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La Bosnia lotta e si chiude, il Canada non riesce a sfondare: finisce 1-1

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I padroni di casa hanno provato fino alla fine ma non sono riusciti ad abbattere il muro di Vasilj e compagni
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New York - In campo a Toronto non c’era l’Italia, ma la Bosnia per ottanta minuti ha mostrato al mondo una edizione aggiornata della vecchia Azzurra fatta di 4-4-2 ordinato, umile, pieno di sacrificio e fondato sul muro difensivo. “Hanno retto al pressing canadese, giocando con grinta e cuore”, ha sintetizzato in inglese su Fox Sports un uomo alto in giacca rossa, di cui i tifosi del Milan vorrebbero notizie: Zlatan Ibrahimovic.

La partita

La sua sintesi, però, è parsa condivisibile. Il pareggio (1-1) firmato dai canadesi al 78’ con un esterno destro di Cyle Larin ha riscritto il senso della partita dei rimpianti italiani, una gara apparsa modesta dal punto di vista tecnico, ma non così diversa dal livello di calcio prodotto da noi negli ultimi tempi, per cui c’è poco da fare gli snob. La Bosnia - che ha eliminato gli azzurri agli spareggi - era passata al 21’ con un colpo di testa di Jovo Lukic, centravanti del club rumeno del Cluj, bravo ad approfittare di un errore in uscita del po…

New York - In campo a Toronto non c’era l’Italia, ma la Bosnia per ottanta minuti ha mostrato al mondo una edizione aggiornata della vecchia Azzurra fatta di 4-4-2 ordinato, umile, pieno di sacrificio e fondato sul muro difensivo. “Hanno retto al pressing canadese, giocando con grinta e cuore”, ha sintetizzato in inglese su Fox Sports un uomo alto in giacca rossa, di cui i tifosi del Milan vorrebbero notizie: Zlatan Ibrahimovic.

La partita

La sua sintesi, però, è parsa condivisibile. Il pareggio (1-1) firmato dai canadesi al 78’ con un esterno destro di Cyle Larin ha riscritto il senso della partita dei rimpianti italiani, una gara apparsa modesta dal punto di vista tecnico, ma non così diversa dal livello di calcio prodotto da noi negli ultimi tempi, per cui c’è poco da fare gli snob. La Bosnia - che ha eliminato gli azzurri agli spareggi - era passata al 21’ con un colpo di testa di Jovo Lukic, centravanti del club rumeno del Cluj, bravo ad approfittare di un errore in uscita del portiere canadese Nikola Vasilj. Da quel momento il modulo prudente della Bosnia si è esaltato davanti agli attacchi veloci ma confusi dei rossi, a cui era sempre mancato il dettaglio del controllo decisivo in area. Il primo tempo è scivolato via così, con il controllo del possesso palla da parte del Canada, vicino al gol con David e Oluwaseyi, ma senza mai dare l’impressione che il pareggio sarebbe arrivato. Nella ripresa la pressione dei padroni di casa, spinti dalla marea rossa dei tifosi canadesi, ha prodotto un salvataggio disperato dell’atalantino Kolasinac, che ha deviato sulla traversa della propria porta una conclusione a colpo sicuro di Laryea. Poco prima il Canada aveva chiesto un rigore per una pericolosa uscita con i pugni del portiere bosniaco, che aveva steso Oluwaseyi. L’arbitro non ha considerato il contatto da rigore, ma non sono seguite scene isteriche in campo. Il Canada ha accelerato le giocate negli ultimi trenta metri, andando al raddoppio sulla fascia sinistra, il lato debole degli avversari, mentre i bosniaci hanno puntato sul vecchio contropiede.

(afp)

Il gol del pareggio è stato un lampo, e anche il gesto tecnico migliore della partita, ha rianimato i canadesi e fatto sperare in un finale diverso. La sensazione è che nell’affollamento in area bosniaca potesse arrivare il 2-1. Il Canada ha provato due conclusioni ravvicinate, ma i tentativi sono rimbalzati sul muro umano bosniaco.

Nessuna concessione alle emozioni, del resto il ct della Bosnia, Sergej Barbarez, ex giocatore di Bundesliga, era un giocatore professionista di poker prima di accettare l'incarico. E questo non è solo un dettaglio biografico, ma una metafora: i pokeristi gestiscono l’incertezza senza farsi travolgere dall’emozione. La Bosnia ha conservato così il pareggio, risultato che per loro ha un sapore dolce: uno con l’Austria li ha portati allo spareggio, un altro con noi ai rigori decisivi per la qualificazione al Mondiale. Uscire imbattuti alla prima uscita, e alla seconda partecipazione, contro una nazionale al debutto assoluto in casa, vale come una vittoria.

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