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Undav entra e trasforma la Germania: Costa d’Avorio battuta 2-1 al 94'

Undav festeggiato dai compagni (reuters)

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L’attaccante, messo in campo nella ripresa, con una doppietta ribalta il gol di Kessié. Tedeschi qualificati ai sedicesimi
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Filadelfia – Deniz Undav, centravanti dello Stoccarda, non ha avuto fretta e si è preso i suoi tempi: è uno dei non molti tedeschi di origine turca che ha scelto la Germania e non la Turchia e che invece di espatriare presto ha fatto gavetta nelle serie minori. Alla soglia dei trent’anni (li compirà il giorno della finale, chissà dove li festeggerà) ha salvato la Mannschaft da una sconfitta dura e dalla prospettiva di un sedicesimo di finale difficilissimo, contro Francia o Norvegia: è entrato nella ripresa al posto delle stelle che non illuminavano e ha ribaltato la Costa d’Avorio con due gol da centravanti vero, uno di testa e uno in girata, in pienissimo recupero. Aveva segnato anche contro Curaçao, dunque è capocannoniere anche lui con Messi e David, ma quella era stata una rete decorativa, mentre questa ha un peso specifico notevole, per le prospettive tedesche.

La solidità della Costa d’Avorio

La Germania ha avuto vita dura contro una squadra forte, perché la Costa d’Avorio è un…

Filadelfia – Deniz Undav, centravanti dello Stoccarda, non ha avuto fretta e si è preso i suoi tempi: è uno dei non molti tedeschi di origine turca che ha scelto la Germania e non la Turchia e che invece di espatriare presto ha fatto gavetta nelle serie minori. Alla soglia dei trent’anni (li compirà il giorno della finale, chissà dove li festeggerà) ha salvato la Mannschaft da una sconfitta dura e dalla prospettiva di un sedicesimo di finale difficilissimo, contro Francia o Norvegia: è entrato nella ripresa al posto delle stelle che non illuminavano e ha ribaltato la Costa d’Avorio con due gol da centravanti vero, uno di testa e uno in girata, in pienissimo recupero. Aveva segnato anche contro Curaçao, dunque è capocannoniere anche lui con Messi e David, ma quella era stata una rete decorativa, mentre questa ha un peso specifico notevole, per le prospettive tedesche.

La solidità della Costa d’Avorio

La Germania ha avuto vita dura contro una squadra forte, perché la Costa d’Avorio è un blocco solido e un attacco di talento, con Diallo a destra, Bonny al centro e il sensazionale Diomandé a sinistra. Diallo è quello che quando stava all’Atalanta si chiamava Traoré (falsificò il nome per simulare una parentela con Hamed Traoré, all’epoca al Sassuolo), che è cresciuto in Emilia e dal 2020 è cittadino italiano, ma probabilmente nessuno gli ha mai proposto di vestire l’azzurro. Diomandé è invece il giovane atteso che, assieme a Bouaddi e Manzambi, sta mantenendo le promesse senza farsi aspettare: già migliore in campo contro l’Ecuador, ieri a Toronto ha imperversato un po’ meno ma si è fatto un mazzo così in copertura. In ogni caso, l’altra volta ha messo in difficoltà Hincapié e questa volta Kimmich, cioè due giocatoroni, anche se qui il tuttocampista del Bayern deve fare il terzino, che non è più il suo mestiere da anni, pur se interpreta il ruolo cercando di fare un po’ di regia anche lì.

Germania, le assenze pesano

Però la fiammata di Diomandé che ha portato al primo gol, poi segnato da Kessié dopo un buco di Tah, ivoriano da parte di padre, su una svirgolata di Diallo, ha incenerito pure lui. La Germania non ha giocato male, al contrario, ma sta pagando gli infortuni della gente che non ha potuto essere qui (l’esperto Gnabry e il giovanissimo Karl: sarebbero stati uno la riserva dell’altro) e lo stato di forma di Musiala, che non si è ancora ripreso del tutto dal grave infortunio (frattura del perone e rottura dei legamenti della caviglia) patito un anno fa ad Atlanta, al Mondiale per club: non è ancora tornato ai clamorosi livelli di prima e in Germania cominciano a preoccuparsi, anche perché degli altri fantasisti d’attacco uno, Sané, è chiaramente in declino e l’altro, Wirtz, ha lasciato la sua crescita a metà strada.

Le mosse di Nagelsmann, decisivo Undav

Nagelsmann ha allora fatto ricorso alle seconde linee e ci ha azzeccato, perché il secondo tempo la sua squadra lo ha giocato in crescendo, mettendo molta pressione agli ivoriani, e il gol del pareggio lo hanno confezionato i panchinari, con un cross di Amiri (origini afghane, il Genoa lo tenne sei mesi e non lo confermò) e un piattone al volo di Undav, prima che il bomber concedesse il bis su assist di Nmecha.

Germania (4-2-3-1): Neuer 6 – Kimmich 6, Tah 5.5, Schlotterbeck 6 (1’ st Rüdiger 6.5), Brown 6 – Nmecha 7, Pavlovic 5.5 (15’ st Amiri 6.5) – Sané 5 (15’ st Leweling 6), Musiala 5.5 (15’ st Undav 8), Wirtz 5.5 – Havertz 6 (40’ st Goretzka). All. Nagelsmann 6.5. Costa d’Avorio (4-3-3): Fofana 6.5 – Singo 6.5 (37’ st Doué sv), Kossounou 5.5, Agbadou 5, Konan 6 – Kessié 7, Sangaré 6.5 (30’ st Fofana sv), Oulai 5.5 – Diallo 5.5 (30’ st Adingra sv), Bonny 6 (30’ st Guessand sv), Diomandé 6.5 (35’ st Pépé sv). All. Faé 6.5.

Arbitro: Benitez (Par) 6.5. Reti: nel pt, 30' Kessie; nel st, al 23' e al 49' Undav

Note: nessun ammonito. Spettatori 43.036.

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