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Sinner trionfa a Roma 50 anni dopo Panatta: Ruud battuto in due set (6-4, 6-4)

Sinner con il presidente Mattarella e Adriano Panatta (afp)

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Il numero 1 del mondo non tradisce le attese: “Una vittoria per tutto il movimento italiano”. La battuta al Presidente della Repubblica: “Quando c’è il signor Mattarella riesco sempre a mettermi in posizioni non piacevoli”
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Roma – Ha chiuso con un dritto incrociato, lasciando a zero il povero Ruud nell’ultimo game: Jannik Sinner allarga le braccia e sorride verso la tribuna d’onore, dove lo applaudono il presidente Sergio Mattarella e Adriano Panatta, che era l’ultimo e l’unico azzurro ad avere vinto gli Internazionali d’Italia, 50 anni fa. Il Foro Italico incorona il suo nuovo re. Due set, un doppio 6-4, un’ora e 45 minuti di gioco, una partita «tecnicamente non perfetta», è lui stesso ad ammetterlo per primo, ma comunque dominata dal numero 1 del mondo, che nei momenti decisivi si è affidato al servizio e ad alcune micidiali palle corte. Con questo successo, Jannik mette in bacheca tutti e 9 i Masters1000 in calendario: c’era riuscito solo (2 volte) Djokovic, ma Sua Maestà Novak non aveva appena 24 anni come Sinner. E’ il sesto trofeo e il successo consecutivo numero 34 nei Masters 1000 per l’azzurro, che giura di non essere interessato ai primati di questo sport ma intanto continua a batterli tutti. S…

Roma – Ha chiuso con un dritto incrociato, lasciando a zero il povero Ruud nell’ultimo game: Jannik Sinner allarga le braccia e sorride verso la tribuna d’onore, dove lo applaudono il presidente Sergio Mattarella e Adriano Panatta, che era l’ultimo e l’unico azzurro ad avere vinto gli Internazionali d’Italia, 50 anni fa. Il Foro Italico incorona il suo nuovo re. Due set, un doppio 6-4, un’ora e 45 minuti di gioco, una partita «tecnicamente non perfetta», è lui stesso ad ammetterlo per primo, ma comunque dominata dal numero 1 del mondo, che nei momenti decisivi si è affidato al servizio e ad alcune micidiali palle corte. Con questo successo, Jannik mette in bacheca tutti e 9 i Masters1000 in calendario: c’era riuscito solo (2 volte) Djokovic, ma Sua Maestà Novak non aveva appena 24 anni come Sinner. E’ il sesto trofeo e il successo consecutivo numero 34 nei Masters 1000 per l’azzurro, che giura di non essere interessato ai primati di questo sport ma intanto continua a batterli tutti. Sulla lente della telecamera a bordo campo scrive ”Grazie a tutti”, e aggiunge un cuoricino. “Olè olè, Sinner Sinner!”, canta in coro tutto il Centrale.

Jannik festeggia: “Orgoglioso di questo momento”

«E’ bello che mezzo secolo dopo un altro italiano sollevi questo trofeo, è un altro successo per il nostro movimento e sono orgoglioso di farne parte», il primo commento di Jannik, modesto come sempre. «Io e Casper oggi non abbiamo forse giocato un tennis perfetto. Però in questi 2 mesi incredibili ho cercato di sempre di fare il meglio: non tutti i giorni sono semplici, ma questo giorno è bellissimo». Nel primo set – con un parziale di 8 punti a 1 – Ruud aveva a sorpresa strappato il servizio a Sinner, portandosi sul 2-0. Dopo il controbreak, nel nono gioco Jannik – grazie a 2 smorzate – ha nuovamente sorpreso il norvegese e subito dopo ha chiuso la prima frazione. Nel secondo set ha conservato il break ottenuto subito in apertura. «Fisicamente è stata dura», confessa Jannik. «Ma è tutto l’anno che col mio staff (Umberto Ferrara, Andrea Cipolla, Alejandro Resnicoff) faccio un grande lavoro di preparazione, importante come quello dal punto di vista tecnico (con Simone Vagnozzi e Darren Cahill).

Il presidente Mattarella consegna il trofeo

«Bravo Jannik, e bravi tutti voi italiani: è incredibile il lavoro e i risultati che state ottenendo. Nel calcio le cose per voi vanno in maniera un po’ diversa”, ha scherzato Casper Ruud, un momento prima della premiazione di Sinner. Che ha ricevuto il trofeo dalle mani del presidente Mattarella, con cui ha scambiato qualche battuta, mentre Panatta si è congratulato con lui, dandogli anche un buffetto sul viso. Emozionatissimo, Jannik ha infilato un paio di “perle” nel suo discorso che hanno fatto sorridere tutti: “E’ un onore essere qui sul palco con Adriano e il Presidente. Sono sempre un po’ emozionato, quando c’è il signor Mattarella, riesco sempre a mettermi in posizioni non piacevoli. Dopo 50 anni, abbiamo riportato il trofeo a casa. Adriano, quando hai vinto forse neanche i miei genitori si erano messi insieme”. E poi, i ringraziamenti a Paolo Lorenzi, direttore degli Internazionali, e i complimenti a Bolelli e Vavassori per la vittoria nel doppio. “Sono state 2 settimane lunghe e con tanta tensione, ma bellissime. Grazie, ci rivediamo presto”. E il Centrale, di rimando: “Olè, Olè, Sinner, Sinner”.

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