New York – Lionel Messi ha conosciuto molte vite dentro una sola carriera. È stato il bambino minuto di Rosario che sembrava troppo fragile per il calcio dei grandi. Il ragazzo che attraversò l’oceano per inseguire un sogno. E il genio che ha trasformato il calcio in una geometria privata. Adesso è arrivato il suo ultimo Mondiale, battezzato con una tripletta. Ma nella storia di Messi la gioia non è mai stata separata dalla vulnerabilità. Le lacrime mostrate dopo il primo dei tre gol all’Algeria erano di angoscia: il padre, Jorge Messi, 68 anni, sta male. «Attualmente è sotto controllo medico, in fase di recupero e sta mostrando progressi», ha dichiarato la famiglia in un comunicato, senza indicare quale sia la malattia. Esprimendo anche «il proprio profondo disappunto per la mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli con cui alcune persone hanno trattato una questione privata», ha aggiunto.
New York – Lionel Messi ha conosciuto molte vite dentro una sola carriera. È stato il bambino minuto di Rosario che sembrava troppo fragile per il calcio dei grandi. Il ragazzo che attraversò l’oceano per inseguire un sogno. E il genio che ha trasformato il calcio in una geometria privata. Adesso è arrivato il suo ultimo Mondiale, battezzato con una tripletta. Ma nella storia di Messi la gioia non è mai stata separata dalla vulnerabilità. Le lacrime mostrate dopo il primo dei tre gol all’Algeria erano di angoscia: il padre, Jorge Messi, 68 anni, sta male. «Attualmente è sotto controllo medico, in fase di recupero e sta mostrando progressi», ha dichiarato la famiglia in un comunicato, senza indicare quale sia la malattia. Esprimendo anche «il proprio profondo disappunto per la mancanza di sensibilità, rispetto e scrupoli con cui alcune persone hanno trattato una questione privata», ha aggiunto.
Il padre, una figura centrale nella storia di Messi
«Perché ho pianto? — aveva detto Messi dopo la partita — Era qualcosa di completamente estraneo al calcio. Ho attraversato giorni difficili, ma sono grato a tutta la delegazione e ai miei compagni perché mi sono sempre stati accanto». Nel giro di poche ore qualcuno ha scritto che il padre era in coma, altri che le sue condizioni si erano aggravate. Altri ancora, che fosse morto. Jorge non è soltanto il padre del campione argentino, ma la figura centrale della storia di Lionel. È stato lui a seguirlo da bambino, a spingere per il trasferimento in Spagna quando aveva 13 anni e a gestirne la carriera. Così, mentre Messi ha passato una vita a sfuggire alla propria divinizzazione, il mondo ha continuato a costruirgli attorno una liturgia.
Gli scarpini benedetti in Argentina
Per questo, nello stesso racconto sono entrati anche i suoi scarpini. Che non sono più semplici scarpe da calcio, ma una reliquia. Sono state benedette da un sacerdote nella Basilica di Nostra Signora di Luján, in Argentina, prima della partenza per i Mondiali. Le scarpe si chiamano “Ultimo tango” e adesso tutti ne vogliono un paio, adesso che Messi, a 39 anni, e con l’angoscia nel cuore, ha segnato la sua prima tripletta ai Mondiali e raggiunto, con 16 gol, il capocannoniere della storia del torneo, Miroslav Klose.