Sinner, Antonelli e Bezzecchi, amici e campioni: un’altra nazionale schiera il tridente
di Maurizio CrosettiMolto più che giovani o giovanissimi: contemporanei. Kimi, Bez e Jannik potrebbero tranquillamente essere dei manga se ne avessero l’età (quella ormai è roba da boomer, al limite da Gen X). Si trovano immersi in un tempo senza tempo dove tutto scorre all’istante nel flusso, i collegamenti, le amicizie, gli amori, i disamori, le notizie, i messaggi, i post. Tutto è adesso, anzi prima. Tutto è Durante, provincia di Ovunque.
I messaggi da una parte all’altra del mondo
Tra motori, pistoni e racchette salta ogni divisione tra discipline sportive. Antonelli, Bezzecchi e Sinner fanno ormai parte di una specie di Nazionale parallela, nella quale il tennista si muove da capitano stabilendo contatti e messaggiando gli altri, Brignone compresa. Se Kimi trionfa a Suzuka e Bez vince in Texas, niente di più facile che Jannik chiuda il cerchio a Miami, scrivendo sulla telecamera i nomi degli altri due: stanno tutti nella stessa stanza, osservando lo stesso cielo. Prodigio tecnologico, dunque em…
Molto più che giovani o giovanissimi: contemporanei. Kimi, Bez e Jannik potrebbero tranquillamente essere dei manga se ne avessero l’età (quella ormai è roba da boomer, al limite da Gen X). Si trovano immersi in un tempo senza tempo dove tutto scorre all’istante nel flusso, i collegamenti, le amicizie, gli amori, i disamori, le notizie, i messaggi, i post. Tutto è adesso, anzi prima. Tutto è Durante, provincia di Ovunque.
I messaggi da una parte all’altra del mondo
Tra motori, pistoni e racchette salta ogni divisione tra discipline sportive. Antonelli, Bezzecchi e Sinner fanno ormai parte di una specie di Nazionale parallela, nella quale il tennista si muove da capitano stabilendo contatti e messaggiando gli altri, Brignone compresa. Se Kimi trionfa a Suzuka e Bez vince in Texas, niente di più facile che Jannik chiuda il cerchio a Miami, scrivendo sulla telecamera i nomi degli altri due: stanno tutti nella stessa stanza, osservando lo stesso cielo. Prodigio tecnologico, dunque emotivo: è l’intelligenza artificiale a mostrarci come quella corporea sia un incastro del medesimo puzzle, generando spaventose percezioni anche illusorie. Però è reale il contatto tra mondi in apparenza irraggiungibili. Chissà se Baggio e Tomba, coetanei, ai tempi loro si telefonavano prima di una gara. Allora non si poteva mica chiedere l’amicizia sul web, valeva solo quella di persona, quante barriere, quanta distanza. Oggi è tutto un attimo e gli anni luce diventano millimetri. La realtà scavalca ogni intenzione perché accelera più di Antonelli sul rettilineo. Lo sport amplifica sempre la società perché si alimentano a vicenda, o comunque la riflette. Tra Kimi e Bez passano 8 anni come in un lampo, ma a che età oggi si è giovani? E quanto dura l’incanto? I confini li stabilisce la biologia o la psicologia? I “bambini infiniti”, meravigliosa definizione creata da Emanuela Audisio, per quanto lo rimangono? E lo sport li renderà più maturi o solo più svelti?
Una condivisione senza gelosie
La grande bolla digitale dei nostri fuoriclasse smanettoni (si dice “digitale” perché si usano le dita per avvicinare universi: lo faceva già Gutenberg nel Quattrocento, a Magonza) è condivisione senza gelosie: nell’Olimpo c’è posto per tutti, anche se essere dèi aiuta. Il campione preistorico vinceva e poi salutava la mamma, il mito postmoderno connette la tastiera con l’altro emisfero e strizza l’occhio in favore di obiettivo. Le passioni si mettono in comune come una tovaglia a quadretti rossi, e magari poi si apparecchia una gara di go kart da immaginare insieme, oppure l’elettrizzante “hot lap” che Kimi ha regalato a Jannik. Se mi fai amico ti porto sulla Luna con una sgommata.
L’eccellenza che non sfiora il calcio
Forse non abbiamo mai avuto un simile momento di pienezza sportiva, totalmente diffusa, ed è anche per questo se la nuova marginalità del calcio spicca tanto. Stasera la Nazionale si gioca l’ennesimo Mondiale, non per vincerlo ma per andarci, con più paura addosso che amore, e nel frattempo l’Italia ha forse il miglior tennista al mondo, forse il miglior pilota d’auto, forse il miglior centauro. Jannik, Kimi e Bez stanno dentro la bolla. Quella dei calciatori può scoppiare, perché è una bolla di sapone.