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Mondiali, il matematico del Marocco, l’amico di Yildiz, il killer dell’Italia: 10 giovani da seguire

Il brasiliano Rayan, 19 anni (afp)

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Tanti teenager, alcuni già affermati, alcuni da scoprire: Rayan può stupire nel Brasile, Mora ricorda Iniesta, Manzambi sembra Pogba, Diomande vale già 50 milioni
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EAST RUTHERFORD – Ci saranno giovani già stelle, come Lamine Yamal, campione d'Europa in carica, oppure Doué, già due Champions nella sua breve vita. O come Cubarsì, ormai un veterano della difesa del Barcellona, o il già celebrato Endrick. E ce ne saranno diversi, ancora non di diffusa popolarità, che stelle promettono di diventarlo, anche se poi non tutti lo manterranno. Vediamo chi sono i dieci ragazzi da scoprire che la Coppa del mondo americana metterà in vetrina. Notare come la Bundesliga sia quella che ne propone di più.

1. Rayan (Brasile, Bournemouth, 19 anni)

Il Brasile aspettava Estevão quasi come un messia, ma l'ala del Chelsea si è infortunata e addio Mondiale. Non c'erano dubbi che Ancelotti avrebbe puntato su Endrick, di proprietà del Real e reduce da un'ottima stagione in prestito al Lione, ma Carletto ha anche sfoderato la sorpresa Rayan, il più inatteso dei convocati. Rayan Vitor Simplício Rocha, figlio di ex difensore del Vasco da Gama dove lui stesso ha giocato fin …

EAST RUTHERFORD – Ci saranno giovani già stelle, come Lamine Yamal, campione d'Europa in carica, oppure Doué, già due Champions nella sua breve vita. O come Cubarsì, ormai un veterano della difesa del Barcellona, o il già celebrato Endrick. E ce ne saranno diversi, ancora non di diffusa popolarità, che stelle promettono di diventarlo, anche se poi non tutti lo manterranno. Vediamo chi sono i dieci ragazzi da scoprire che la Coppa del mondo americana metterà in vetrina. Notare come la Bundesliga sia quella che ne propone di più.

1. Rayan (Brasile, Bournemouth, 19 anni)

Il Brasile aspettava Estevão quasi come un messia, ma l'ala del Chelsea si è infortunata e addio Mondiale. Non c'erano dubbi che Ancelotti avrebbe puntato su Endrick, di proprietà del Real e reduce da un'ottima stagione in prestito al Lione, ma Carletto ha anche sfoderato la sorpresa Rayan, il più inatteso dei convocati. Rayan Vitor Simplício Rocha, figlio di ex difensore del Vasco da Gama dove lui stesso ha giocato fin da quando aveva sei anni, è sbarcato a gennaio in Premier, al Bournemouth, per 30 milioni di sterline nell'indifferenza generale (ma il prezzo avrebbe dovuto suggerire qualcosa) e in cinque mesi l'ha stregata con gol e assist. È mancino, può fare sia l'ala destra sia il centravanti, in certe movenze ricorda Adriano, è il tipico talento della nuova generazione, che vive di scatti e strappi, ripetendo giocate difficili a ritmi altissimi. Parte riserva, poi chissà.

2. Ayyoub Bouaddi (Marocco, Lille, 18 anni)

Dopo lunga riflessione, e una carriera spesa nelle nazionali giovanili francesi, a metà maggio ha scelto di rappresentare il Marocco, di cui la sua famiglia è originaria, aumentando sensibilmente le quotazioni della nazionale africana: Bouaddi è un centrocampista che sa far tutto, ha potenza, visione, tocco e fosforo, tant'è che a Lille lo hanno soprannominato Einstein, anche perché a 16 anni si è diplomato in matematica con il massimo dei voti (e l'anno prima aveva vinto un concorso di eloquenza davanti a Brigitte Macron). Da due anni è un punto fermo del Lille, non una squadretta qualsiasi.

Ayyoub Bouaddi 

3. Gilberto Mora (Messico, Tijuana, 17 anni)

Il Messico ha diversi giovani interessanti, il più giovane e interessante è questo ragazzino minorenne dalla tecnica raffinata sia nel dribbling sia nell'assist. Ora si muove sulla trequarti, con funzioni meramente creative, ma in prospettiva può diventare un centrocampista a tutto tondo, alla Iniesta. Nel Messico ha esordito a 16 anni e già dall'estate scorsa i grandi club europei (Real e City specialmente) gli hanno messo gli occhi addosso, tant'è che la sua valutazione è schizzata a 25 milioni. Ma lui ha appena rinnovato con il Tijuana (il club dove anche suo padre ha giocato e dove adesso allena nelle giovanili) decidendo di completare la maturazione in Messico. È assistito da Rafaela Pimenta, l'erede di Raiola.

4. Diomande (Costa d'Avorio, Lipsia, 19 anni)

In Germania ha vinto il premio come migliore giovane della Bundesliga, dopo una stagione a Lipsia letteralmente folgorante. Del resto alla Red Bull sono abituati a scoperte di questo genere, perciò non hanno esitato a investire 20 milioni su questo ragazzo cresciuto calcisticamente negli Stati Uniti e portato in Europa dal Leganés. Micidiale nel dribbling e nel tiro a rete, ha chiuso l'annata con 12 gol in 33 partite. È nel mirino del Psg e di mezza Premier, vale una cinquantina di milioni.

Yan Diomande in azione contro la Francia (reuters)

5. Kerim Alajbegovic (Bosnia, Salisburgo, 18 anni)

Anche lui è una scoperta Red Bull, benché sia partito dal club meno prestigioso, il Salisburgo. Per gli italiani non è un nome nuovissimo, purtroppo: lo abbiamo scoperto nei play-off per arrivare qui, dove lui è stato decisivo sia in Galles sia nella tragica notte di Zenica. Difatti la serie A, con la Roma in prima fila, si è messa in fila per provare a prenderlo: è Pjanić che sta mediando per il suo trasferimento. Ala sinistra di grande praticità e, lo abbiamo visto nei rigori tirati a Cardiff, di micidiale freddezza, considerata l'età. Vedendolo, rovisteremo tra i rimpianti.

Kerim Alajbegovic (reuters)

6. Nico Paz (Argentina, Como, 21 anni)

Ecco un altro che conosciamo a menadito, fortunatamente per ragioni diverse rispetto ad Alajbegovic, ma che il mondo deve ancora scoprire. Se un po' di anticamera gli tocca farla è perché nell'Argentina è sostanzialmente la controfigura di Messi, quindi per lui c'è più futuro che presente. Ma Scaloni è convinto che già in America lascerà il segno. Poi vedremo se Mourinho se lo porterà al Real o se ci permetterà di godercelo in serie A ancora un poco.

Nico Paz 

7. Johann Manzambi (Svizzera, Friburgo, 20 anni)

Sulla schiena porta il numero 9, ma solo perché era l'unico libero. In realtà, anche se per le Nati ha già segnato tre gol, è un centrocampista box-to-box che dice di ispirarsi a Pogba, anche se fisicamente è più minuto. Corsa, percussioni e inserimenti sono il suo forte e li ha mostrati anche in Germania, dove ha contribuito all'eccellente stagione del Friburgo, che lo ha preso giovanissimo. Ginevrino di nascita, i genitori provengono da Angola e Congo.

Johan Manzambi 

8. Can Uzun (Turchia, Eintracht, 20 anni)

Le due stelle giovani della Turchia, Arda Güler e Yildiz, sono già da un pezzo sulla bocca di tutti. Uzun ha invece fatto un giro più lungo, si è rivelato due anni fa con il Norimberga in seconda divisione e in questa stagione si è definitivamente affermato con la maglia dell'Eintracht, segnando anche due gol in Champions. Attaccante senza fissa dimora, per certi versi ricorda Dybala. È amico fraterno di Yildiz fin dall'infanzia: sono entrambi nati e cresciuti a Ratisbona e hanno cominciato assieme nel SSV Jahn Regensburg.

Can Uzun (reuters)

9. Luka Vuskovic (Croazia, Amburgo, 19 anni)

In Qatar la Croazia fece conoscere al mondo il giovanissimo Gvardiol, miglior difensore di quella Coppa: adesso può riprovarci con Vuskovic, centrale monumentale (193 centimetri), tecnico, veloce. Il suo cartellino appartiene al Tottenham, che nel 2023 lo prese dall'Hajduk per 12 milioni, ma con gli Spurs non ha mai giocato, maturando in prestito tra Polonia (Radomiak), Belgio (Westerlo) e Germania (Amburgo), dove si è rivelato pienamente, tant'è che oggi vale 60 milioni e potrebbe finire al Bayern. È l'ennesimo figlio d'arte, come Rayan, Mora, Diomande e Paz, ma lui è anche nipote e bisnipote: suo padre, suo nonno e suo bisnonno hanno giocato nell'Hajduk.

Luka Vuskovic in azione contro il Belgio 

10. Ibrahim Maza (Algeria, Bayer Leverkusen, 20 anni)

Già ribattezzato Mazadona, anche se di piede destro, ha già fatto parlare di sé per le sue spiccate doti tecniche da trequartista ma anche per la prima dichiarazione forte di un giocatore a questa Coppa del Mondo: "Batteremo Messi". Maza è nato a Berlino da padre algerino e madre vietnamita e dopo aver vestito la maglia della Germania nelle selezioni giovanili, ha scelto di rappresentare la nazionale delle sue origini paterne. Cresciuto nell'Hertha, a Leverkusen ha fatto il salto di qualità nell'ultima stagione.

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