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Ronaldo un fantasma, a Houston non decolla. La sorpresa è il Congo

La delusione di Cristiano Ronaldo 

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Dopo la Spagna contro Capo Verde, un altro flop europeo. Il Portogallo bloccato sul pari (1-1) Cristiano non tocca palla
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Tre gol Messi, due Mbappé, zero Ronaldo. Houston abbiamo un problema: ci siamo persi lo Space cowboy del calcio, il Dorian Gray degli attaccanti. Vedi se ce lo ritrovi perché a 41 anni Cristiano Ronaldo non è più al comando della navicella Portogallo. Anzi è proprio missing: nemmeno un tiro in porta, 0 assist, 0 occasioni create. Ma soprattutto 0 falli subiti. Questa sì che è un’onta, sei così inutile che nemmeno ti marcano, perché fare la fatica di buttarti giù? Che fine ha fatto il calciatore più terribilmente egoista del mondo? Aveva pubblicato una sua foto in costume da bagno su una spiaggia di Palm Beach con il corpo più in forma che mai. Dieta da tremila calorie al giorno, 6 mini-pasti quotidiani e 6 riposini. Crioterapia, palestra, nuoto, pilates, niente alcol. Come a dire: eccomi, più immortale che mai. E infatti Ebrahim Mirzapour, il portiere dell’Iran, a cui nel 2006 fece il suo primo gol mondiale, ha smesso da tempo.

Tre gol Messi, due Mbappé, zero Ronaldo. Houston abbiamo un problema: ci siamo persi lo Space cowboy del calcio, il Dorian Gray degli attaccanti. Vedi se ce lo ritrovi perché a 41 anni Cristiano Ronaldo non è più al comando della navicella Portogallo. Anzi è proprio missing: nemmeno un tiro in porta, 0 assist, 0 occasioni create. Ma soprattutto 0 falli subiti. Questa sì che è un’onta, sei così inutile che nemmeno ti marcano, perché fare la fatica di buttarti giù? Che fine ha fatto il calciatore più terribilmente egoista del mondo? Aveva pubblicato una sua foto in costume da bagno su una spiaggia di Palm Beach con il corpo più in forma che mai. Dieta da tremila calorie al giorno, 6 mini-pasti quotidiani e 6 riposini. Crioterapia, palestra, nuoto, pilates, niente alcol. Come a dire: eccomi, più immortale che mai. E infatti Ebrahim Mirzapour, il portiere dell’Iran, a cui nel 2006 fece il suo primo gol mondiale, ha smesso da tempo.

La sfortuna di Cristiano ai Mondiali

L’uomo della brillantina, Mr. Selfie (anche quando insegna al figlio come allenarsi), il primo calciatore a diventare ultramiliardario (stime di Forbes), il mito che con sei mondiali ha meritato dalla Fifa un logo aggiuntivo sulla maglia (Legacy, appunto), il secondo più vecchio giocatore tra i convocati a questi Mondiali e il quarto di sempre ad averli giocati non è più dominante nell’universo calcio. Anzi si metta in coda. Questo dice la partita d’esordio del Portogallo che pareggia (1-1) con la Repubblica Democratica del Congo e che nei suoi debutti non è mai fortunato, ai mondiali ha vinto solo uno dei quattro match d’apertura. Alzi la mano chi ha visto un’azione di Ronaldo, non ce l’avreste fatta nemmeno con il cannocchiale.

I flop di Portogallo, Spagna e Brasile

Questo padre di cinque figli è diventato un pochino più generoso e quando Joao Neves lo anticipa e di testa butta dentro la palla, Cristiano che è proprio dietro a lui alza il braccio per dirgli bravo. In passato lo avrebbe mandato a quel paese con il rimprovero: dovevi lasciarla a me. Dopo il flop della Spagna e del Brasile arriva anche quello del Portogallo di sua maestà Ronaldo. I protagonisti sono altri: il piccolo Neves, alto appena 1,71 centimetri che su uno schema collaudato al Psg, salta e inzucca perché i colpi di testa sono la sua specialità e anche la dedica alla mamma scomparsa due anni fa e al compagno Diogo Jota, morto nel 2025, che il Portogallo ha incluso a livello simbolico nelle convocazioni (i genitori erano allo stadio, ospiti della federazione). E il congolese Yoane Wissa che risponde, anche lui di testa, e pareggia, mentre per la prima volta al mondiale il portiere Mpasi è stato punito per la regola degli 8 secondi sul rinvio. Guarda tu questo pezzo d’Africa martoriato dalla guerra civile dove la dieta non è una scelta a con l’Ebola in casa che torna a giocare dopo 52 anni per il suo diritto a esistere nel calcio. Wissa ha una storia pazzesca. Venne aggredito nel 2021 a casa quando giocava in Francia nel Lorient da una donna che dopo aver cercato di rapire suo figlio gli spruzzò dell’acido sugli occhi. Per fortuna fu subito operato. «Ho recuperato la vista dopo sei mesi. Un medico mi disse che avrei avuto bisogno di collirio per tutta la vita e che se mi fossi curato più tardi avrei potuto subire danni permanenti». Dopo l’incidente si è trasferito in Inghilterra, ora gioca nel Newcastle United.

Dietro a Ronaldo un centrocampo stellare

Ronaldo è una comparsa, nemmeno un attore non protagonista. Dal 2023 è in Arabia dove quest’anno ha finalmente vinto il titolo di campione saudita. Ma per la prima volta è finito solo terzo (28 gol) in classifica marcatori. L’avventura americana prometteva bene, capitano Ronaldo (che in nazionale non segna da 10 partite) non era più solo, attorno aveva una squadra: da Bruno Fernandes, nominato miglior giocatore della Premier League, a Bernardo Silva appena trasferitosi al Real, a Vitinha, centrocampista nel Psg campione d’Europa. Ma non si capisce se devono proteggerlo o aiutarlo a giocare. Houston, per cortesia, fai rientrare Ronaldo.E soprattutto toglietegli il casco.

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