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Kane, Bellingham, Rashford: l’Inghilterra batte 4-2 la Croazia e avvisa il Mondiale

(reuters)

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Sempre avanti, i Tre Leoni ruggiscono con i loro uomini di maggiore qualità: doppietta per il centravanti del Bayern
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FILADELFIA – Kane è all’altezza di quelli del suo rango: di gol ne ha fatti due anche lui (sono 81 con la nazionale e 64 in stagione), ma non è stato un uomo solo al comando: gli inglesi attorno, a partire da Bellingham, non si sono limitati a fargli corona, ma lui è altri si sono fusi in una squadra, come di rado l’Inghilterra è stata.

La partita

La Croazia ha ceduto a distanza, una attimo prima del 4-2 (confezionato dalle stelle inizialmente in panchina, Saka e Rashford) era alla furibonda caccia del 3-3. La partita è stata vibrante, d’altronde qui il livello collettivo era altissimo, non c’erano comparse, non si andava a caccia di imprese o sorprese ma di solide conferme, anche se nella Coppa del Mondo la Croazia va sempre un po’ più in là di quanto inizialmente ci si immagini mentre l’Inghilterra a quel punto immaginario non ci arriva mai, incatenata al ricordo di quell’unico Mondiale vinto in casa nel 1966 e poi più niente, né prima e né dopo (e neanche un Europeo). Raramente per…

FILADELFIA – Kane è all’altezza di quelli del suo rango: di gol ne ha fatti due anche lui (sono 81 con la nazionale e 64 in stagione), ma non è stato un uomo solo al comando: gli inglesi attorno, a partire da Bellingham, non si sono limitati a fargli corona, ma lui è altri si sono fusi in una squadra, come di rado l’Inghilterra è stata.

La partita

La Croazia ha ceduto a distanza, una attimo prima del 4-2 (confezionato dalle stelle inizialmente in panchina, Saka e Rashford) era alla furibonda caccia del 3-3. La partita è stata vibrante, d’altronde qui il livello collettivo era altissimo, non c’erano comparse, non si andava a caccia di imprese o sorprese ma di solide conferme, anche se nella Coppa del Mondo la Croazia va sempre un po’ più in là di quanto inizialmente ci si immagini mentre l’Inghilterra a quel punto immaginario non ci arriva mai, incatenata al ricordo di quell’unico Mondiale vinto in casa nel 1966 e poi più niente, né prima e né dopo (e neanche un Europeo). Raramente però s’erano visti gli inglesi così disinvolti. La questione non è che abbiano giocato meglio o peggio di altre volte (meglio, comunque), ma che lo abbiano fatto con una leggerezza e un entusiasmo che prima erano loro vietati, per l’immane incombenza di quella data (1966) che ne ha accompagnato ogni tentativo di aggiornarla.

Le scelte di Tuchel

Tuchel ha fatto cose nuove e diverse, oltre ad arrendersi finalmente alla pelata rinunciando al riporto: non ha messo per forza (né convocato, in almeno tre casi: Palmer, Foden, Maguire) quelli dei grandi club (anzi, dei club ricchi, includendo dunque Chelsea e United), ma ha pescato nel secondo livello della Premier. Anderson (Nottingham) è ormai una colonna, Gordon (Newcastle, ma andrà al Barcellona) non ha i fronzoli di altre ali che vanno per la maggiore, Konsa dell’Aston Villa ha la sapienza offensiva appresa da Emery ma tutti, soprattutto, sono sembrati giocatori liberi di testa, anche Bellingham che in passato era quello che più di tutti aveva patito le attese. La Croazia ha reso la vita dura, ha ribattuto colpo su colpo. Kane ha aperto le danze su rigore (fallo sciocco di Modric su Madueke), tirato due volte perché nel primo tentativo Livakovic era uscito dai pali e i difensori croati erano entrati in area (Kane aveva sbagliato dal dischetto contro la Francia nell’ultima partita di quattro anni fa), Baturina del Como (un altro gol, della serie A) ha pareggiato con una stoccata da fuori, Kane ha raddoppiato di testa sfruttando un corner battuto da Rice con il metodo Arsenal, Musa, che abitualmente gioca in questo stadio con Dallas, ha fatto 2-2 dopo un assist di Pasalic, finché in avvio di ripresa Bellingham è filato via in contropiede segnando il 3-2. La Croazia non ha più avuto la forza di reagire e la scioltezza di gioco dell’Inghilterra, che pure è una squadra con una possanza fisica imponente, si è fatta ancora più fluida. Ha dato e provato divertimento e l’unico problema sembravano le scottature da insolazione su questi visi pallidi: la fronte di Kane, le braccia di Rice, il collo di Anderson erano rossi come peperoni. Meglio adesso: prima l’Inghilterra arrossiva di timidezza.

Il tabellino

Inghilterra-Croazia 4-2

12’ pt rig. e 42’ pt Kane, 2’ st Bellingham, 40’ st Rashford

37’ pt Baturina, 51’ pt Musa

Inghilterra (4-2-3-1)

Pickford 6 – James 6.5, Konda 6.5, Stones 6 (42’ st Guéhei sv), O’Reilly 6.5 – Anderson 6.5, Rice 7 (27’ st Rogers sv) – Madueke 6.5 (27’ st Saka 6.5), Bellingham 7.5 (35’ st Spence sv). Gordon 6 (27’ st Rashford 7) – Kane 8. All. Tuchel 7.

Croazia (3-4-2-1)

Livakovic 6.5 – Sutalo 5.5, Vuskovic 5 (21’ st Marco Pasalic 6), Gvardiol 6 – Stanisic 6, Modric 5 (14’ st Kovavic 6), Mario Pasalic 6 (34’ st Vlasic sv), Perisic 6.5 – Sucic 5.5, Baturina 6.5 (34’ st Kramaric sv) – Musa 6,5 (21’ st Matanovic 6). All. Dalic 6.

Arbitro: Turpin (Fra) 6.5.

Note: nessun ammonito. Spettatori 70.389.

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