Ancelotti ci riprova, il Brasile a caccia di nuove certezze
dal nostro inviato Emanuele GambaFILADELFIA – Il problema del Brasile è che si parla più di Ancelotti che di qualsiasi giocatore, con l’eccezione di Neymar che però non gioca mai: non lo farà neanche venerdì sera contro Haiti, non ha nemmeno lasciato il New Jersey per andare a Filadelfia con la squadra. Carletto fa dibattito ogni giorno, dall’altare alla polvere andata e ritorno è un attimo, lo è dappertutto ma in Brasile specialmente. Se però è lui al centro di ogni chiacchiera, è perché questa Seleção di troppi giocatori mediocri non ha nessun altro che scateni la passione popolare e sollevi, a seconda, entusiasmo o rabbia. Così sono giorni che da Porto Alegre a Belém gli piovono addosso consigli, richieste, imposizioni: togli questo, metti quell’altro, sposta di qua.
Danilo: "le decisi…
FILADELFIA – Il problema del Brasile è che si parla più di Ancelotti che di qualsiasi giocatore, con l’eccezione di Neymar che però non gioca mai: non lo farà neanche venerdì sera contro Haiti, non ha nemmeno lasciato il New Jersey per andare a Filadelfia con la squadra. Carletto fa dibattito ogni giorno, dall’altare alla polvere andata e ritorno è un attimo, lo è dappertutto ma in Brasile specialmente. Se però è lui al centro di ogni chiacchiera, è perché questa Seleção di troppi giocatori mediocri non ha nessun altro che scateni la passione popolare e sollevi, a seconda, entusiasmo o rabbia. Così sono giorni che da Porto Alegre a Belém gli piovono addosso consigli, richieste, imposizioni: togli questo, metti quell’altro, sposta di qua.
Danilo: "le decisioni che non sembrano avere logica"
Mescolando e rimescolando il mazzo dei giocatori iscritti, però, non è che all’improvviso possa comparire un jolly di cui nessuno s’era accorto. Ci sono i due ragazzi, certo, Endrick e Rayan: è il secondo più del primo, invece molto più mediatico, che sta toccando le corde del cuore dell’allenatore, ma Carletto non sembra dell’idea di giocarseli, a meno che in testa non gli stia frullando un pensiero ancora non uscito da lì. "L’allenatore a volte prende decisioni che non sembrano avere una logica", dice Danilo, senza l’intenzione di essere critico, ma di sottolineare la creatività del ct di fronte all’incertezza di una squadra non ancora formata: "Oggi abbiamo circa l’80% della formazione, o forse il 70%. Ci sono tre o quattro posizioni che non sono ancora state decise per vari motivi: valutazioni dell’allenatore, questioni tattiche, condizioni fisiche" argomenta l’ex juventino, lasciando trasparire un clima interno di incertezze e fragilità. Di sicuro il Brasile non ha ancora una solidità emotiva, vizio antico che si pensava che Ancelotti potesse smantellare in un amen. Macché. Ancora Danilo: "Ho detto ai giocatori che non abbiamo la maturità che hanno la Francia o la stessa Argentina. Forse bisogna stare un po’ più bassi, forse non pressare così tanto, forse accettare che in certi momenti il pallone ce l’abbia l’avversario. Questa è maturità". Invece il Brasile è stato a lungo in balia del Marocco, come un cagnolino portato al guinzaglio.
Wesley e i giocatori persi da Carletto
Il paradosso è che i più criticati, e in ogni caso i peggiori, sono stati i più esperti, dal bolso Casemiro (quarto giocatore più lento della prima giornata dopo un qatarino, un capoverdiano e un tunisino) al declinante Paquetà. Sarebbero loro due a rischiare il posto, oltre all’ex romanista Ibañez, stopper schierato in fascia: altro errore di Ancelotti, che con Haiti dovrebbe ripescare proprio Danilo e comunque non smetterà di rimpiangere l’infortunio di Wesley, che su quella fascia avrebbe scorrazzato che è un piacere. Bisogna dire che i forfait del giallorosso, di Estevão (il più forte e pronto tra i giovani), Militão e Rodrygo hanno tolto molto a Carletto, limitandone assai i criteri di scelta. Ma è un dato di fatto che l’unico talento sopra le righe è Vinicius mentre tra centrocampo e attacco c’è molta mediocrità, tant’è che persino Haiti mette un filo di soggezione. "Ma quale goleada. Pensare di strapazzare Haiti è una follia". Il Brasile oggi è questo.