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Brasile-Haiti 3-0: Ancelotti cambia e vince. Cunha fa doppietta, Vinicius trascinatore

Il balletto dei giocatori brasiliani dopo il gol di Matheus Cunha 

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I verdeoro trovano la prima vittoria dopo il pareggio con il Marocco e cacciano via la pressione. Il ct premiato da due variazioni rispetto agli undici della prima partita
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FILADELFIA – Il Brasile si è lasciato alle spalle tutte le paure che erano montate dopo il pareggio contro il Marocco, ma era prevedibile che succedesse: Haiti era l’avversario e l’occasione giusta per prendere un brodino, mettere da parte punti e gol e guardare al futuro con un po’ ansia in meno. Difatti è finita 3-0, risultato definito già nel primo dalla doppietta di Matheus Cunha e dal gol di Vinicius, il migliore dei suoi come nella partita inaugurale.

La freddezza di Ancelotti e due cambi funzionali

Dopo i giorni delle critiche e delle richieste (gli opinionisti come i tifosi da bar gli hanno suggerito decine di formazioni diverse) Ancelotti non ha stravolto, come immaginavano e speravano i brasiliani, ma solamente corretto: ha cambiato due giocatori (Danilo per Ibañez in difesa, Matheus Cunha per Igor Thiago in attacco) e ritoccato alcune posizioni, in particolare arretrando Paquetà nel ruolo di mezzala sinistra (il modulo è così diventato il 4-3-3) e mettendo Raphinha all'ala …

FILADELFIA – Il Brasile si è lasciato alle spalle tutte le paure che erano montate dopo il pareggio contro il Marocco, ma era prevedibile che succedesse: Haiti era l’avversario e l’occasione giusta per prendere un brodino, mettere da parte punti e gol e guardare al futuro con un po’ ansia in meno. Difatti è finita 3-0, risultato definito già nel primo dalla doppietta di Matheus Cunha e dal gol di Vinicius, il migliore dei suoi come nella partita inaugurale.

La freddezza di Ancelotti e due cambi funzionali

Dopo i giorni delle critiche e delle richieste (gli opinionisti come i tifosi da bar gli hanno suggerito decine di formazioni diverse) Ancelotti non ha stravolto, come immaginavano e speravano i brasiliani, ma solamente corretto: ha cambiato due giocatori (Danilo per Ibañez in difesa, Matheus Cunha per Igor Thiago in attacco) e ritoccato alcune posizioni, in particolare arretrando Paquetà nel ruolo di mezzala sinistra (il modulo è così diventato il 4-3-3) e mettendo Raphinha all'ala destra. C'è stata più logica, in definitiva. Affiancato da due compagni e non da uno solo, Casemiro ha potuto mascherare le lacune atletiche emerse nella prima partita, Paquetà nel suo ruolo tradizionale è tornato a muoversi con disinvoltura e Cunha, pur non essendo un centravanti canonico, ci ha messo tecnica e velocità, dialogando bene soprattutto con Vinicius. Poi, certo, tutto va relativizzato, perché Haiti è una formazione davvero fragile e dopo il primo gol e un avvio coraggioso non ha potuto che sbriciolarsi. All'opera ha provveduto più di tutti Vinicius, i cui scatti secchi sono state coltellate per i poveri difensori haitiani, nessuno dei quali in grado di contenerlo in qualche modo, specie sul piano della velocità.

La pressione sul Brasile

In ogni caso, il Brasile aveva cominciato contratto, quasi intimorito (da sé stesso, mica dall'avversario), per niente tranquillo. Il trasporto eccessivo con cui è stato festeggiato il primo gol, con tutti i giocatori della panchina addosso a Cunha e Gabriel, nella metà campo, a battere i pugni sul prato come a scaricare l'isteria, dice molto di quanto i brasiliani attendessero questa sorta di liberazione. In ogni caso va tutto tarato sulla debolezza di Haiti. Serviranno altre verifiche.

Vinicius trascina il Brasile

Matheus Cunha, attaccante versatile che l'estate scorsa il Manchester United ha pagato 75 milioni (troppi, come al solito) per prenderlo dal Wolverhampton, e che finora nella Seleção aveva segnato una sola rete, ha sbloccato la partita a metà del primo tempo, ma in tutte c'è stato lo zampino di Vinicius, che sull'1-0 ha messo agitazione in mezzo provocando il rimpallo fatale tra il centravanti e l'haitiano Delcroix, sul 2-0 ha liberato Cunha con grande visione del gioco e il 3-0 se l'è fatto da sé, sfruttando una bella verticale di Paquetà. Poco prima Ancelotti aveva perso per noie muscolari Raphinha: non l'ha sostituito con Endrick, il giocatore evocato dal popolo come un messia, ma dall'altro giovane che si è portato qui, Rayan, molto meno reclamizzato ma da Carletto più apprezzato.

Il cammino del Brasile al Mondiale

Nella ripresa il Brasile ha completamente mollato, lasciando l'iniziativa ad Haiti, che ha sfiorato il gol con un colpo di testa di Simon respinto da Alisson e nel finale con una botta da fuori sempre del terzino: evidentemente ai brasiliani non interessa vincere il girone (quasi certamente col Marocco deciderà la differenza reti), anche perché fino a questo momento il possibile avversario è impronosticabile (Svezia, Olanda o Giappone). Ma forse l'ottavo di finale (contro Canada o Svizzera) sarebbe più comodo arrivando secondi invece che primi (Ecuador, Costa d'Avorio o Uruguay). Non importa nemmeno, evidentemente, evitarsi una trasferta in Messico, a Monterrey, anziché giocare a Houston: in effetti, la differenza di ore di volo da New York è di una soltanto, 4 invece di 5. In ogni caso il Brasile si è svegliato solo verso la mezz'ora, quando ha colpito una traversa con Douglas Santos. Per il resto a giochicchiato, accontentandosi di quel primo tempo giocato esattamente come Ancelotti avrebbe voluto.

Il tabellino di Brasile-Haiti

Brasile (4-3-3): Alisson 6.5 – Danilo 6.5, Marquinhos 6, Gabriel 6, Douglas Santos 6 – Bruno Guimarães 6.5 (36’ st Danilo Santos sv), Casemiro 6, Paquetà 7 (19’ st Martinelli 6) – Raphinha 6.5 (40’ pt Rayan 6), Matheus Cunha 7.5 (19’ st Endrick 6), Vinicius 7.5 (36’ st Ederson sv). All. Ancelotti 6.5.

Haiti (5-4-1): Placide 4.5 – Arcus 4,5 (1’ st Simon 6), Duverne 4.5, Adé 5, Delcroix 5.5, Experience 5 – Casimir 5 (19’ st Deedson 5.5), Jean-Jacques 5.5, Bellegarde 6 (36’ st Etienne sv), Providence 5 (28’ st Joseph sv) – Pierrot 5 (1’ st Isidor 5). All. Migné 5.5.

Arbitro: Hernandez (Spa) 6.

Reti: 23’ pt e 36’ pt Matheus Cunha, 48’ pt Vinicius.

Note: ammoniti Arcus, Pierrot, Douglas Santos, Jean-Jacques. Spettatori 68.324.

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