo posto è stato preso da Darderi, che alle 15.30 affronta il norvegese Ruud. «Non lo conosco benissimo», racconta Jannik di Luciano. «Ci siamo allenati un paio di volte a Dubai, a gennaio abbiamo giocato contro in Australia (vittoria secca in 3 set per il numero 1 del mondo, ndr). Ma è importante nascano in continuazione dei talenti italiani. Siamo diventati tanti e siamo naturalmente avversari, però il rapporto tra noi resta molto buono. Che fortuna, esserci. Speriamo questa storia duri più a lungo possibile».
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Quattro italiani nei primi 16 del ranking
Sinner, Musetti, Cobolli, Darderi: 4 nei primi 16 del ranking Atp. «La cosa bella è che abbiamo un gioco e uno stile completamente diversi». Fa il tifo per il ragazzo di origine argentina. «Mi spiace che l’altra notte abbia finito così tardi, è come se dovesse fare i conti con un altro fuso orario. Se non riposi abbastanza, è poi difficile giocare un buon tennis. Anche noi siamo esseri umani». Oggi il meteo (75% di probabilità di precipitazioni) non dice nulla di buono. Ottimista, il Foro Italico prepara comunque la festa.