East Rutheford – Avercene, di questi problemi. Il casse-tête di Deschamps è trovare il modo di mettere assieme quattro attaccanti uno più forte dell’altro, avendone per altro altri cinque pronti a subentrare nel caso in cui qualcuno avesse da eccepire sulla posizione o sull’inevitabile necessità di fare anche delle corsette all’indietro (l’unico ad esserne esentato è Mbappé). Problemoni, no? Il celebre Dédé, che si appresta all’ultimo dei suoi quattro Mondiali, ha tutto per essere l’invidia di ogni collega, anche se magari nel silenzio di sé stesso nutre la preoccupazione che, con tutto quel bendidio, c’è solo il rischio di rovinare qualcosa. Però, accidenti, chi non vorrebbe allenare Dembélé, Olise, Mbappé, Doué (i quattro titolari), Cherki, Akliouche, Thuram, Mateta e Barcola (le cinque riserve)?
Altro che difensivismo
Per la sua ultima danza, Deschamps ha deciso di mandare a stendere le accuse di difensivismo che gli sono state mosse negli anni, come se fosse una colpa vincere un M…
East Rutheford – Avercene, di questi problemi. Il casse-tête di Deschamps è trovare il modo di mettere assieme quattro attaccanti uno più forte dell’altro, avendone per altro altri cinque pronti a subentrare nel caso in cui qualcuno avesse da eccepire sulla posizione o sull’inevitabile necessità di fare anche delle corsette all’indietro (l’unico ad esserne esentato è Mbappé). Problemoni, no? Il celebre Dédé, che si appresta all’ultimo dei suoi quattro Mondiali, ha tutto per essere l’invidia di ogni collega, anche se magari nel silenzio di sé stesso nutre la preoccupazione che, con tutto quel bendidio, c’è solo il rischio di rovinare qualcosa. Però, accidenti, chi non vorrebbe allenare Dembélé, Olise, Mbappé, Doué (i quattro titolari), Cherki, Akliouche, Thuram, Mateta e Barcola (le cinque riserve)?
Altro che difensivismo
Per la sua ultima danza, Deschamps ha deciso di mandare a stendere le accuse di difensivismo che gli sono state mosse negli anni, come se fosse una colpa vincere un Mondiale con l’intuizione di togliere un’ala (Dembélé) e aggiungere un mediano (Matuidi), ma d’altronde cos’altro poteva fare, se non rovesciare sul tavolo tutto l’enorme potenziale offensivo che c’è, specie adesso che a centrocampo la materia prima scarseggia e dunque ha una logica spostare il baricentro in avanti, anche se tutta questa abbondanza di fenomeni non fa, secondo Deschamps, della Francia la favorita: «L’unica grande favorita è la Spagna», che però nel momento della pronuncia di queste parole non si era ancora incagliata in Capo Verde.
Ma Mbappé rischia di diventare un problema
A guardare il cappello, Dédé di problemi ne ha e tutto gira attorno a Mbappé, che muove gli altri non intendendo muovere sé stesso. La sua inclinazione è cambiata: una volta voleva stare soltanto a sinistra, da dove gli sembrava venisse più facile seminare avversari e puntare la porta. Il primo allenatore che provò a spostarlo al centro fu Galtier al Psg e lui la visse malissimo, poi arrivò Luis Enrique, seminò l’idea che Kylian fosse prescindibile, ne caldeggiò l’addio e liberò Dembélé dalla sua prigione sulla destra, facendone un Mbappé al servizio del collettivo e pure un Pallone d’Oro. A Madrid sulla sinistra c’era Vinicius e dopo qualche iniziale resistenza Mbappé ha dovuto accettare di spostarsi e dev’essergli piaciuto, perché ha deciso di fare il centravanti anche in nazionale seppur a modo suo, cioè dialogando poco con i compagni perché non ha il senso del gioco.
La spavalderia del ct del Senegal
Lui non può cambiare, non sa farlo, forse non vuole, e così Deschamps ha cambiato gli altri: Dembélé torna a destra (in prigione?), Doué slitta a sinistra (ma è il più adattabile) e Olise farà il 10, anche se nel Bayern si è imposto ondeggiando sulla fascia con un’efficace eleganza che lo ha già portato alle soglie del Pallone d’Oro. Tutti per Mbappé e Mbappé per sé, la formula è questa: può essere esplosiva, in tutti i sensi. Intanto occhio al debutto contro il Senegal, avversario scomodo nel girone più difficile, che comprende anche Norvegia e Iraq. «Non sarebbe una sorpresa se battessimo la Francia», minaccia Pape Thiaw, ct senegalese. Si comincia.