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Il Brasile è in ansia: per Ancelotti è la vera minaccia del suo Mondiale

Carlo Ancelotti (reuters)

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Il ct criticato dopo l’1-1 con il Marocco. Danilo: “Ci ha detto di rimanere sereni”. Anche Montella nella Turchia è sotto accusa
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Baskin Ridge – La parola chiave è ansiedade e si è abbattuta sul Brasile (la nazionale prima, la nazione poi) con la forza di uno di quei fortunali che da queste parti illividiscono d’improvviso il cielo riversando secchiate d’acqua sul caldo placido e bollente che c’era fino a un attimo prima. Ansiedade, cioè il nemico che sembrava debellato con la pura e semplice chiamata del saggio Ancelotti, il monumento vivente all’imperturbabilità. Invece neanche lui se ne è scoperto immune e il debutto brasileiro alla Coppa del Mondo è stato un mezzo fiasco (solo mezzo perché il Marocco è forte davvero), così Carletto è precipitato in fretta dall’altare del santuario che gli avevano eretto attorno alla polvere delle prime critiche incassate da quando è ct del Brasile: per il quotidiano sportivo Lance!, ad esempio, il peggiore in campo è stato lui, evidentemente colpevole di aver messo i peggiori, dal bolso Casemiro al centravanti fantasma Igor Thiago, dallo stopper Ibañez sulla fascia a Raphin…

Baskin Ridge – La parola chiave è ansiedade e si è abbattuta sul Brasile (la nazionale prima, la nazione poi) con la forza di uno di quei fortunali che da queste parti illividiscono d’improvviso il cielo riversando secchiate d’acqua sul caldo placido e bollente che c’era fino a un attimo prima. Ansiedade, cioè il nemico che sembrava debellato con la pura e semplice chiamata del saggio Ancelotti, il monumento vivente all’imperturbabilità. Invece neanche lui se ne è scoperto immune e il debutto brasileiro alla Coppa del Mondo è stato un mezzo fiasco (solo mezzo perché il Marocco è forte davvero), così Carletto è precipitato in fretta dall’altare del santuario che gli avevano eretto attorno alla polvere delle prime critiche incassate da quando è ct del Brasile: per il quotidiano sportivo Lance!, ad esempio, il peggiore in campo è stato lui, evidentemente colpevole di aver messo i peggiori, dal bolso Casemiro al centravanti fantasma Igor Thiago, dallo stopper Ibañez sulla fascia a Raphinha come numero 10 invece che all’ala.

La perplessità di Danilo

Chissà se è una critica anche quella che ci ha consegnato l’ex juventino Danilo: «Nel primo tempo abbiamo sbagliato tanto caratterialmente e tatticamente». Era sbagliata la tattica o hanno sbagliato i giocatori ad applicarla? Forse più la prima della seconda, anche perché con i cambi dell’intervallo (tra cui proprio Danilo, inizialmente in panchina) e un paio di ritocchi (ad esempio, l’inversione delle posizioni di Raphinha e Paquetá), il Brasile ha smesso di trovarsi in una posizione di indicibile inferiorità rispetto al Marocco.

Esordio complicato anche per Montella

I ct italiani non hanno cominciato bene, ahinoi, visto che la Turchia di Montella ha esordito con una sconfitta (2-0) contro l’Australia. «Abbiamo avuto il 78 per cento di possesso palla e fatto 30 tiri in porta. Quando si è sfortunati, finisce così», si è giustificato Vincenzo parlando della sconfitta maturata in contropiede, ma naturalmente il primo a finire nel mirino della critica è stato lui, bacchettato per aver messo Arda Güler in posizione troppo defilata e per aver inserito Yildiz, che però di salute non sta messo benissimo, solamente all’inizio del secondo tempo. Giovedì toccherà a Cannavaro, ma si potrà fargliene una colpa se l’Uzbekistan perderà con la Colombia?

Ancelotti ancora non ha la formazione base

Da quando allena il Brasile, Ancelotti ha cambiato tredici volte su tredici la squadra e questo non piace ai brasiliani, abituati a cantilenare formazioni a memoria come fossero rosari. Ma cosa ne può Carletto se il capitale umano a disposizione non è di primissimo livello e se è stato costretto a rastrellare giocatori nel campionato arabo e in quello russo, nel Brentford e nel Botafogo? Il problema imprevedibile è però l’ansiedade, del tutto inattesa visto che il primo lavoro del ct avrebbe dovuto essere la normalizzazione delle pressioni. E invece i brasiliani le hanno patite proprio tutte. «Mi sa di sì», rifletteva Danilo. «Ci siamo lasciati prendere dal nervosismo, dall’ansia. Ma ci sta, abbiamo in squadra tanta gente giovane. Hanno cominciato con impeto, devono calmarsi».

Endrick e Rayan sono rimasti in panchina

Ma in realtà i giovani, Endrick e Rayan, sono rimasti in panchina, mentre in campo c’erano diversi ultratrentenni (Casemiro, Danilo, Alisson, Douglas Santos, Fabinho) e l’unico sotto i 25, ma di pochissimo (li farà il 26 del mese), era Igor Thiago. «Nel primo tempo siamo stati fortunati», ha aggiunto Danilo, «perché avremmo potuto essere sotto, invece la partita ci ha dato una seconda possibilità e nella ripresa ci siamo messi meglio in campo. Alla fine, Ancelotti ci ha detto di restare sereni e di fare le giuste valutazioni». Carletto, infatti, ha subito trovato lo slogan contro l’ansiedade: «Non si vince il Mondiale alla prima partita». Però si può perderlo alla seconda, se anche Haiti si metterà a fare paura.

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