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Il Mondiale a puntate: le scommesse più pazze intorno alla Coppa e il boom dei mercati predittivi.

Un cartellone pubblicitario a Kansas, nel Missouri 

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Si può puntare praticamente su tutto e in tempo reale: Ronaldo piangerà? Al 64%. Trump alla finale? All’88%. E il telecronista dirà “noce moscata”?
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Ci puoi scommettere: questa Coppa del mondo di calcio sarà l’evento sportivo con il record di tutti i tempi nelle scommesse. Sposterà patrimoni, creerà nuovi ricchi e imprudenti poveri. Laverà tonnellate di contante. Sporcherà coscienze. Genererà speranza e delusione, corruzione e liberazione. Spingerà a tifare per l’interesse delle tasche e non per la patria del cuore. Farà girare la ruota del destino e quella del registratore di cassa. Numeri, simboli, percentuali. Come ha dettoClaudio Lotito (la cui Lazio è sponsorizzata da una piattaforma di previsioni): «So’ milioni, mica bruscolini».

La maglia della Lazio, sponsorizzata da Polymarket 

Un parente di Trump nel CdA di Polymarket

A spartirsi il bottino saranno soprattutto due realtà, classificate come “mercati di previsioni”, per consentir loro di evitare la regolamentazione dei siti di scommesse. Una è Polymarket l’altra è Kelshi. Per la …

Ci puoi scommettere: questa Coppa del mondo di calcio sarà l’evento sportivo con il record di tutti i tempi nelle scommesse. Sposterà patrimoni, creerà nuovi ricchi e imprudenti poveri. Laverà tonnellate di contante. Sporcherà coscienze. Genererà speranza e delusione, corruzione e liberazione. Spingerà a tifare per l’interesse delle tasche e non per la patria del cuore. Farà girare la ruota del destino e quella del registratore di cassa. Numeri, simboli, percentuali. Come ha dettoClaudio Lotito (la cui Lazio è sponsorizzata da una piattaforma di previsioni): «So’ milioni, mica bruscolini».

La maglia della Lazio, sponsorizzata da Polymarket 

Un parente di Trump nel CdA di Polymarket

A spartirsi il bottino saranno soprattutto due realtà, classificate come “mercati di previsioni”, per consentir loro di evitare la regolamentazione dei siti di scommesse. Una è Polymarket l’altra è Kelshi. Per la prima lo sport rappresenta il 39% del fatturato. Per la seconda l’85%. Sabato scorso, tra gara 5 dei playoff di basket nell’Nba e tre partite dei Mondiali, ha incassato, per la prima volta, oltre un miliardo di dollari in 24 ore. Ne ha restituiti una parte minore: dal 2022 il 69% di quelli che puntano ha perso. Il giorno della finale si prevede un giro di soldi (per lo più in criptovalute) superiore a quello del Super Bowl, ma anche questa è una scommessa. L’affare è in continua espansione, benedetto dal presidente Trump, che ha inserito un parente nel consiglio d’amministrazione di Polymarket. In Malesia hanno appena arrestato 58 persone per un giro di scommesse illegali da poco più di 100mila dollari, negli Stati Uniti si legalizza il miliardario “pronostico democratico”. Funziona così: la quota di probabilità di un evento cambia a seconda della direzione delle puntate. Se all’inizio la Francia è strafavorita sull’Iraq, e scommettendo 97 dollari se ne riavrebbero 100, una marea di previsioni opposte farebbe scendere il valore della ricompensa. Ovviamente il pareggio è sempre la scelta meno quotata, non parte mai oltre il 7% dei favori. Questo sistema fornisce l’illusione della vincita sicura, una chimera sopravvissuta a secoli di storia, cronaca e letteratura. Basti chiedere all’utente FlickRaw (i giocatori usano soprannomi) che in un giorno solo ha perso 4 milioni e 200 mila dollari puntando sulle vittorie dell’Olanda (con il Giappone) e del Belgio (con l’Egitto). Anche lui escludeva il pareggio e si è fatto attirare dallo specchietto per le allodole di un esito dato così per scontato che per guadagnarci dovevi alzare la posta al massimo livello, quello della tua presumibile rovina.

Ronaldo piange nell'Europeo del 2024 

La quota per la presenza di Trump alla finale

I disperati oracoli dilettanti provano a immaginare qualsiasi futuro imminente: quanti tweets farà Elon Musk nella settimana in corso (tra 180 e 199 la previsione più diffusa), se la Cina invaderà Taiwan entro fine anno (il no sta a 94), quando faranno pace Israele ed Hezbollah (non ho trovato la casella: mai). Nel calcio la fantasia regna. Non si tratta solo di immaginare chi alzerà la coppa (la Francia è a 18, la Spagna a 14), si può puntare su chi farà più gol tra Haaland e Mbappé (pare il secondo), a che turno uscirà l’Inghilterra. E ancora: Ronaldo piangerà durante i Mondiali? Probabilità al 64%. Un portiere farà gol? Difficile: 5%. Poi arriva l’assurdo. Quale di queste parole verrà pronunciata durante la telecronaca di Olanda-Svezia? Capitano: 93%. Traversa: 35%. Noce moscata: 24%. Non stupitevi: in inglese “nutmeg” è quel che in Italia chiamiamo tunnel, far passare la palla tra le gambe dell’avversario. Trump: 16%. Invece la presenza di Trump alla finale è data all’88%. E qui si arriva al punto dolente. Il futuro è imprevedibile, ma i suoi dettagli meno. Più ci si allontana dal centro delle cose e più la zona si fa grigia e influenzabile. Mettiamo che il 18 luglio, vigilia dell’ultima partita, il presidente decida di non andare e, per riconoscenza, lo riveli al suo barbiere, intento a ricostruire l’architettura di una civiltà tricologica sepolta. Quello può prendere tutti i suoi risparmi e fare la puntata che gli cambierà la vita.

Lo “spot fixing” tra i calciatori

Succede. Combinare il risultato di un incontro è complicato, richiede complicità e spesso la mascherata si svela anche agli occhi meno attenti. Il particolare invece, può sfuggire allo sguardo. Il telecronista potrà ben dire “caviglia” senza che nessuno sospetti che suo zio è appena diventato milionario. L’attaccante ivoriano Wahi ha ricevuto un discusso permesso d’ingresso in Canada nonostante a maggio sia stato arrestato in Francia. Aveva ricevuto un cartellino giallo durante una partita del Nizza e su quell’ammonizione erano state puntate migliaia di euro. Tre calciatori sono sotto inchiesta in Australia e Nuova Zelanda per una serie di cartellini analoghi presi di proposito e di guadagno. Lo chiamano “spot fixing”, un trucco a macchie, che non sporca l’intera faccia della partita. Non in apparenza. Occorre scrollare un elenco infinito di eventualità per capire se un fatto in apparenza normale (la sostituzione di un giocatore all’intervallo, il corner tirato direttamente fuori) sia un anomalo scontrino che ripaga una puntata. Nella scommessa tradizionale potevi giocare sulla tua squadra ed essere due volte felice, o gufarla e avere un premio di consolazione. Qui ti sposti in periferia, all’ombra, con i nuovi sistemi non esiste più l’espressione “all’ultimo minuto”. Fischiano il rigore, scommettiamo che lo sbaglia? Va in soffitta anche la filosofia di Blaise Pascal per cui la fede è una scommessa in cui: «Se vinci, vinci tutto; se perdi, non perdi nulla». Sulle piattaforme di previsioni la scommessa è una fede, ma se vinci, vinci qualcosa; se perdi, perdi tutto.

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