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L’ora di Cannavaro, la prima volta dell’Uzbekistan: “Non abbiamo nulla da perdere”

Fabio Cannavaro in conferenza stampa (afp)

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Il campione del mondo 2006 debutta al Mondiale da allenatore sfidando la Colombia
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Sono passati vent’anni. Sembra una vita. Nel 2006 Fabio Cannavaro alzava la Coppa del Mondo a Berlino. Nella notte tra mercoledì e giovedì esordirà di nuovo, stavolta da cittì dell’Uzbekistan, che sfiderà la Colombia. Siamo nel gruppo K, quello del Portogallo di Cristiano Ronaldo e della Repubblica democratica del Congo. Cannavaro è l’ultimo italiano ad esordire al Mondiale. Ci arriva senza pressioni, “non abbiamo nulla da perdere”, ha ripetuto più volte. L’Uzbekistan è una squadra lontana dai riflettori, spuntata sulle prime pagine perché sbarcati negli Stati Uniti giocatori e staff tecnico sono stati perquisiti in modo approfondito: metal detector, cani poliziotto, al setaccio zaini e attrezzatura.

Mondiali in Usa, Fabio Cannavaro e il suo Uzbekistan perquisiti con metal detector e cani poliziotto

Cannavaro scelto dal presidente della Repubblica Mirziyoyev

Per la prima…

Sono passati vent’anni. Sembra una vita. Nel 2006 Fabio Cannavaro alzava la Coppa del Mondo a Berlino. Nella notte tra mercoledì e giovedì esordirà di nuovo, stavolta da cittì dell’Uzbekistan, che sfiderà la Colombia. Siamo nel gruppo K, quello del Portogallo di Cristiano Ronaldo e della Repubblica democratica del Congo. Cannavaro è l’ultimo italiano ad esordire al Mondiale. Ci arriva senza pressioni, “non abbiamo nulla da perdere”, ha ripetuto più volte. L’Uzbekistan è una squadra lontana dai riflettori, spuntata sulle prime pagine perché sbarcati negli Stati Uniti giocatori e staff tecnico sono stati perquisiti in modo approfondito: metal detector, cani poliziotto, al setaccio zaini e attrezzatura.

Mondiali in Usa, Fabio Cannavaro e il suo Uzbekistan perquisiti con metal detector e cani poliziotto

Cannavaro scelto dal presidente della Repubblica Mirziyoyev

Per la prima volta si sono qualificati ai Mondiali. Anche per questo è stato chiamato Cannavaro. La sua candidatura è stata caldeggiata dal presidente della Repubblica Mirziyoyev. Lo ha voluto, lo ha convinto. Fabio era fermo dopo le esperienze con Udinese e Dinamo Zagabria. Aveva ricevuto offerte dalla nazionale cinese e iraniana, declinate come quella della Sampdoria. Ha firmato a ottobre per l’Uzbekistan un biennale con opzione di rinnovo per altri due anni. Un progetto a lungo termine, insomma, che va oltre il Mondiale americano.

Cannavaro a colloquio con il suo staff 

Che nazionale è l’Uzbekistan

L’Uzbekistan, al numero 50 del ranking Fifa, è una nazionale in ascesa. Si è qualificata ai Mondiali un anno fa, pochi mesi dopo ha vinto la Coppa dell'Asia centrale, battendo in finale l'Iran. Tra i convocati ci sono giocatori di livello. Su tutti il difensore Khusanov, che durante l’anno gioca nel Manchester City, a cui Cannavaro dispensa consigli ogni giorno. Il capitano è invece l’ex Genoa e Roma Shomurodov, primatista di gol (44) con la sua nazionale. Una squadra nata nel 1992, dopo la dissoluzione dell’Urss. Però in crescita: la federcalcio uzbeka ha fatto tanti investimenti sul pallone, strutture e giovanili. A Tashkent, la capitale del Paese, c’è un centro sportivo assai moderno.

Il cuoco italiano e la pizza a fine partita

Cannavaro ha giocato il suo ultimo Mondiale sedici anni fa, nel 2010. Chissà cosa proverà, quando ascolterà gli inni nazionali. In Uzbekistan si è portato uno staff di tredici persone, di cui dodici italiani e uno spagnolo: chef, nutrizionista, preparatori, match analyst. Nel menu a fine partita ha inserito la pizza. Anche la maglia ricorda l’Italia, è azzurra. Dice che i suoi giocatori assorbono come spugne tutto quello che lui gli trasmette, nessuno si lamenta. Vuole fare bella figura, certo non può sognare in grande. Sfiderà Cristiano Ronaldo, affrontato nella sua vita precedente in campo, difensore contro attaccante. Stavolta Fabio sarà in panchina.

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