Una lavagna enorme per inviare messaggi in codice ai propri calciatori. Si amplia il mito del ct del Giappone, Hajime Moriyasu, personaggio sui generis ma anche grande allenatore, osservando i risultati della nazionale del Sol levante. L’ultima novità è arrivata in occasione del match d’esordio al Mondiale 2026, un modo per comunicare con i propri calciatori. Niente urla né pizzini né portavoce: bensì una enorme lavagna con scritti sopra dei numeri di volta in volta diversi: indicazioni per i propri calciatori, un codice segreto creato per dare indicazioni senza che il rumore dello stadio potesse inquinare il messaggio. Il 2-2 contro la forte Olanda non è stato merito solo di questo stratagemma, ma la curiosità nei confronti di questo nuovo mezzo di comunicazione è stata grande.
Il codice segreto dei calciatori giapponesi
Che il Giappone abbia una forte struttura tattica è ormai assodato. Per sopperire a una qualità n…
Una lavagna enorme per inviare messaggi in codice ai propri calciatori. Si amplia il mito del ct del Giappone, Hajime Moriyasu, personaggio sui generis ma anche grande allenatore, osservando i risultati della nazionale del Sol levante. L’ultima novità è arrivata in occasione del match d’esordio al Mondiale 2026, un modo per comunicare con i propri calciatori. Niente urla né pizzini né portavoce: bensì una enorme lavagna con scritti sopra dei numeri di volta in volta diversi: indicazioni per i propri calciatori, un codice segreto creato per dare indicazioni senza che il rumore dello stadio potesse inquinare il messaggio. Il 2-2 contro la forte Olanda non è stato merito solo di questo stratagemma, ma la curiosità nei confronti di questo nuovo mezzo di comunicazione è stata grande.
Il codice segreto dei calciatori giapponesi
Che il Giappone abbia una forte struttura tattica è ormai assodato. Per sopperire a una qualità non sempre elevatissima, con il passare del tempo i ct hanno affinato la struttura tattica e la strategia. Una disciplina che ha consentito a Moriyasu di architettare questo stratagemma comunicativo, che permette di cambiare assetto, di dare indicazioni ai propri calciatori ma anche di indicare il tempo rimanente e i minuti di recupero. Non c’è da stupirsi, Hajime Moriyasu, 57enne da 8 anni sulla panchina del Giappone, è un vero e proprio mito per il calcio orientale. È uno dei tecnici più longevi tra le formazioni partecipanti al Mondiale, tre volte campione nel suo Paese con l’Hiroshima, i suoi metodi sono particolari ma efficaci. Se il Giappone non sarà solo una curiosità ma una squadra in corsa per passare il turno, molto lo dovrà anche a Moriyasu e ai suoi cartelloni.