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Il giorno dei rimpianti, Canada-Bosnia per l’Italia è un colpo al cuore

Edin Dzeko e Kerim Alajbegovic (reuters)

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Alle 21 la sfida che aprirà il gruppo B dei Mondiali. Avremmo dovuto esserci noi e invece ci sono Dzeko e i suoi fratellini
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EAST RUTHERFORD – A Toronto saranno le tre del pomeriggio, in Italia le 21, l'ora perfetta della prima serata, dello stravaccamento in poltrona, della fantozziana frittatona di cipolle con tutto l’adeguato contorno: per Canada-Bosnia. Niente di tutto questo, chi starà davanti alla tv sarà per farsi del male nello sciropparsi la partita in cui avremmo dovuto esserci noi e invece ci sono Dzeko e i suoi fratellini.

L’Italia e i rimpianti per un girone facile

Sarebbe stato un girone accessibile, con la più debole delle teste di serie (il Canada, appunto), il friabilissimo Qatar e la solida Svizzera che, bisogna ammetterlo, oggi come oggi è meglio di noi. Il secondo posto nel gruppo sarebbe stato alla portata, nella peggiore delle ipotesi non sar…

EAST RUTHERFORD – A Toronto saranno le tre del pomeriggio, in Italia le 21, l'ora perfetta della prima serata, dello stravaccamento in poltrona, della fantozziana frittatona di cipolle con tutto l’adeguato contorno: per Canada-Bosnia. Niente di tutto questo, chi starà davanti alla tv sarà per farsi del male nello sciropparsi la partita in cui avremmo dovuto esserci noi e invece ci sono Dzeko e i suoi fratellini.

L’Italia e i rimpianti per un girone facile

Sarebbe stato un girone accessibile, con la più debole delle teste di serie (il Canada, appunto), il friabilissimo Qatar e la solida Svizzera che, bisogna ammetterlo, oggi come oggi è meglio di noi. Il secondo posto nel gruppo sarebbe stato alla portata, nella peggiore delle ipotesi non sarebbe stato impossibile mettere insieme i punti (dovrebbero bastarne tre) per essere ripescati tra le otto migliori terze, ma è meglio troncare questi discorsi inutili, dispiacersi della delusione delle quasi cinquecentomila persone di origine italiana che vivono nell'area di Toronto e prendere atto della rivelazione di Ismaël Koné, il centrocampista del Sassuolo: “Con tutto il rispetto”, ha detto a Repubblica, “quando è passata la Bosnia eravamo tutti contenti. L'Italia era più forte, ha più esperienza, ha giocatori di livello mondiale come Donnarumma, Tonali, Bastoni, Dimarco, Barella. E poi Toronto è piena di italiani, sarebbe stato come giocare in casa vostra”. Prendiamolo come un complimento.

Il ct della Bosnia Sergej Barbarez (reuters)

Barbarez: “Mi piacciono le storie alla Davide e Golia”

La Bosnia, in effetti, non ha molte prospettive in questa Coppa del Mondo, dove porta i quarant'anni suonati di Dzeko (è il quinto calciatore più anziano del torneo) e i diciotto freschi di Alajbegovic, l'ottavo più giovane: attorno a loro non c'è molto altro: i rimorsi azzurri non saranno mai abbastanza. “Mi piacciono le storie alla Davide e Golia”, ha detto alla vigilia il ct bosniaco Barbarez, ammiccando sia ai play-off passati sia al Mondiale che sta arrivando.

Il nervosismo del Canada

Ha il vantaggio di giocare senza pressioni, al contrario del Canada che per la prima volta è al centro dell'attenzione di una nazione che ha sempre considerato il calcio uno sport dilettantistico. Ma adesso l'interesse si è acceso, anche se in fondo ai canadesi basterebbe l'obiettivo minimo: conquistare il primo punto in una Coppa del Mondo dopo le sei sconfitte collezionate tra il 1986 e il 2022. “Vincere una partita sarebbe un sogno”, ammette Koné, ma in effetti il Canada può ambire a passare il turno, anche se ultimamente sembra essere schiacciato dal nervosismo: nelle ultime partite i canadesi si sono presi troppi cartellini rossi, dimostrando una certa inquietudine.

Jonathan David 

Davies (Bayern) di nuovo ko

Il ct è l'americano Marsch, scuola Red Bull, dunque seguace di un calcio verticale di ritmo e pressione. Il problema è che l'unico fuoriclasse della squadra, Alphonso Davies, salterà l'esordio per via dell'ennesimo infortunio muscolare delle sue ultime disgraziate, dal punto di vista fisico, stagioni. Davies nel Bayern fa il terzino sinistro, ma nel Canada ha sempre giocato a tutto campo, quasi come un numero 10 con totale libertà di movimento, essendo tecnicamente il più bravo di tutti. Le speranze canadesi sono così affidate a David, che promette di essere quello che non è stato alla Juve: per i tifosi bianconeri, un motivo ulteriore opportunità per rodersi il fegato.

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