Tre giorni «off». Niente tennis, né palestra, nemmeno una corsetta: niente. «Ho bisogno di riposare. E di passare un po’ di tempo con le persone che mi vogliono bene». La famiglia di Jannik: mamma Siglinde e papà Hanspeter, il fratello Mark, la fidanzata Laila Hasanovic. Completo relax, dopo quasi tre mesi — la sconfitta con Mensik a Doha è del 19 febbraio: dal giorno dopo, è cominciata un’altra storia — senza mai alzare il piede dall’acceleratore. «Devo staccare». Tre giorni. Senza impegni con gli sponsor, lontano dalla confusione. Montagna. «Io, mio fratello, i miei genitori: siamo persone semplici. Vengo da un paesino di duemila abitanti». Forse un po’ di golf, però guai a esagerare. Giovedì riaccende l’interruttore: sarà a Parigi, alle 2 del pomeriggio c’è il sorteggio. Ieri al via le qualificazioni: hanno passato il primo turno Pellegrino, Cinà e Cecchinato.
Tre giorni «off». Niente tennis, né palestra, nemmeno una corsetta: niente. «Ho bisogno di riposare. E di passare un po’ di tempo con le persone che mi vogliono bene». La famiglia di Jannik: mamma Siglinde e papà Hanspeter, il fratello Mark, la fidanzata Laila Hasanovic. Completo relax, dopo quasi tre mesi — la sconfitta con Mensik a Doha è del 19 febbraio: dal giorno dopo, è cominciata un’altra storia — senza mai alzare il piede dall’acceleratore. «Devo staccare». Tre giorni. Senza impegni con gli sponsor, lontano dalla confusione. Montagna. «Io, mio fratello, i miei genitori: siamo persone semplici. Vengo da un paesino di duemila abitanti». Forse un po’ di golf, però guai a esagerare. Giovedì riaccende l’interruttore: sarà a Parigi, alle 2 del pomeriggio c’è il sorteggio. Ieri al via le qualificazioni: hanno passato il primo turno Pellegrino, Cinà e Cecchinato.
Missione Roland Garros
Parte l’operazione Roland Garros. «Per me, l’appuntamento più importante dell’anno», dice il numero 1. La drammatica sconfitta in finale dell’anno passato brucia ancora sulla pelle. È l’ultimo torneo che manca alla sua straordinaria bacheca, dopo gli Slam di Melbourne (2024, 2025), New York (2024) e Wimbledon (2025) e dopo avere vinto tutti i nove Masters 1000, come solo Djokovic prima di lui. «Non abbiamo mai molto tempo per realizzare quello che stiamo facendo», ha risposto l’altra sera a chi gli chiedeva: sei felice? «La cosa più importante, adesso, è staccare la spina: perché se non riesci a farlo, poi è un attimo che perdi il filo…». Non può esserci solo il tennis, spiega. «Se i tornei fossero il solo motivo per essere felici, la mia vita rischierebbe di diventare un incubo. Bisogna conservare un po’ di tempo per noi stessi: gli affetti, gli amici. Una mezza giornata passata a giocare a golf, o a guidare un kart».
Dopo Parigi lunga pausa, poi direttamente Wimbledon
Ha le idee chiare sul calendario. «Dopo Parigi ci sarà uno stop lungo. Non farò tornei di preparazione sull’erba». Niente Halle, né ‘s-Hertogenbosch, o Queen’s. «Ci vedremo direttamente a Wimbledon». E dopo? «Penso andremo in Canada». A Montreal si gioca dai primi di agosto. Potrebbe vincere tutti i Masters 1000 del 2026, perché no? «Non credo di poter mantenere questo stato di forma per tutto l’anno. E comunque, preferisco pensare a un torneo per volta». Nel frattempo, a Roma ha guadagnato altri 350 punti nel ranking Atp: ora è a quota 14.700, a 2.740 lunghezze c’è sempre Carlos Alcaraz, che a Parigi dovrà lasciarne duemila, mentre Jannik ne difende 1300.
La crisi nel match con Medvedev
Secondo Simone Vagnozzi, la crisi nel match con Medvedev era legata a un errore di strategia nel secondo set, che lo ha costretto a stancarsi ancora di più: «Ma è stato bravo a ritrovare la calma, la tattica giusta e le forze». Calma, e riposo. «Voglio migliorare ogni giorno, per raggiungere il massimo potenziale. Però devo anche riposare. Perché a tennis giocano bene tutti, ma la cosa più importante è il corpo». E allora, Jannik: tre giorni off. Se li è meritati.