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Olanda, un giorno da Arancia meccanica: Svezia travolta 5-1

(afp)

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La squadra di Koeman arriva a 14 partite utili di fila in Coppa del mondo. Non perde dalla finale del 2010 con la Spagna
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Los Angeles – E arancio sia. Netherland5 dicono i titoli sbrigativi. E anche Olandesi Volanti. Il colore della rivoluzione calcistica («tutti fanno tutto») è ancora buono, anzi da record: 14 partite consecutive senza mai perdere (ma nemmeno vincere un Mondiale). Cinque gol alla Svezia, tutti made in Premier (anche quello avversario), nel derby europeo del nord con la Svezia. L’Olanda allunga così la sua striscia di imbattibilità, la più lunga della Coppa, e fa meglio del Brasile (1958-1966). Per gli arancioni l’ultima sconfitta è quella in Sudafrica nel 2010, in finale ai supplementari con la Spagna.

Il poderoso Brobbey

Non ci sono più le gambe nervose di Johan Cruyff, ma quelle poderose di Brian Brobbey, originario del Ghana, che potrebbe anche fare il pugile e che fa sub…

Los Angeles – E arancio sia. Netherland5 dicono i titoli sbrigativi. E anche Olandesi Volanti. Il colore della rivoluzione calcistica («tutti fanno tutto») è ancora buono, anzi da record: 14 partite consecutive senza mai perdere (ma nemmeno vincere un Mondiale). Cinque gol alla Svezia, tutti made in Premier (anche quello avversario), nel derby europeo del nord con la Svezia. L’Olanda allunga così la sua striscia di imbattibilità, la più lunga della Coppa, e fa meglio del Brasile (1958-1966). Per gli arancioni l’ultima sconfitta è quella in Sudafrica nel 2010, in finale ai supplementari con la Spagna.

Il poderoso Brobbey

Non ci sono più le gambe nervose di Johan Cruyff, ma quelle poderose di Brian Brobbey, originario del Ghana, che potrebbe anche fare il pugile e che fa subito molto male alla Svezia, anzi la stende. Gioca centravanti al posto del romanista Malen (ala, in campo per un solo tempo), è il secondo olandese a segnare una doppietta al debutto da titolare dopo Rep nel ’74. Ex Ajax, gioca nel Sunderland, è stato spesso infortunato, è l’ultimo di quattro fratelli tutti calciatori. «A casa col pallone abbiamo rotto e rovesciato di tutto: bicchieri, vasi, finestre». Ma si sa, i fratellini sanno prendersi la scena, anche se in famiglia le gerarchie non cambiano: «Rimarrò sempre il più piccolo, non importa quanto bravo diventerò, a Natale mi toccherà sempre stare seduto in un angolo del tavolo».

L’infallibile Gakpo

Il secondo gol lo butta dentro in scivolata quando l’arbitro al 17’ ha appena fatto cambiare il pallone perché sgonfio. L’hanno tanto vantato questo Trionda intelligente con microchip incorporato, ma si vede che questo è meravigliosamente stupido e non vuole più essere preso a calci. Perché anche Cody Gakpo (padre del Togo), che gioca nel Liverpool dai tempi di Klopp, ne fa due, il secondo su cross di Dumfries, l’ex Inter ora al Real. Così, in scioltezza.

Olanda, un giorno da Arancia Meccanica

All’Olanda riesce un giorno da Arancia Meccanica, sul finale segna anche Summerville (che ha sostituito Malen), con un gran destro da fuori. A distrarsi pare una succursale della Premier League: l’Olanda di giocatori ne ha 8, la Svezia 5, più il coach. Il Potter sulla panchina non è quello giusto: non si chiama Harry, ma Graham, ex tecnico di Chelsea e West Ham. Però è stato bravo a cantare l’inno svedese (che piaceva molto anche a Mozart), lui che è nato a Solihull, nelle West Midlands. La Svezia che ha avuto fortuna nelle qualificazioni (ultima del girone, ripescata grazie alla Nations League, vincitrice agli spareggi) a Houston ne ha poca: Gyökeres ci prova, ma non riesce, al 44’ il colpo di testa di Gravenberch viene annullato per un millimetro di fuorigioco e non basta Elanga che in contropiede e di sinistro batte Verbruggen per il gol della bandiera. L’altoparlante annuncia un meteo poco amichevole: riparatevi, attenti ai fulmini. Ma in campo la tempesta arancione è già arrivata. E l’Olanda ora può guardare con più tranquillità all’ultima partita del girone con la Tunisia.

I salti di gioia di Koeman

Salta di gioia sulla panchina Ronald Koeman, 63 anni, ex difensore e nazionale olandese, ma soprattutto marito di Bartina. Sua moglie ha un tumore al seno (recidiva), è a casa a curarsi. Lui ne ha parlato pubblicamente. «Il calcio in questo senso offre una distrazione, è una valvola di sfogo, se andremo in finale mia moglie potrebbe saltare un trattamento e raggiungermi. Sarebbe un’emozione per entrambi». C’è chi lotta per i punti e chi per avere un po’ più di tempo con chi ama.

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