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Belgio fermato dall’Iran sullo 0-0: è uno show dei portieri

Una parata di Courtois (reuters)

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A Los Angeles pari senza reti. I Diavoli Rossi dominano ma poi restano in 10 e si accontentano. Fischi all’inno iraniano
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Los Angeles – L’Iran resiste. La squadra con la valigia o con la 24 ore (se preferite), quella che non ha diritto a mettere piede sul suolo americano, è una roccaforte che il Belgio non riesce a espugnare. 0-0. Vi ricordate il tiro al bersaglio al luna park? Il Belgio spara e l’Iran non va giù. Più gli complicano la vita e più tira fuori la tigna e reagisce. L’ostinazione nello sport porta sempre a buoni risultati. Infatti al 64’ rosso al belga Ngoy che stende Taremi, ultimo uomo, lanciato a rete. Belgio in 10. Il ct Ghalenoei anche stavolta alla vigilia si era lamentato: «Il nostro permesso per stare a Los Angeles è di 16 ore, abbiamo dovuto interrompere l’allenamento. Alle altre squadre non capita».

I fischi all’Iran

Stadio pieno (70mila) con oppositori agli ayatollah che fischian…

Los Angeles – L’Iran resiste. La squadra con la valigia o con la 24 ore (se preferite), quella che non ha diritto a mettere piede sul suolo americano, è una roccaforte che il Belgio non riesce a espugnare. 0-0. Vi ricordate il tiro al bersaglio al luna park? Il Belgio spara e l’Iran non va giù. Più gli complicano la vita e più tira fuori la tigna e reagisce. L’ostinazione nello sport porta sempre a buoni risultati. Infatti al 64’ rosso al belga Ngoy che stende Taremi, ultimo uomo, lanciato a rete. Belgio in 10. Il ct Ghalenoei anche stavolta alla vigilia si era lamentato: «Il nostro permesso per stare a Los Angeles è di 16 ore, abbiamo dovuto interrompere l’allenamento. Alle altre squadre non capita».

I fischi all’Iran

Stadio pieno (70mila) con oppositori agli ayatollah che fischiano. È il Belgio dei diavoli rossi tutti all’attacco (scontato) e c‘è anche Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, giusto magari per un’occhiata a De Bruyne (uscito all’86’). Il primo tempo sta tutto lì: in una squadra che vuole fare la partita e nell’altra che la lascia fare, ma solo fin dove conviene. Il Belgio tiene palla (80%), la gira, la porta da De Bruyne a Lukaku alla ricerca dello sfondamento. L’Iran aspetta basso, stretto, dietro la linea del pallone, con Taremi, ex Inter, solitario ma sveglio, tanto che al 52’ Courtois deve fare una gran parata su di lui per tenere a galla il Belgio. S’inizia e dopo quattro minuti De Bruyne alza il primo cross, Lukaku ci va dentro con il corpo. Lo scontro è con Beiranvand, il portiere ex pastore. Troppo duro e Big Rom si prende un cartellino giallo. Il Belgio insiste. Meunier si stringe dentro al campo, Raskin e Tielemans provano a dare ritmo, Trossard si infila tra le linee come un ago, De Cuyper spinge.

Quella punizione geniale

Però l’Iran non si scompone: chiude l’area, accorcia, respinge, rimette ordine. Non ha fretta. E il momento arriva al 25’. Punizione studiata e scaltra, quasi da pick ’n roll: Hajsafi serve Taremi, ma il Var dice che il gol è in fuorigioco. Per un millimetro i ringraziamenti ad Allah sono inutili. Da lì il Belgio accelera senza davvero far male. De Bruyne cerca corridoi, Lukaku battaglia, Trossard si fa vedere, ma Beiranvand resta in piedi. L’Iran si abbassa ancora, però non affonda. Al 38’ De Bruyne salta Hajsafi e viene tirato giù ai venticinque metri, leggermente a sinistra. Sembra la punizione buona per rimettere in ordine il mondo belga. Invece va De Cuyper, barriera e difesa iraniana cancellano tutto. Lukaku al ’64 esce a testa bassa. L’Iran invece la alza. Stava pensando a un boicottaggio della prossima partita a Seattle, ma le hanno promesso che la faranno arrivare due giorni prima. Inshallah.

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