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Se alla Rai il tempo si è fermato

Paulo Roberto Falcao 

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La rubrica “Schermaglie mondiali”
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Per la Rai sono i Mondiali della marmotta. Qui e là ci si sforza, c’è buona volontà, ma l’assetto sembra quello di quattro o cinque Mondiali fa e le conseguenti critiche, identiche parola per parola. Nei programmi di punta sentenziano le vecchie glorie – Tardelli e Graziani – Falcao è la nota esotica ma si fatica spesso a intuire quanto sta dicendo, i protagonisti sono sempre gli stessi e non si è per niente sicuri che sostituendoli con forze fresche si faccia un affare.

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Anche perché l’età media del pubblico Rai sfiora quella degli stessi Tardelli e Graziani. Se si mandassero in pista, ad esempio, alcuni degli influencer calcistici tanto di moda, molti telespettatori chiamerebbero le guardie. E con qualche ragione.

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Si è parlato molto del ct del Giappone che contro l’Olanda ha dato suggerimenti ai suoi mostrando grandi tabelle con numeri tipo 2 o 3, codice cifrato per schemi o assetto in campo. Il Giappone farà un bel Mondiale: ma dovesse andar male, qualcuno gli dica che si è …

Per la Rai sono i Mondiali della marmotta. Qui e là ci si sforza, c’è buona volontà, ma l’assetto sembra quello di quattro o cinque Mondiali fa e le conseguenti critiche, identiche parola per parola. Nei programmi di punta sentenziano le vecchie glorie – Tardelli e Graziani – Falcao è la nota esotica ma si fatica spesso a intuire quanto sta dicendo, i protagonisti sono sempre gli stessi e non si è per niente sicuri che sostituendoli con forze fresche si faccia un affare.

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Anche perché l’età media del pubblico Rai sfiora quella degli stessi Tardelli e Graziani. Se si mandassero in pista, ad esempio, alcuni degli influencer calcistici tanto di moda, molti telespettatori chiamerebbero le guardie. E con qualche ragione.

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Si è parlato molto del ct del Giappone che contro l’Olanda ha dato suggerimenti ai suoi mostrando grandi tabelle con numeri tipo 2 o 3, codice cifrato per schemi o assetto in campo. Il Giappone farà un bel Mondiale: ma dovesse andar male, qualcuno gli dica che si è liberato un posto in giuria a Ballando con le stelle.

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La trovata geniale del ct del Giappone: lavagne giganti in panchina per dare gli ordini alla squadra

Su Dazn quando chiudono le rubriche quotidiane sul Mondiale usano come riempitivo i materiali dell’archivio Fifa. Ieri all’improvviso è scattata la trasmissione integrale di Germania Ovest-Urss, semifinale ai mondiali inglesi del 1966. Un bianco e nero sgranato e da svenimento, Concetto Lo Bello – molto contestato dai sovietici – e Haller e Beckenbauer a realizzare i due gol della vittoria tedesca.

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Narra la leggenda di quello scommettitore che sul sito Polymarket avrebbe bruciato un milione di euro sulla vittoria della Spagna con Capo Verde. Voleva vincerne 85mila, è andata in un altro modo. Magari è una leggenda, ma è anche piuttosto credibile.

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Nella nostra serie A c’è un turno di campionato nel quale ci si diverte a colpo sicuro. Ed è quando si gioca Cagliari-Atalanta, per cui in tv nella grafica in alto a sinistra l’abbinamento dell’abbreviazione dei nomi delle due squadre suscita ilarità diffusa. Oggi a Houston si gioca Portogallo-Congo. E le anticipazioni sulla grafica delle due squadre fanno un po’ rabbrividire, rischiando di creare, da noi, un minimo di scandalo a sfondo religioso.

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